La controversia
|L’affondo di Devis Dori sulla Bergamo-Treviglio: “Regione chiarisca le penali in caso di rinuncia”
Interrogazione del deputato di Avs al Ministero dell’Ambiente. Anche Europa Verde ribadisce il proprio no: “Territorio ignorato, progetto vecchio e dannoso”
Nei giorni scorsi il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Devis Dori ha depositato alla Camera una nuova interrogazione parlamentare sul progetto dell’autostrada Bergamo-Treviglio.
“Regione Lombardia deve confermare, o smentire, se dovrà sostenere penali o oneri economici in caso di rinuncia all’opera – la richiesta del deputato -. Non vorremmo che la Regione si fosse messa sulla testa una spada di Damocle che ostacoli l’uscita da quel progetto, nonostante sia emersa la sua dannosità. Vogliamo sapere se esistono penali e di quale entità: lo devono sapere i cittadini, che si vedono scippati di decine di milioni di euro che potrebbero invece andare, ad esempio, verso il sistema sanitario”.
Il progetto è recentemente entrato nella fase della Valutazione di Impatto Ambientale (Via). Secondo quanto emerge dallo studio di impatto ambientale pubblicato lo scorso 4 agosto, l’opera presenta criticità ambientali che potrebbero mettere a rischio l’integrità di ampie porzioni di territorio agricolo. “Questa infrastruttura è un esempio emblematico di consumo di suolo inutile e dannoso – ribadisce Dori -. Ci saranno impatti devastanti sulla biodiversità, dalla frammentazione degli habitat alla perdita di boschi planiziali rari”.
A sostenere la battaglia contro l’autostrada anche Europa Verde Bergamo, da sempre schierata contro la realizzazione dell’opera. “Le evidenze emerse dalla procedura Via confermano quello che diciamo da anni: non c’è ascolto del territorio – affermano i co-portavoce provinciali Giuseppe Canducci e Oriana Ruzzini -. Regione prosegue imperterrita con un progetto vecchio, costoso e dannoso, ignorando l’opposizione di cittadini, amministrazioni locali e associazioni ambientaliste”.
Europa Verde ribadisce il proprio no netto all’infrastruttura, chiedendo che il Governo valuti seriamente l’impatto ambientale già messo nero su bianco dai tecnici e ritiri il sostegno a un’opera anacronistica che non produrrà i benefici desiderati.
“Non possiamo continuare a distruggere preziosi habitat naturali e fertile suolo agricolo per un’opera giudicata inutile, secondo cui l’autostrada Bergamo–Treviglio intercetterebbe una mobilità già ampiamente coperta dalla viabilità ordinaria e ferroviaria – continuano -. I costi, in più, sono esorbitanti: oltre 560 milioni di euro, di cui 146 milioni di fondi pubblici. È una scelta insostenibile”.
Un rendering dell'autostradaIn base allo studio del traffico di Autostrade Bergamasche, l’autostrada nel suo primo anno di esercizio, sarà percorsa da 18 mila veicoli al giorno. Anche l’analisi della Provincia ha a grandi linee confermato questi dati: il traffico giornaliero medio potrebbe essere compreso tra 14.470 e 17.323 veicoli.
“Serve un cambio di rotta – concludono coesi Dori, Ruzzini e Canducci -. La transizione ecologica si fa salvaguardando il territorio, non cementificandolo con progetti di 20 anni fa. Ci batteremo in tutte le sedi per fermare questa autostrada”.


