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ll cardinal Zuppi, Cecilia Sala, Monti e Cottarelli tra gli ospiti di “Molte fedi”
Cardinal Zuppi – foto Getty

L’arcivescovo metropolita di Bologna inaugura la nuova edizione lunedì 8 settembre al Cinema Conca Verde assieme a Paola Caridi, giornalista e storica del Vicino Oriente

Bergamo. Il cardinal Matteo Zuppi, Cecilia Sala, Mario Monti, Carlo Cottarelli e Nicola Lagioia sono tra gli ospiti della nuova edizione di “Molte fedi sotto lo stesso cielo”. La rassegna culturale, promossa dalle Acli provinciali di Bergamo con il coinvolgimento di diverse realtà del territorio, inizia lunedì 8 settembre alle 20.45 al Cinema Conca Verde, a Bergamo, ponendo lo sguardo sui conflitti in corso nel mondo. Alla serata d’inaugurazione prenderanno parte il cardinal Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna dal 2015 e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) dal 2022, assieme a Paola Caridi, giornalista e storica del Vicino Oriente, socia fondatrice e presidente dell’associazione di giornalisti indipendenti Lettera22. Ispirandosi al titolo dell’incontro, “La pace si fa coi cattivi?”, dialogheranno di guerre e riconciliazioni, sconforto e speranza, parole svuotate e vocabolari da ricostruire.

“Molte Fedi”, che taglia il traguardo del 18esimo anno, proseguirà nei mesi successivi proponendo un ricco programma di iniziative per riflettere e approfondire i temi della contemporaneità. Il cartellone annovera tanti nomi fra i quali spiccano Vito Mancuso, Vittorio Lingiardi, Alberto Melloni, Lella Costa, Paolo Nori, la scrittrice palestinese Adania Shibli, Luigino Bruni, Ascanio Celestini, Alessandro Vanoli, Laura Boella, Carlo Cottarelli e Nicola Lagioia, giungendo al finale con Eugenio Finardi mercoledì 19 novembre.

Il titolo che accompagnerà l’intero percorso è “Crash! Un pianeta su cui ricominciare”, perché al centro dell’attenzione ci saranno rotture e ricomposizioni, gestione dei conflitti e pratiche di riparazione. La tematica si riflette nella grafica dell’edizione 2025, che si ispira alla tecnica giapponese del kintsugi nella quale le linee di frattura vengono incollate con una lacca speciale e ricoperte d’oro. Le spaccature restano visibili ma diventano il segno che anche dalla rottura e da una ferita può nascere qualcosa di bello e prezioso.

Francesco Mazzucotelli, coordinatore della rassegna, spiega: “Quando ci siamo trovati a pensare la nuova edizione non abbiamo potuto che constatare un forte senso di sgomento di fronte all’attualità. Venti di guerra, promesse di riarmo e pulsioni autoritarie in molte parti del mondo, incluso il continente europeo: da Gaza all’Ucraina, dai focolai tra India e Pakistan al conflitto del Nagorno-Qarabag. Ci avvolge spesso la sensazione che il mondo stia andando a pezzi. Ci siamo posti una domanda: cosa significa parlare di pace oggi in maniera non retorica? Abbiamo deciso di partire dalle fratture, dai conflitti e dalle tensioni che attraversano la nostra società. Nelle sezioni della rassegna offriremo ‘mappe del mondo’ cercando di mettere in evidenza gli intrecci tra religioni e conflitti internazionali: dagli Stati Uniti con Giorgia Serughetti alla Russia con Paolo Nori, dalla Cina con Simone Pieranni all’India con Matteo Miavaldi. Negli incontri dedicati alla storia parleremo di lotta armata e fermenti nell’Italia degli anni Settanta. Ci saranno, inoltre, tante voci dal mondo con ospiti internazionali: il premio Costruttore di Ponti in memoria di Padre Paolo Dall’Oglio con la testimonianza dell’abate del monastero di Mar Musa in Siria; Ece Temelkuran, giornalista turca esiliata nel 2012 che analizzerà le recenti proteste in Turchia; Adania Shibli, scrittrice che nei suoi libri racconta il dramma palestinese; Tim Chapman, che parte dalla sua esperienza in Irlanda del Nord per parlare di Restorative Justice; da ultimo Kader Abdolah, scrittore iraniano naturalizzato olandese e rifugiato politico dal 1985 e autore di La Casa della moschea e Il sentiero delle babbucce gialle”.

All’interno della programmazione, quest’anno ci saranno anche due esperienze di teatro partecipato: nel week-end tra il 26 e il 28 settembre al teatro di Loreto ci sarà The game, un’esperienza che permette di sperimentare, tramite la modalità del gioco, le complesse dinamiche della nostra società, dal modo in cui usiamo le risorse naturali alle strutture con cui organizziamo la nostra esistenza. Tra l’11 e il 13 ottobre, invece, la rassegna ospiterà Il Labirinto, uno spettacolo post-teatrale che guiderà gli spettatori con dei visori alla scoperta di alcuni fenomeni che caratterizzano preadolescenti e adolescenti: dal bullismo all’autolesionismo, dalla violenza domestica alla salute mentale, passando per storie di immigrazione e disabilità.

