Logo

Temi del giorno:

Cresciuto nell’Arsenal e affermatosi al Valencia, arriva dopo un biennio al Milan. Può coprire più posizioni e parla italiano: lo ha imparato durante la sua infanzia, in provincia di Treviso

Yunus Musah significa duttilità. È uno dei tratti distintivi della sua carriera. Breve, considerando che deve ancora compiere 23 anni, ma anche lunga, visto che ha già quasi 250 presenze tra i professionisti, affacciandosi alla sua sesta stagione. Tre le ha disputate con il Valencia, due con il Milan, ora la prima con l’Atalanta. E alle spalle ha diversi anni nelle giovanili dell’Arsenal. In mezzo, 47 presenze con la nazionaledegliStatiUniti, con cui ha disputato anche un Mondiale e ha vinto tre Nations League. Tradotto: se ne parla poco, ma il curriculum è di quelli importanti. L’Atalanta è stata convinta anche da questo.

Quando il Milan lo ha acquistato, due anni fa, ha sborsato oltre 20 milioni di euro: a colpire era stata soprattutto la sua adattabilità più o meno in ogni posizione del campo, oltre al fatto che si fosse fatto le ossa in un ambiente parecchio complicato. Non che in rossonero sotto questo punto di vista gli sia andata meglio, ecco. Non si è mai imposto come titolare fisso, insostituibile, ma quando c’è stato bisogno di lui, si è saputo adattare.

Era nato come centrale di centrocampo, capace di giocare a due, come anche a tre, in particolare da interno. Si è anche spostato sulla corsiadestra quando si è palesata la necessità. Ha fatto anche il terzino, il trequartista, l’ala, ha giocato pure a sinistra quando gli è stato chiesto uno sforzo in più. Si è rivelato uno di quei preziosi tappabuchi che tanto vengono sottovalutati, ma che poi alla lunga si rivelano preziosi.

Vedasi Lecce-Milan, l’ultima presenza in rossonero prima di passare alla Dea: ha giocato 90 minuti da quinto di destra per supplire all’emergenza. Da professionista. Aspetto non banale di questi tempi e di cui si tiene conto quando si fanno certe valutazioni sugli uomini, prima che sui calciatori.

Musah conosce il calcio italiano, ma anche l’Italia e la lingua italiana. D’altronde quando era piccolo, dopo essere nato a New York, insieme ai genitori (origini ghanesi) si è trasferito a Castelfranco Veneto. Giocava nella squadra del Giorgione (che prende il nome dal famoso pittore), faceva il portiere: è rimasto in Italia fino ai 10 anni, poi il trasloco a Londra. Per questo nelle giovanili ha giocato con l’Inghilterra, dall’Under 15 all’Under 19: era in squadra con il portiere del City Trafford, la star del Chelsea Cole Palmer, l’esterno dell’Arsenal Madueke, gli ex Liverpool Elliott e Carvalho.

Musah Atalanta

Giocava spesso e volentieri con con la 10, rafforzativo del suo status. Ecco perché gli StatiUniti lo hanno convocato già così giovane, a 17 anni: per anticipare la concorrenza. Quest’estate non è stato chiamato alla Gold Cup (persa in finale col Messico), ha quindi potuto svolgere il lavoro insieme alla squadra di Allegri.

Arriva a Bergamo pronto all’uso e sarà una chiave fondamentale per garantire un ricambio di qualità al centro del campo, dove la coppia Ederson-De Roon avrà necessariamente bisogno di riposo e il solo Pasalic potrebbe non essere sufficiente, soprattutto considerando che il brasiliano starà fermo fino a inizio ottobre dopo la pulizia al ginocchio fatta a Roma.

Non di meno, sarà utilissimo sulla corsia destra, dove l’unica alternativa a Bellanova era fino a ieri Davide Zappacosta, che però è anche l’uomo della fascia mancina con Nicola Zalewski — ammesso che Bernasconi non sia effettivamente ancora pronto per essere un serio ricambio da Serie A. Visto che finora si è testato solo con la C in gare ufficiali con l’Under 23, dubbio lecito.

Insomma, di Musah c’era bisogno, perché copre due posizioni chiave e lo può fare con qualità e quantità. Sarà valutato nel corso della stagione, per poi decidere sul diritto di riscatto di 26 milioni di euro. Ha scelto la maglia numero 6 di Palomino e Bellini, la stessa che indossa anche con la nazionale. 6, come gli acquisti estivi nerazzurri: lui è l’ultimo dei volti nuovi. Ha due settimane di lavoro a Zingonia per essere già pronto alle sfide con Lecce e Psg al rientro dalla pausa: la sensazione è che ci sarà subito bisogno di uno così.