Lo studio di Ats Bergamo: un migliaio anche i minorenni problematici, a rischio più di 60mila altre persone. Due serate organizzate per la prevenzione del fenomeno
L’obiettivo è quello di sensibilizzare alla tematica la popolazione, nel tentativo di raggiungerla in maniera capillare anche nelle zone del territorio più distanti dal capoluogo, contribuendo alla diffusione di una “cultura comune” sul tema, che possa facilitare un aggancio quanto più precoce delle persone che necessitano di accedere ai servizi dedicati. Con una particolare attenzione ai più giovani e agli anziani, che dai dati emersi risultano essere le fasce di popolazione più a rischio.
“Il gioco d’azzardo è un tema serio, che è sempre più diffuso e coinvolge tutte le fasce d’età, dai giovani agli anziani, più spesso quelli che vivono una situazione di solitudine. L’aspetto più significativo di questa problematica è che non coinvolge semplicemente il singolo, ma crea disagi e difficoltà a tutto il suo contesto familiare, che si può trovare a vivere situazioni di drammaticità importanti – spiega Laura Arizzi, presidente dell’Ambito Territoriale Sociale Valle Brembana -. Azioni di sensibilizzazione e informazione, come quelle che abbiamo in programma per le prossime settimane, sono importantissime perché chiamano in causa tutta la comunità: è fondamentale che tutti siano informati e possano giocare la loro parte nella prevenzione e nell’orientamento verso i servizi che offrono risposte a queste fatiche. Agire insieme tra enti che operano su uno stesso territorio è una scelta concreta che vuole trasmettere l’importanza di essere uniti per contrastare il problema ed evitarne un’eventuale crescita”.
“Il gioco d’azzardo patologico, e più in generale il tema delle dipendenze, rappresentano sfide complesse che come Ambito e Comuni stiamo affrontando da tempo, in stretta collaborazione e con un costante lavoro di rete. Questi fenomeni spesso entrano nella vita delle persone in modo silenzioso, senza che ci si renda conto delle conseguenze che possono avere sulla sfera personale, familiare e sociale – sottolinea Gianbattista Brioschi, presidente dell’Ambito Territoriale Sociale Valle Imagna Villa d’Almè -. Per questo riteniamo fondamentale investire nella sensibilizzazione e nella prevenzione, offrendo occasioni concrete di informazione e incontro con la cittadinanza. Siamo molto soddisfatti di poter collaborare con Asst Papa Giovanni XXIII e Ats Bergamo nell’organizzazione di questi appuntamenti per far conoscere i servizi presenti sul territorio, mettere in contatto diretto cittadini e operatori e unire le competenze per dare risposte efficaci. È solo attraverso il lavoro congiunto di istituzioni, servizi e comunità che possiamo costruire una rete di protezione e sostegno realmente vicina alle persone”.
“Questi eventi sono integrati alle linee di azione preventive previste dal Piano Locale Gap, coordinato da Ats e che vede la collaborazione di tutte le realtà, istituzionali e non, a diverso titolo coinvolte – commenta NicolettaCastelli, Direttore Sanitario di Ats Bergamo – In primis le Asst, Ats, Enti Locali, Ambiti Territoriali ma anche Scuole, Aziende, Terzo Settore, Organizzazioni Sindacali, Associazioni datoriali e di categoria, gestori di locali con apparecchi da gioco. Proprio in funzione della complessità e dell’estensione del fenomeno, la collaborazione intersettoriale è fondamentale, così come è necessario intervenire con azioni preventive nei diversi contesti di vita e di lavoro delle persone. Per questo, il Piano Gap promuove interventi di prevenzione, la cui efficacia è riconosciuta dalle evidenze scientifiche, nelle Scuole, nelle Aziende e nelle comunità territoriali, rivolgendosi alle diverse fasce di età della popolazione, con l’obiettivo di prevenire l’abitudine al gioco d’azzardo, ridurre il rischio che chi gioca sviluppi un disturbo da gioco d’azzardo e contribuire all’intercettazione precoce dei giocatori problematici”.