Non mancheranno esperienze spirituali: un appuntamento online sull’arte della meditazione con Neva Papachristou, padre Guidalberto Bormolini e Carmine Di Martino e tre esperienze ecumeniche di meditazione nei sabati di novembre: con Ylenia Goss, pastora valdese, con Leonardo Lenzi, sacerdote ortodosso e con la Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana.

Al Circolino in Città Alta e in collaborazione con la cooperativa Città Alta due appuntamenti: giovedì 2 ottobre alle 18.30 “Gira Mondi”, un innovativo speed date con un’apericena in cui raccontarsi, scoprire e riscoprire le culture che ci appartengono, metterle a confronto con quelle di altre persone per un arricchimento reciproco, mentre giovedì 9 ottobre alle 18.30 “A centro tavola”, una cena accompagnata da storie interculturali raccontate dal vivo.

Sottolineando l’importanza di “Molte Fedi” nell’ambito delle proposte culturali e della vita civile di Bergamo, la sindaca Elena Carnevali afferma: “Rappresenta ancora una volta un’occasione preziosa per riflettere sul presente e sulle sue complessità, attraverso un itinerario culturale che intreccia conoscenza, testimonianze e ricerca di senso. La direzione scientifica di Francesco Mazzucotelli ha scelto un’immagine tanto poetica quanto eloquente: il kintsugi, tecnica giapponese che valorizza le fratture ricoprendole d’oro, rendendole parte integrante della bellezza dell’oggetto. Si tratta di un simbolo potente per interpretare un tempo in cui le ferite, se riconosciute e attraversate, possono diventare spazi di ricostruzione. L’edizione di quest’anno, con la pluralità dei suoi linguaggi – dagli incontri alle esperienze teatrali inedite – si propone di coinvolgere tutte le componenti della nostra comunità, stimolando un pensiero aperto e responsabile. Affrontare il “Crash!” del nostro presente significa, oggi più che mai, partire dal quotidiano per immaginare insieme nuove possibilità future”.

“Viviamo un tempo segnato da profonde fratture, guerre, diseguaglianze, crisi ambientali, polarizzazioni sociali – dichiara Massimiliano Serra, consigliere della Provincia di Bergamo delegato ad Associazionismo, Terzo settore e Runts – In questo scenario critico, anche quest’anno Molte Fedi crea spazi d’incontro, ascolto e confronto, sempre rispettosi delle differenze. Mai come oggi, questa rassegna promossa dalle Acli ci aiuta a riscoprire la forza del dialogo come strumento di pace. La conoscenza culturale che produce mi auguro possa migrare nella politica perché albeggino anche delle soluzioni per le tante crisi che stiamo vivendo che sembrano non avere fine”.

Molte fedi 2025

Nel corso del tempo “Molte Fedi sotto lo stesso cielo” è cresciuta alimentando un proficuo lavoro di rete che include diverse realtà del territorio. Fra loro c’è l’Università degli Studi di Bergamo, il cui coinvolgimento è aumentato negli ultimi anni, come annota Elisabetta Bani, prorettrice alla valorizzazione delle conoscenze e ai rapporti con il territorio: “Il tema di Molte Fedi, che ci invita a guardare alle fratture e alle ricomposizioni possibili, coincide perfettamente con il ruolo che l’Università è chiamata a svolgere: valorizzare le conoscenze come strumenti di comprensione e responsabilità sociale. Questa collaborazione ci permette di avvicinare studenti, cittadini e istituzioni a momenti di riflessione che vanno oltre la vita accademica, e di contribuire attivamente alla costruzione di una comunità più consapevole”.

“La collaborazione con Molte Fedi rappresenta per l’Università degli studi di Bergamo un’opportunità preziosa di apertura e dialogo con la comunità – continua Sergio Cavalieri, rettore dell’Università di Bergamo – Questa rassegna offre un terreno fertile per il confronto tra saperi, culture e sensibilità diverse, un ambito in cui l’ateneo può mettere a disposizione le proprie competenze e accogliere nuove prospettive, continuando, al contempo, a rafforzare il legame con il territorio”.

Oltre 900 persone hanno già sottoscritto la Molte Fedi Card, uno strumento di sostegno per l’iniziativa. Durante la rassegna rimane attiva la possibilità di sottoscriverla online e alla segreteria, che ha sede in via San Bernardino 59, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.

Per avere ulteriori informazioni, prenotarsi ai vari appuntamenti e consultare il calendario dettagliato accedere al sito www.moltefedi.it