Oreste Castagna torna in tv e a teatro: “Racconto il Giubileo ai bambini”
L’attore e personaggio televisivo, amatissimo dai più piccoli, è protagonista del nuovo programma “La porta aperta” su Rai Yoyo e dell’omonimo spettacolo
“L’obiettivo di questo progetto è comunicare ai più piccoli e alle loro famiglie valori come l’apertura verso l’altro, l’accoglienza e l’inclusione, il dialogo, la condivisione, il perdono e la pace”. Così Oreste Castagna, attore e personaggio televisivo bergamasco d’adozione, amatissimo dal pubblico de L’Albero Azzurro e della Melevisione, illustra i contenuti de “La Porta Aperta”, il nuovo programma che lo vede protagonista su Rai Yoyo e su RaiPlay, la piattaforma di video on demand e streaming della Rai.
La trasmissione, in onda dal 15 settembre su questi canali, porta i bambini alla scoperta del significato profondo del Giubileo attraverso un racconto coinvolgente, ricco di simbolismi e valori universali. Nelle scorse settimane, in occasione del Giubileo dei Giovani, sabato 2 e domenica 3 agosto, sono stati proposti in anteprima due episodi che hanno ottenuto positivi riscontri dal pubblico.
Oltre alla dimensione televisiva, questo lavoro ha dato vita a uno spettacolo teatrale che debutterà il 6 settembre a Sotto il Monte Giovanni XXIII, il paese dove nacque Papa Roncalli.
Abbiamo intervistato Oreste Castagna per saperne di più.
Com’è nato questo progetto?
Rai Kids, la struttura della Rai che si occupa dell’offerta televisiva e radiofonica dedicata ai bambini e ai ragazzi, ha dato vita a questo progetto in occasione del Giubileo. Me lo hanno affidato e ho accettato con entusiasmo di lavorarvi, formando una squadra di autori per metà bergamasca e per metà romana, con il prezioso apporto di Simona Lanzini, coordinatrice pedagogica della Fism di Bergamo. Assieme a me, hanno lavorato a “La porta aperta” Silvia Barbieri (autrice, regista e formatrice) e don Andrea Ciucci (coordinatore della sede centrale della Pontifica Accademia per la Vita), con la collaborazione di monsignor Giulio Dellavite (delegato vescovile per le relazioni istituzionali della Curia di Bergamo, formatore e scrittore). L’obiettivo è quello di trasmettere ai più piccoli e alle loro famiglie, il messaggio universale di speranza, accoglienza e inclusione che caratterizza l’Anno Santo.
Questo obiettivo ha ispirato anche il titolo, “La porta aperta?
Si, il titolo esprime un’idea di apertura e accoglienza. “La porta aperta” non è un semplice programma educativo, ma un viaggio emozionale che fonde la spiritualità con l’immaginazione, utilizzando il linguaggio delle fiabe e che sensibilizza grandi e piccoli a riscoprire il potere del perdono e della misericordia, e a comprendere come, anche nelle difficoltà, l’amore e la speranza siano le chiavi per costruire un futuro migliore.
In che cosa consiste la trasmissione?
Si articola in quindici puntate della durata di sei minuti ciascuna. Io vesto i panni del custode della “Fiamma della Lanterna”, simbolo di speranza e accoglienza, e accanto a me c’è mia figlia Chiara, dando una concreta espressione al tema della famiglia. Sarà una speciale compagna di viaggio, pronta a scoprire ogni angolo del Giubileo insieme ai bambini. Il programma si svolge all’interno di una tenda accogliente, dove si trova sempre una merenda pronta, a simboleggiare la condivisione e la convivialità. All’inizio, un corno, lo “Yobel”, suona per annunciare l’arrivo dei personaggi delle fiabe: principesse, lupi, streghe e personaggi stravaganti, ognuno con una propria lezione da imparare. In questo luogo sicuro, i piccoli ospiti possono essere se stessi, sentendosi liberi di esprimersi e di riflettere insieme a me e Chiara.
Ci spieghi
Ogni episodio è un’occasione per raccontare storie che invitano i personaggi delle fiabe a cambiare prospettiva, a riflettere sulle loro azioni e a riconsiderare i propri comportamenti. A volte, al termine della puntata, se ne vanno cambiati, altre si sentono rassicurati, ma in ogni caso, la tenda resta sempre aperta, pronta ad accogliere di nuovo chiunque desideri tornare.
Potrebbe fare qualche esempio dei personaggi che incontrerete?
Ce ne saranno diversi e interagendo con ognuno affronteremo un aspetto del Giubileo. Per esempio, con il lupo si porrà l’attenzione sull’aggressività e sulla violenza, con la strega sull’invidia, con Hansel e Gretel la golosità ecc. Con me e Chiara daranno vita a dialoghi divertenti in grado di far sorridere ma anche riflettere attraverso una storia che sarà presentata da Blessy, una ragazza che incarna il valore dell’inclusività. Alla fine della puntata, lasceranno la tenda senza che venga espresso alcun giudizio su un eventuale loro cambiamento e anche questo è un messaggio importante. È un invito a non giudicare, a provare ad avere un impatto positivo sulla vita degli altri senza puntare il dito, ma è anche un’esortazione ad ascoltare, a mettersi in gioco e a perdonare, ossia a non lasciare che prevalga il risentimento nelle relazioni sociali.
Quando andrà in onda?
Dopo i due episodi proposti in anteprima, il programma si potrà vedere su Rai Yoyo a partire dal 15 settembre, alle 10 e alle 18. Come sempre, poi, verrà ritrasmesso più volte su questo canale e si potrà vedere anche su RaiPlay. Ma non è tutto: oltre alla dimensione televisiva, questo lavoro ha dato vita a un omonimo spettacolo teatrale pronto a fare tappa in tanti paesi. La prima nazionale andrà in scena sabato 6 settembre alle 16.30 al Teatro Giovanni XXIII di Sotto il Monte, il paese dove nacque Papa Roncalli. La scelta della location per il debutto non è stata casuale, perché il pontefice bergamasco ha incarnato i valori di cui stiamo parlando.
Che cosa si vedrà sul palcoscenico?
Lo spettacolo porta a teatro i messaggi del programma televisivo da cui è tratto. Accanto a me, Chiara e Blessy, vede sul palco l’attrice bergamasca Francesca La Scala e sarà visibile anche in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale del Santuario di Sotto il Monte Giovanni XXIII. L’evento, inoltre, vedrà la partecipazione del Coro di Monterosso, diretto da Silvia Conversano.


