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Termovalorizzatore di Montello, la mozione del Pd: “Regione dica no, opera inutile”

In Lombardia ci sono già 13 impianti attivi, di cui 3 nella Bergamasca. E il 30% dei rifiuti bruciati proviene da fuori regione

Montello. Il prossimo 16 settembre, in occasione del primo consiglio regionale dopo la pausa agostana, si tornerà a discutere dell’inceneritore di Montello. Il gruppo del Pd ha depositato una mozione – a prima firma del consigliere ed ex sindaco di Scanzo Davide Casati – con la quale chiede alla Regione di condividere la contrarietà alla realizzazione dell’impianto già espressa dalle amministrazioni comunali bergamasche e dal consiglio provinciale.

“Chiediamo ai colleghi consiglieri regionali – annuncia Casati – di pronunciarsi in modo chiaro sulla realizzazione di questo impianto che vede contrari molti Comuni, cittadini e associazioni. Come abbiamo già evidenziato in passato – prosegue – l’inceneritore non è necessario alla Lombardia”.

Nella regione lombarda ne esistono già 13 di inceneritori attivi, di cui 3 nella Bergamasca: il 30% dei rifiuti bruciati proviene da fuori regione. “Quando si tratta di materie come il trattamento dei rifiuti – continua Casati – la Regione deve tornare ad esercitare un ruolo di regia attraverso un’attenta pianificazione che tenga conto anche e soprattutto dell’impatto ‘cumulativo’ delle opere”.

All’interno della mozione i dem chiedono di modificare il Piano Regionale Gestione Rifiuti (Prgr), in corso di variante proprio in questi mesi, inserendo in modo chiaro e puntuale il tema della cumulabilità delle emissioni. “Non può essere sottovalutato – sottolinea il consigliere regionale -. Le sue emissioni interessano tutto il territorio e non solo il Comune dove sorge l’impianto”.

“In Lombardia si producono pochi rifiuti e gli impianti lombardi sono più che sufficienti – precisa il consigliere regionale dem Jacopo Scandella -. Regia regionale significa che se si vuole costruirne uno nuovo, con questi numeri bisogna spegnerne un altro. Ogni regione deve diventare autosufficiente riguardo allo smaltimento”.

Con la mozione i consiglieri bergamaschi chiedono di dare tempestiva attuazione a quanto disposto dal Regolamento Ue n. 40/2025, che esclude l’incenerimento e il recupero energetico dei rifiuti costituiti da imballaggi in materie plastiche dall’ambito dell’economia circolare, e, conseguentemente, a procedere alla modifica del paragrafo 1.5 dell’Appendice 1 delle Norme Tecniche di Attuazione del Prgr, che è proprio quello ‘utilizzato’ dalla società Montello Spa per la presentazione dell’istanza.

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Anche il tema degli odori viene portato per la prima volta all’attenzione del Consiglio Regionale in questa legislatura: “Proseguono in questo senso le segnalazioni quotidiane dei cittadini – spiega ancora Casati -. Chiediamo un intervento determinato da parte della Regione visto che Arpa Lombardia li ha già riconosciuti nel 2021 come ‘non tollerabili’. Non è possibile che a fronte di un disagio riconosciuto e certificato i cittadini debbano continuare a sopportare, è assurdo e ingiustificabile”.

“La nostra posizione è chiara – conclude il segretario provinciale del Pd, Gabriele Giudici -. Bergamo ha già detto no. Siamo al fianco dei sindaci e delle comunità locali che chiedono un nuovo modello di gestione ambientale. Un modello in cui la Regione si assuma la responsabilità di una seria programmazione a tutela dei lombardi”.