Il sindaco di Valbondione: “Io non invitato alla partita dell’Italia: avevo la fascia, ma non mi hanno fatto entrare”
Il primo cittadino, rimbalzato ai tornelli, denuncia: “Al contrario dei miei colleghi non ho mai ricevuto la mail di invito alla partita della Nazionale. C’è tanta amarezza, sarebbe stata solo una bella occasione per fare gruppo con gli altri sindaci”
Tanti volti sorridenti, cinque gol, una vittoria che dà morale e carica nel percorso di qualificazione ai prossimi Mondiali e una “prima” di Gennaro Gattuso che ha lasciato buone sensazioni: la nazionale italiana si è goduta l’abbraccio di Bergamo, dove ha messo in cascina tre punti d’oro contro l’Estonia e ha bagnato come meglio non si poteva l’esordio del tecnico calabrese.
Una serata di festa da ricordare? Sì, ma non per tutti.
Protagonista di un’amara disavventura è stato Walter Semperboni, sindaco di Valbondione, rimbalzato ai tornelli dello stadio di Bergamo (prossimo ad essere battezzato New Balance Arena) mentre si apprestava ad entrare insieme ad un altro centinaio di suoi colleghi per assistere alla partita.
Il primo cittadino seriano era giunto in città già nel pomeriggio, in occasione dell’inaugurazione dell’edizione 2025 della Fiera di Sant’Alessandro. Ed è proprio durante l’evento che è venuto a conoscenza dell’invito rivolto ai sindaci della provincia, ai quali erano stati riservati un centinaio di posti: “L’ho saputo dal presidente della Comunità Montana Valle Seriana, Giampiero Calegari, e io in quel momento sono caduto dal pero – racconta Semperboni – A me e ai miei uffici non è mai arrivata una simile comunicazione, quindi non ero assolutamente a conoscenza di questa bella iniziativa”.
Su due piedi, però, fa un veloce ragionamento: “Ho pensato – continua -: ‘Se tutti i sindaci della provincia sono stati invitati, non ci saranno problemi ad entrare se come sindaco di Valbondione mi presento allo stadio”.
Ed è così che, qualche ora più tardi, si presenta in viale Giulio Cesare con tanto di fascia d’ordinanza: “Ovunque vada la porto sempre con me – sottolinea – Ma una volta arrivato all’ingresso due steward mi fermano e mi dicono: ‘Se non ha il biglietto non può entrare’. Ho mostrato la fascia tricolore, che non si compra al supermercato, ma non c’è stato verso. Ho detto: ‘Sono il sindaco, se c’è un posto riservato per me qual è il problema?’. E lì, io che non ho un carattere semplice, mi sono un po’ innervosito”.
Subito contatta il presidente della Provincia, Pasquale Gandolfi: “È stato squisito, appena visto il mio messaggio mi ha richiamato e mi ha spiegato che lunedì farà delle verifiche per capire cosa è andato storto e se la responsabilità è da ricercare negli uffici di via Tasso o nei miei – sottolinea Semperboni – Mi ha detto che la Figc aveva messo a disposizione questi 100 posti e che una volta ricevuta la mail di invito, quella che a me non è mai arrivata, si doveva dare conferma della presenza”.
Il primo cittadino di Valbondione tiene però a precisare: “Non mi interessava nulla entrare gratis alla partita, così come non mi ha toccato per niente la minaccia del rischio Daspo se non mi fossi allontanato. Io allo stadio non vado mai, sarebbe stata solo una bella occasione per ritrovarsi con i colleghi: sono molto amareggiato per quello, era una delle poche possibilità che abbiamo per fare gruppo e stare tutti insieme, vivendo un momento spensierato. E l’unico pirla che non ha ricevuto l’invito sono io? Diversi sindaci prima di entrare si sono rivolti a me chiedendomi: ‘Ma tu non entri?'”.
Nonostante le richieste, però, il permesso ad entrare gli viene negato una volta per tutte a fine primo tempo: “Mi hanno fatto attendere l’arrivo del responsabile – conclude – Dopo essermi fatto 60 chilometri e avermi lasciato lì fuori per 45 minuti senza alcuna notizia, alla fine della fiera hanno fatto arrivare la Digos a mandarmi via. Con gli agenti ci siamo anche fatti una risata, ma mi rimane tanta tanta amarezza. Avrebbero semplicemente potuto verificare se ci fosse ancora qualche posto disponibile tra quelli riservati ai sindaci e invece no, non è stato fatto. Così alle 21.30 non mi è rimasto altro che tornare mestamente a Valbondione”.


