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DDL Montagna approvato alla Camera, Calderoli: “Dignità per terre alte”. Soddisfatti Mazzoleni, Macconi e Schiavi

Approvato mercoledì 10 settembre alla Camera il DDL per il riconoscimento e la promozione delle zone montane

“Nuovo passo avanti per il disegno di legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane, approvato mercoledì 10 settembre alla Camera. Prosegue dunque il nostro lavoro per valorizzare degnamente le vere terre alte, con misure concrete e iniziative efficaci a tutela di chi vive e mantiene vivi questi territori”. Così commenta il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, il bergamasco Roberto Calderoli, che esprime soddisfazione per il via libera dall’Aula di Montecitorio.

“Stiamo lavorando – ha aggiunto il ministro Calderoli – per rispettare gli impegni presi verso le zone e le genti di montagna, partendo anzitutto da una definizione precisa di cosa sia ‘montagna’ in Italia con parametri ben definiti, così da assicurare tutto il sostegno necessario a questi territori e ridurre gli sprechi. Abbiamo previsto iniziative contro lo spopolamento rivolte a giovani e famiglie, per stimolare la natalità e la residenzialità, includendo anche incentivi anche alle imprese. Vogliamo introdurre misure volte a ridurre i divari economici e sociali e a garantire l’accesso ai servizi pubblici, come istruzione e sanità, senza dimenticare l’accesso a poste e banche. A disposizione vi sono gli oltre 200 milioni del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, che sono un buon punto di partenza”.

“Anche alla Camera – sottolinea – abbiamo dialogato in modo costruttivo, senza preconcetti né blindature, tanto è vero che sono state approvate proposte emendative al testo e diverse anche da parte delle opposizioni. Ora il ddl Montagna, ulteriormente migliorato, tornerà al Senato” conclude Calderoli.


Alberto Mazzoleni (FdI): “Così si contrasta lo spopolamento”

“In qualità di Vicepresidente regionale e membro giunta Nazionale UNCEM e di Consigliere regionale della Lombardia, membro della Commissione Montagna, accolgo con grande soddisfazione l’approvazione definitiva del DDL Montagna, convinto che rappresenti una risposta strutturale alle sfide secolari delle nostre aree interne” afferma il consigliere regionale Alberto Mazzoleni (FdI).

“Gli obiettivi della nuova Legge sono molteplici:

– Contrastare lo spopolamento attraverso la promozione della permanenza e dell’insediamento di attività produttive nelle aree montane, valorizzando il patrimonio umano e imprenditoriale locale.
– Garantire servizi pubblici essenziali quali sanità, istruzione e uffici postali. A tale scopo sono previsti, ad esempio, incentivi per rendere più appetibile le professioni sanitarie e l’insegnamento, come il riconoscimento di punteggi aggiuntivi.
– Valorizzare e tutelare gli ecosistemi montani, affinché la loro integrità sostenga economia, benessere e cultura locali, ad esempio attraverso la creazione delle Green Communities.
– Predisporre strumenti agevolativi e finanziari per sostenere investimenti e liquidità reali nelle aree interne, quali fondi garantiti da Cassa Depositi e Prestiti a tasso zero, così come agevolazioni fiscali per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, ad esempio, attraverso il credito d’imposta”.

“Questo DDL rappresenta una tappa fondamentale per l’equilibrio tra tutela e sviluppo delle nostre comunità montane. È indispensabile che sia accompagnato da una gestione operativa trasparente, da risorse adeguate e da una sinergia tra enti regionali, locali e nazionali – prosegue Mazzoleni -. Da subito il mio impegno sarà quello di contribuire per adeguare la normativa regionale in materia a quella nazionale. È una Legge che si basa su una struttura già voluta anche da Governi precedenti. Ricordo che un disegno di legge era stato presentato in una forma per alcuni versi simile e votato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri del Governo Draghi. Per questo è difficile comprendere la non approvazione all’unanimità. Sono però molto contento che finalmente si sia giunti al termine e ringrazio tutti quanti hanno lavorato per questo, il Governo Meloni e il Ministro Calderoli. Non rappresenta l’arrivo ma un punto di partenza per lavorare ancora più incisivamente su progetti di rilancio sulle infrastrutture e implementazione dei servizi e magari realizzare una vera fiscalità di vantaggio a favore dei territori ad alto svantaggio competitivo sulla base del mio ordine del giorno approvato all’unanimità in Consiglio Regionale nel luglio scorso”.


