Logo

Temi del giorno:

‘Orizzonti oltre lo schermo’: un progetto per i giovani in ritiro sociale

Videogiochi, natura, volontariato e relazioni autentiche per riscoprire il senso di sé – Il presidente Fondazione della Comunità Bergamasca Osvaldo Ranica: “Un’iniziativa che restituisce ai giovani il diritto di essere visti, non solo curati”

‘Ti piacciono i videogiochi?’. È questo il gancio lanciato dall’associazione LiberaMente a una cinquantina tra adolescenti a rischio o in ritiro sociale, anche grave, e giovani NEET (tra i 15 e i 34 anni), cioè non impegnati in attività di studio, lavoro o formazione professionale.

“È subito apparso evidente che questi ragazzi non erano che la punta di un iceberg sfuggente ai Servizi territoriali e alla percezione della comunità. Spesso la scuola fatica nell’individuarli e rispondere tempestivamente alle loro esigenze, i genitori sono in difficoltà e soli nel comprendere e sostenere i figli”, racconta Maria Bagnis, presidentessa di LiberaMente. Nonostante le difficoltà iniziali, l’associazione è riuscita a intercettare i giovani – con un lavoro lento e rispettoso, passando anche dai social, dalle famiglie, da telefonate pazienti – con il progetto ‘Orizzonti oltre lo schermo ‘, realizzato con il contributo di Fondazione della Comunità Bergamasca.

La chiave per aprire una breccia? I videogiochi. “Non sono tutti uguali. Alcuni possono sviluppare un approccio collaborativo, altri richiedono una relazione con più giocatori (se pur a distanza) per stabilire strategie, ad esempio. Abbiamo seguito le indicazioni della ‘videogame therapy’. In questo, siamo stati seguiti anche dall’Università degli studi di Bergamo, che ha validato questo percorso”, continua Bagnis.

È nato così un primo hub gratuito a Costa Volpino, uno spazio attrezzato dove incontrarsi, giocare, parlarsi. Alcuni ragazzi sono usciti di casa per la prima volta dopo anni, attratti da una proposta che non giudicava, ma accoglieva. Accanto a loro, sei giovani volontari — nessuno minorenne — con storie simili alle spalle, ora protagonisti di un cambiamento possibile.

cfb marketing bergamonews

Accanto a questa prima strada, “abbiamo cercato di avviare altri percorsi: momenti di socializzazione, laboratori sportivi, ricreativi (come la proposta di un campeggio ‘detox’ senza device per due notti), un corso di vela, una passeggiata a cavallo. Tutte idee delle ragazze e dei ragazzi che abbiamo intercettato”, ancora Bagnis.

Un team di psicologi e psicoterapeuti ha accompagnato le scelte dell’associazione. Oggi è possibile raccontare la storia di una ragazza che fa volontariato in un asilo o di un ragazzo che accompagna i cani da pet-therapy in una RSA. Entrambi ritirati in casa fino a qualche anno fa, entrambi inseriti in contesti di relazione e arricchimento reciproco.

‘Orizzonti oltre lo schermo ‘ continua a crescere: un secondo hub è stato aperto a Pianico e l’obiettivo è quello di “sviluppare le competenze digitali dei nostri giovani: penso alle stampanti 3D, a laboratori di grafica digitale e sull’intelligenza artificiale. Da qui nasceranno avatar personalizzati, strumenti per raccontarsi e riflettere su di sé, sempre con il supporto di terapeuti e formatori”.

“Questo progetto coniuga tecnologia e umanità, gioco e responsabilità, restituendo ai giova0ni il diritto di essere visti, non soltanto curati”, ha dichiarato Osvaldo Ranica, presidente Fondazione della Comunità Bergamasca. “La lungimiranza di questa iniziativa sta nell’aver riconosciuto nei videogiochi – stigmatizzati, se non se ne conoscono le potenzialità terapeutiche, valorizzate da professionisti della cura – luoghi di incontro e fiducia per quei giovani che hanno deciso di escludersi dalla vita sociale”.

Il prossimo obiettivo di LiberaMente è quello di favorire inserimenti lavorativi personalizzati, percorsi che tengano conto dei bisogni affettivi, abitativi e relazionali di ciascuno.

cfb marketing bergamonews