Via San Bernardino, i commercianti: “Noi lasciati soli, c’è grande incertezza”. Al Comune la facoltà di ridurre le imposte locali
Il sottopasso ferroviario chiuderà 10 mesi per i lavori del raddoppio: esercenti preoccupati per le possibili ripercussioni. Confcommercio: “Chiediamo attenzione all’amministrazione comunale”
Bergamo. Quando spieghiamo alla titolare di un bar in via San Bernardino che il sottopasso sarà chiuso per 10 mesi, la donna si lascia ad andare ad un grido di stupore e sul suo volto, incredulo, si legge la preoccupazione di tutti i commercianti della zona. Saina Zhu, nazionalità cinese, dall’agosto 2019 gestisce la caffetteria Fiorellino, all’altezza del civico 81. “Sapevo dei tanti lavori nell’area, ma non che la chiusura sarebbe stata così prolungata – ammette -. Certo, la struttura è piuttosto datata: forse era arrivato il momento di sostituirla”.
Il ponte ferroviario sarà demolito e ricostruito senza mai interrompere il passaggi dei treni, uno degli interventi più complessi nel cantiere del raddoppio Ponte San Pietro-Bergamo. Il sottopassaggio rimarrà chiuso al transito di veicoli e pedoni dalle 7,30 di lunedì mattina, 1° settembre, fino al luglio 2026. “Siamo preoccupati – confida Alberto Venturini, titolare della tabaccheria di fronte all’Esselunga -. Abbiamo già perso qualcosa in primavera con l’istituzione del senso unico in ingresso alla città, su quello che potrebbe accadere ora c’è grande incertezza”.
Tutti gli esercenti lamentano una scarsa comunicazione da parte del Comune: informazioni poco chiare, spesso apprese esclusivamente tramite la stampa. “Non ci hanno mai interpellato – sospira Maria Grazia Scaccaglia della Farmacia San Bernardino -. Questa situazione causerà tanti problemi: una signora anziana mi ha domandato come avrebbe potuto in questi mesi raggiungere la farmacia per comprare le sue medicine”.
Il ponte ferroviario in via San BernardinoAnche dall’altro lato del passaggio, nelle immediate vicinanze del campus universitario di via dei Caniana, si respira un clima di inquietudine. “La chiusura del sottopasso un po’ spaventa, siamo stati lasciati completamente soli”, afferma il titolare di un bar non distante dalla sede UniBg. “Già ora ci sono numerosi disagi, ma il peggio deve ancora venire – continua l’uomo, che preferisce restare nell’anonimato -. Vicino al locale ci sono l’università e due delle più grandi scuole private della città. Il centro è vicino poche centinaia di metri, ma siamo trattati come se fossimo periferia. Sono una persona positiva, ma il livello di preoccupazione è alto”.
Durante l’estate in largo Tironi, a pochi metri dal sottopasso, ha preso forma il nuovo rondò realizzato nell’ambito del cantiere dell’e-Brt. I lavori per il nuovo bus elettrico proseguono all’incrocio tra via San Giorgio e via Baschenis. Sulla prima è stata mantenuta la viabilità ordinaria in entrambe le direzioni di marcia eliminando i parcheggi a pagamento presenti a bordo strada, mentre il tratto di via Baschenis che si immette su via San Giorgio è ridotto a una sola corsia.
“La lunga stagione di cantieri nel quadrante mette in seria difficoltà le attività commerciali – dichiara Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo -. Tempistiche così prolungate hanno un impatto pesante sulle imprese che vivono grazie alla clientela di passaggio”. Già un paio di mesi fa, a luglio, l’associazione di categoria provinciale si era rivolta alla Confederazione nazionale per avere un parere tecnico sulla possibilità di ottenere una riduzione o un’esenzione delle imposte locali per gli esercizi commerciali penalizzati dalla presenza di lavori pubblici.
La normativa affida questa facoltà alle amministrazioni comunali. Secondo l’art. 1, comma 86, della Legge 549 del 1995, un Comune può deliberare agevolazioni sui tributi di sua competenza per gli esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono per oltre 6 mesi. Una sospensione né automatica né obbligatoria, ma a discrezione dell’amministrazione. Tra le possibili agevolazioni la riduzione o sospensione della Tari, della Cosap, del canone unico patrimoniale e dell’Imu, ma anche indennizzi o contributi una tantum.
Sul territorio nazionale non mancano esempi di applicazione della Legge del ’95: il Comune di Verona prevede nel regolamento Tari una riduzione della quota per le attività in caso di chiusura per lavori pubblici, l’amministrazione di Palermo nel 2017 ha concesso sgravi Tari, Tosap e imposta di pubblicità per attività in zone precluse al traffico per cantieri. “Modelli virtuosi – conclude Fusini -. Chiediamo un segnale di attenzione da parte dell’amministrazione comunale alle attività chiamate ad affrontare disagi e cali di lavoro consistenti”.