Pietro Macconi (FdI): “Fine delle incertezze sui valichi”

“Plaudo con convinzione all’approvazione della nuova legge sulla montagna, che testimonia l’attenzione del centrodestra e del Governo verso quei territori che la programmazione dell’Unione Europea considera destinati allo spopolamento e alla marginalità. Si tratta di un impegno concreto che prevede un consistente stanziamento di risorse: 100 milioni per questo scorcio di anno e 200 milioni annui a regime, con la possibilità per le Regioni di partecipare attivamente alla sua attuazione. La legge contiene inoltre un passaggio fondamentale che pone fine alla diatriba giudiziaria sui valichi montani e alla proibizione della caccia in queste aree, riportando finalmente ordine e chiarezza normativa all’attività venatoria. Una risposta attesa con soddisfazione da chi vive e presidia la montagna, che non poteva vedersi precluso gran parte del territorio al proprio esercizio. La Regione Lombardia accoglie con favore questa novità e si impegnerà con serietà alla sua realizzazione, alla quale non mancherò di offrire il mio contributo”. commenta Pietro Macconi. 


Michele Schiavi (FdI): “Attenzione concreta ai territori montani”

“È dal 1994 che il Parlamento italiano non approvava una legge organica dedicata alla montagna italiana. Oggi in Senato, grazie al lavoro di Fratelli d’Italia e alla maggioranza di centrodestra, è stato approvato in via definitiva il Disegno di legge sulla montagna, un provvedimento atteso da anni che segna un cambio di passo netto nelle politiche nazionali verso i nostri territori alpini e appenninici”. Lo dichiara Michele Schiavi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Montagna in Consiglio Regionale.

“Il testo – prosegue – mette finalmente nero su bianco una visione complessiva: non più interventi sporadici, ma una strategia nazionale per la montagna che investe su sanità, scuola, servizi essenziali, digitalizzazione, lavoro, agricoltura e imprenditorialità. La legge è finanziata grazie allo stanziamento del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane e introduce incentivi economici concreti per medici, insegnanti e operatori che scelgono di lavorare nelle aree più periferiche. Questo si traduce nella possibilità di erogare servizi aggiuntivi: la richiesta della nostra gente”.

“Il provvedimento introduce inoltre fondi per l’agricoltura di montagna, il sostegno alle piccole e medie imprese e il sostegno al lavoro smart working nei comuni al di sotto dei 5.000 abitanti con l’obiettivo di rendere la montagna attrattiva anche per chi ci vive, non solo per i turisti. Siamo consapevoli che il lavoro non si ferma qui ed in primis sarà necessario l’impegno condiviso della politica per aumentare le risorse a disposizione già nella prossima legge di bilancio (attualmente 200 milioni)” continua Schiavi.

Il provvedimento, come emendato alla Camera dei Deputati, contiene anche l’articolo riguardante la questione dei “valichi”. “Il centrodestra ha rispettato la parola data ai cacciatori lombardi: nella legge vi è infatti il superamento del divieto alla caccia sui 475 valichi individuati dalla recente sentenza del TAR, la quale aveva interpretato in modo eccessivamente estensivo la normativa venatoria. Con questa norma si ristabilisce il giusto rapporto tra tutela dell’ambiente e gestione della biodiversità, tra cui rientra la stessa attività venatoria esercitata da migliaia di cacciatori lombardi. Ora attendiamo la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, in modo tale da poter procedere con i conseguenti atti amministrativi a livello regionale” afferma Michele Schiavi.

“Il Governo Meloni – conclude Schiavi – dimostra ancora una volta di saper ascoltare i territori e di tradurre in atti concreti le esigenze delle comunità di montagna. Con questa legge si afferma un principio chiaro: la montagna non è un’area marginale, ma un patrimonio strategico per tutto il Paese”.