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Gioco d’azzardo, in Bergamasca oltre 27mila casi patologici

Lo studio di Ats Bergamo: un migliaio anche i minorenni problematici, a rischio più di 60mila altre persone. Due serate organizzate per la prevenzione del fenomeno

Bergamo. Un totale di circa 27.300 casi patologici, più altri 62.800 a rischio, a cui si aggiungono 952 minorenni problematici e 1.586 a rischio. Sono i dati raccolti dall’Osservatorio delle dipendenze di Ats di Bergamo per quanto riguarda il delicato tema del gioco d’azzardo ed emergono dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia.
A livello nazionale, sono circa 1,5 milioni gli studenti che riferiscono di aver giocato d’azzardo almeno una volta: tra questi circa 290mila mostrano un profilo di gioco considerato “a rischio”. La Lombardia, tra l’altro, è la regione con il più alto volume di scommesse d’Italia.
“Questi sono dati che non si possono ignorare, anche perché riguardano molto da vicino tante famiglie bergamasche – commenta Simonetta Cesa, direttore socio sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII – Occorre lavorare a più livelli e su più fronti per trattare una tematica tanto complessa: risulta fondamentale innanzitutto diffondere, in ogni parte del territorio, una cultura comune, nella quale il gioco d’azzardo possa essere considerato, al di fuori di ogni lettura stereotipata, al pari di una qualsiasi altra forma di dipendenza e, di conseguenza, trattato come patologia da parte del servizio specialistico di competenza. La presenza degli operatori del SerD sul territorio, in raccordo con gli altri nodi della rete dei servizi, vuole avere come obiettivo ultimo, infatti, quello di facilitare l’aggancio di coloro che, tra la popolazione, necessitino di una valutazione e, talvolta, di un trattamento specialistico e multidisciplinare.”
Proprio alla luce di questi dati, l’Asst Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con Ats Bergamo, la Cooperativa sociale Il piccolo principe, l’Azienda Territoriale per i servizi della persona Valle Imagna e Villa D’Almè, e gli Ambiti territoriali sociali Valle Brembana, Valle Imagna e Villa D’Almè, organizza  due serate informative, a partecipazione libera e gratuita, ad Almenno San Bartolomeo e Zogno per parlare di gioco d’azzardo e far conoscere i servizi presenti sul territorio.
Il primo appuntamento è in programma per mercoledì 17 settembre alle 17 nella sede dell’Azienda territoriale per i servizi alla persona Valle Imagna Villa d’Almè ad Almenno San Bartolomeo in via Montale 24; il secondo appuntamento, invece, si svolgerà mercoledì 1° ottobre sempre alle 17 alla Green House di Zogno in via Locatelli 111.
Agli incontri saranno presenti il Direttore del Distretto Valle Brembana, Valle Imagna e Villa d’Almè, gli operatori del SerD di Bergamo che si occupano di diagnosi e trattamento delle dipendenze, anche da gioco d’azzardo, insieme agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali Valle Brembana e Valle Imagna Villa d’Almè, che si dedicano quotidianamente alle azioni di prevenzione, intercettazione precoce ed invio ai servizi specialistici.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare alla tematica la popolazione, nel tentativo di raggiungerla in maniera capillare anche nelle zone del territorio più distanti dal capoluogo, contribuendo alla diffusione di una “cultura comune” sul tema, che possa facilitare un aggancio quanto più precoce delle persone che necessitano di accedere ai servizi dedicati. Con una particolare attenzione ai più giovani e agli anziani, che dai dati emersi risultano essere le fasce di popolazione più a rischio.

“Il gioco d’azzardo è un tema serio, che è sempre più diffuso e coinvolge tutte le fasce d’età, dai giovani agli anziani, più spesso quelli che vivono una situazione di solitudine. L’aspetto più significativo di questa problematica è che non coinvolge semplicemente il singolo, ma crea disagi e difficoltà a tutto il suo contesto familiare, che si può trovare a vivere situazioni di drammaticità importanti – spiega Laura Arizzi, presidente dell’Ambito Territoriale Sociale Valle Brembana -. Azioni di sensibilizzazione e informazione, come quelle che abbiamo in programma per le prossime settimane, sono importantissime perché chiamano in causa tutta la comunità: è fondamentale che tutti siano informati e possano giocare la loro parte nella prevenzione e nell’orientamento verso i servizi che offrono risposte a queste fatiche. Agire insieme tra enti che operano su uno stesso territorio è una scelta concreta che vuole trasmettere l’importanza di essere uniti per contrastare il problema ed evitarne un’eventuale crescita”.

“Il gioco d’azzardo patologico, e più in generale il tema delle dipendenze, rappresentano sfide complesse che come Ambito e Comuni stiamo affrontando da tempo, in stretta collaborazione e con un costante lavoro di rete. Questi fenomeni spesso entrano nella vita delle persone in modo silenzioso, senza che ci si renda conto delle conseguenze che possono avere sulla sfera personale, familiare e sociale – sottolinea Gianbattista Brioschi, presidente dell’Ambito Territoriale Sociale Valle Imagna Villa d’Almè -. Per questo riteniamo fondamentale investire nella sensibilizzazione e nella prevenzione, offrendo occasioni concrete di informazione e incontro con la cittadinanza. Siamo molto soddisfatti di poter collaborare con Asst Papa Giovanni XXIII e Ats Bergamo nell’organizzazione di questi appuntamenti per far conoscere i servizi presenti sul territorio, mettere in contatto diretto cittadini e operatori e unire le competenze per dare risposte efficaci. È solo attraverso il lavoro congiunto di istituzioni, servizi e comunità che possiamo costruire una rete di protezione e sostegno realmente vicina alle persone”.

“Questi eventi sono integrati alle linee di azione preventive previste dal Piano Locale Gap, coordinato da Ats e che vede la collaborazione di tutte le realtà, istituzionali e non, a diverso titolo coinvolte – commenta NicolettaCastelli, Direttore Sanitario di Ats Bergamo – In primis le Asst, Ats, Enti Locali, Ambiti Territoriali ma anche Scuole, Aziende, Terzo Settore, Organizzazioni Sindacali, Associazioni datoriali e di categoria, gestori di locali con apparecchi da gioco. Proprio in funzione della complessità e dell’estensione del fenomeno, la collaborazione intersettoriale è fondamentale, così come è necessario intervenire con azioni preventive nei diversi contesti di vita e di lavoro delle persone. Per questo, il Piano Gap promuove interventi di prevenzione, la cui efficacia è riconosciuta dalle evidenze scientifiche, nelle Scuole, nelle Aziende e nelle comunità territoriali, rivolgendosi alle diverse fasce di età della popolazione, con l’obiettivo di prevenire l’abitudine al gioco d’azzardo, ridurre il rischio che chi gioca sviluppi un disturbo da gioco d’azzardo e contribuire all’intercettazione precoce dei giocatori problematici”.