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Italia-Estonia, Gattuso: “Umili e arroganti, dobbiamo andare in trincea. Retegui? L’ho visto bene”

Il ct alla vigilia del suo esordio: “Non è l’emozione che non mi fa dormire, ma i pensieri per la partita. Giocare con l’Italia significa dover vincere”. Barella: “Dopo due esoneri noi giocatori dobbiamo guardarci dentro”

Bergamo. Carica, voglia di scendere in campo, di lottare, di vincere. GennaroGattuso si prepara così a Italia-Estonia, in quello che sarà il suo esordio da commissario tecnico della NazionaleItaliana, allo Stadio di Bergamo (futura New Balance Arena).

Stadio dove la delegazione azzurra è arrivata alle 19 per il giro di campo dopo l’allenamento dell’Estonia. In conferenza stampa, a fianco del ct, NicolòBarella, mentre in prima fila presenti il capo delegazione Gigi Buffon e il presidente federale Gabriele Gravina.

Italia-Estonia, la conferenza stampa di Gattuso

Le emozioni – “Non ho tempo di emozionarmi, troppe responsabilità addosso. All’inno la sentirò, vedere papà e mamma in tribuna, pensare a mia sorella… Poi andrà via. Stanotte dormirò pensando a quello che abbiamo fatto stamattina, quello che rivedremo domattina. È quello che non mi fa dormire: i pensieri. Ma sono orgoglioso di avere avuto questa possibilità. La trasparenza fa parte del mio modo di essere, le bugie hanno le gambe corte ed è giusto dire sempre la verità. Sono molto più orgoglioso di fare il ct, ma posso assicurare che era più semplice prepararle da giocatore… Mister Spalletti ha mandato un messaggio a Gigi di in bocca al lupo, lo ringrazio”.

Chiesa – “Non è corretto parlarne prima di una partita, sappiamo bene cosa ci siamo detti. C’era la volontà di convocarlo, ma non era sicuro al 100%. E quando uno viene qui deve essere carico e pronto. Mi ha detto che doveva migliorare determinate cose e non se lo sentiva. Fuori dalla lista Champions del Liverpool? Non cambia nulla”.

Tattica – “Una punta e un sottopunta, due punte… Ma bisogna fare attenzione. Mettere tanti offensivi non significa fare più gol: non si può pensare subito di fare goleade. Le partite facili non esistono più, bisogna rispettare l’avversario. Una o due punte? Devo lasciare il dubbio anche al mio collega”.

L’atteggiamento – “Umile e arrogante? Tutte e due le cose. Quando si sbaglia una palla bisogna essere umili per rimediare, ma ci vuole anche l’arroganza di fare le giocate giuste. Ho chiesto fame, di pensare con una testa sola, di non regalare nulla”.

L’avversario – “Sono passati due mesi, abbiamo trovato una squadra che vuole palleggiare, vuole costruire dal basso, chiama in causa il portiere. Se non la pressi bene, sa arrivare negli ultimi 25 metri con facilità. Dobbiamo fare una buona pressione e non regalare uomini. Ha un allenatore con delle buone idee”.

La necessità di lottare – “In 73 partite in azzurro, 30/35 volte sono state molto difficili. Di figuracce ne abbiamo fatte anche noi, giocare con le piccole, arrivare all’intervallo, mettersi le mani addosso, li abbiamo passati anche noi quei momenti. Questo fa capire la difficoltà quando indossi questa maglia. Giocare con l’Italia significa dover vincere, sia pulito che sporco. Per noi è il momento di stare in trincea, spero di mettere in testa ai giocatori questo messaggio. Ci manca un po’ di brillantezza, abbiamo fatto tanto lavoro fisico”.

Retegui – “L’ho visto molto bene, ha grande voglia. È molto carico, si è dato da fare e si è presentato in ottime condizioni. Speriamo che sia un valore aggiunto per noi. È andato a giocare in un campionato molto difficile: magari non avrà una super atmosfera, ma il livello di certe squadre è alto”.

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I giovani nel calcio – “Non so quanti migliaia di oratori sono stati chiusi, non so quanto si giochi per strada, come si faceva una volta, perché i genitori non si sentono al sicuro, perché si gioca poco, un ragazzino in una settimana gioca poche ore, non ci sono strutture adeguate. Per giocare a calcio ci vogliono dei soldi e non tutti li hanno. È normale che i talenti manchino. I buoni giocatori li abbiamo, ma pochi. Si gioca poco. Sono tutti comunicatori. Negli altri sport si vede? Io parlo del mio sport e vedo queste problematiche”.

Il ricordo di Armani – “Una grande perdita. Faccio le condoglianze alla famiglia di Armani, l’avevo conosciuto a metà degli anni duemila: mi disse che non amava tantissimo il calcio, ma amava lo sport”.

La conferenza stampa di Barella

La pressione – “Fa parte del calcio, quando si gioca per questa maglia bisogna dimostrare. Conosciamo la situazione e cercheremo di fare del nostro meglio, ce lo meritiamo. Mi sento sempre la responsabilità addosso e ciò prescinde dalla squadra di appartenenza”.

Il cambio di ct – “Se avessimo saputo cosa non funzionava con Spalletti, lo avremmo risolto. Veniamo da periodi difficili, ma se cambiano due allenatori vuol dire che noi dobbiamo guardarci dentro. Abbiamo sbagliato qualcosa anche noi. Ora mister Gattuso ci darà una grande mano con la sua esperienza, anche in azzurro. Abbiamo cercato di ritrovarci, stare insieme, creare un gruppo compatto che ci ha portato a fare grandi cose. Facciamo un calcio di possesso e verticale, dove bisogna pedalare. E questo l’abbiamo capito in poco tempo”.

La voglia di Mondiale – “Il senso di appartenenza non deve mai mancare, rappresentiamo un popolo che ha fatto la storia nel calcio, dobbiamo onorare ciò che è stato fatto prima di noi. Ho giocato tutte le competizioni, anche il Mondiale per Club. Voglio giocarne uno anche con la Nazionale”.

Stato fisico – “Abbiamo lavorato forte, la gamba c’è, in queste partite bisogna solo andare al massimo. Dobbiamo ritrovare fiducia e prestazioni al nostro livello. Questa squadra ha grandi valori. La voglia è la cosa più importante. Giochiamo tanto, la stanchezza a fine stagione c’è, ma non penso sia una scusa”.

L’avversario – “Abbiamo studiato l’Estonia, visto caratteristiche e potenzialità, sarà una partita difficile e giocheremo per vincere”.

Estonia, le parole

“Dobbiamo scendere in campo senza la paura di fare errori” ha detto il ct dell’Estonia JürgenHann, classe 1987, tra i più giovani allenatori di nazionali sul panorama europeo e mondiale. “Abbiamo delle assenze importanti (manca il centrale Mets, del St. Pauli, ndr)”

“Non è stata la solita preparazione” ha aggiunto, “normalmente conosciamo gli avversari, stavolta è stato diverso perché Gattuso è appena arrivato. Abbiamo studiato molto per capire meglio, ma sarà una sfida difficile anche per questo. Dovremo concentrarci su ciò che potremo migliorare tecnicamente”.

“Dobbiamo avere fiducia in noi stessi” è il messaggio di MaksimPaskotsi, difensore classe 2003 del Gent (Belgio), che ha definito Gattuso “Una leggenda”.