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Allarme influenza, Garattini: “È probabile che sia severa, fondamentale vaccinarsi”

Il presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri commenta i dati sull’andamento della stagione influenzale in Australia che danno un’idea di ciò che potrà accadere da noi qualche mese dopo

“È probabile che anche da noi quest’anno l’influenza sia severa. Sarà fondamentale cercare di evitare di esporsi al contagio e, quando sarà possibile, vaccinarsi”. Così il professor Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto Mario Negri, commenta i dati sull’andamento della stagione influenzale nell’emisfero opposto al nostro.

L’Australia nelle ultime settimane sta facendo i conti con una delle stagioni influenzali più impegnative dell’ultimo decennio, con un impatto rilevante sulla tenuta del Sistema Sanitario. Si tratta di un fenomeno che, come spesso accade, potrebbe anticipare ciò che accadrà nei prossimi mesi anche in Europa, Italia compresa.

Abbiamo intervistato il professor Garattini chiedendogli un parere.

Perché i dati relativi all’influenza in Australia suscitano preoccupazione in Italia?

Ogni anno si osservano i dati sull’andamento dell’influenza in Australia e più in generale nei Paesi dell’emisfero opposto al nostro per capire cosa potrebbe accadere da noi a distanza di pochi mesi. Le informazioni disponibili delineano il quadro di un’influenza piuttosto severa ed è probabile che sarà così anche da noi. Non possiamo saperlo con certezza fino a quando non arriverà in Italia, ma è quello che dobbiamo aspettarci.

Che cosa possiamo fare?

Dobbiamo prepararci a stare attenti a non essere in troppi nei gruppi in cui c’è qualcuno che ha l’influenza o ne manifesti qualche sintomo. Inoltre, sarà importante effettuare il vaccino antinfluenzale. Bisognerà vedere quali vaccinazioni potremo contare e quando sarà possibile prenotarsi.

Quando arriverà l’influenza in Italia?

Ogni anno la tempistica della circolazione del virus influenzale può variare, anche se la stagione influenzale è tipicamente concentrata in autunno e soprattutto in inverno. Il virus muta a causa di piccole variazioni che richiedono la produzione di nuovi vaccini annuali che vengono raccomandati in modo particolare agli anziani e alle persone fragili. L’influenza arriva con il freddo e il picco dei casi in genere si registra a gennaio, ma l’andamento dei contagi dipende da parecchie variabili.

Per esempio?

Dipende dal tipo di virus e dal suo grado di contagiosità, ma anche dall’andamento delle temperature e dai nostri comportamenti perché più ci esponiamo all’influenza più è probabile che si diffonda, poiché la trasmissione avviene principalmente tramite goccioline di saliva emesse con tosse, starnuti o conversazioni ravvicinate, nonché per contatto diretto o con oggetti contaminati.

E qual è la tempistica migliore per vaccinarsi?

La vaccinazione va effettuata un paio di settimane prima del momento in cui il virus cominci a circolare troppo intensamente. Non è possibile indicare un lasso di tempo predefinito, perché ogni anno dipende da quali saranno le prospettive.

Ma come mai in alcuni anni l’influenza è più forte e diffusa rispetto ad altri?

Dipende dal tipo di virus e dalle variazioni che ha avuto. Non è sempre uguale e questo dipende dalle mutazioni genetiche e della variabilità dei suoi tipi e sottotipi, che ne modificano le caratteristiche e la capacità di infettare. Sicuramente non va sottovalutata considerando che in base a diversi studi ogni anno in Italia si arriva ad attribuire mediamente circa 8mila decessi per l’influenza e le sue complicanze. Magari queste persone sarebbero morte comunque quindici giorni dopo, dato che si tratta soprattutto di pazienti fragili, ma il dato è significativo.

Per concludere, oltre al vaccino antinfluenzale ci sarà quello anti-Covid?

Al momento non abbiamo ancora informazioni precise e definitive in merito. Bisogna vedere come si evolverà la situazione nelle prossime settimane e, di conseguenza, quali vaccini potremmo avere a disposizione.