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Allarme sanitario a Gaza, Piziali (Cesvi): “Popolazione stremata, rischio malattie”
Operatori del Cesvi a Gaza

Il direttore di fondazione Cesvi Onlus, illustra le novità in merito al dramma in Medio Oriente

“Con l’avvio dell’operazione militare israeliana finalizzata a occupare Gaza City si sta verificando un ulteriore spostamento di persone dal nord della Striscia verso il sud. Ne consegue un aumento della pressione sui centri di accoglienza per gli sfollati dislocati nell’area, che comporta una maggiore necessità di acqua e aiuti umanitari, ma anche di servizi igienici, con un incremento del rischio che si sviluppino malattie come il colera”. Così Stefano Piziali, direttore di fondazione Cesvi Onlus, illustra le novità in merito al dramma della Striscia di Gaza.

L’organizzazione umanitaria fondata a Bergamo nel 1985 è impegnata nei territori palestinesi per la distribuzione e la purificazione dell’acqua ma anche nella raccolta dei rifiuti e nella costruzione di latrine, perché la disponibilità di servizi igienico-sanitari è fondamentale per prevenire lo sviluppo di infezioni virali e patologie.

Abbiamo intervistato Stefano Piziali per saperne di più.

Che cosa sta accadendo a Gaza?

La principale novità delle scorse settimane è costituita dall’operazione militare avviata da Israele per giungere all’occupazione di Gaza City. Questa zona, situata nella parte settentrionale della Striscia, è la città più popolosa e maggiormente colpita dagli attacchi in corso. L’ampliamento del livello di distruzione comporta un ulteriore spostamento di persone dal nord della Striscia verso il sud e ciò si traduce in un aumento della pressione sui centri di accoglienza per gli sfollati dislocati nell’area centro-sud dei territori palestinesi. Di conseguenza, dobbiamo incrementare la distribuzione di acqua potabile che ci vede impegnati in quella terra.

Gaza Palestina Fame bambini Getty Images

Ci spieghi

Questo spostamento della popolazione determina un aumento del numero di chi ha la necessità di soddisfare i bisogni primari. Al tempo stesso è necessario potenziare i servizi igienico-sanitari: queste persone dovranno trovare una sistemazione provvisoria, quindi si deve moltiplicare la disponibilità di latrine, uno degli ambiti su cui si concentra il nostro impegno. Ma c’è un altro aspetto fondamentale.

Quale?

L’allarme sanitario: la presenza di rifiuti di qualsiasi tipo in zone abitate può portare allo sviluppo di malattie di ogni genere. Siamo preoccupati perché c’è il rischio che si possano diffondere patologie come il colera ecc. Questi timori sono la conseguenza della situazione militare, che è sempre più pesante: nella Striscia entrano pochi aiuti umanitari e la popolazione è deperita, quindi ha meno difese nei confronti delle forme virali.

Che cosa state facendo in un contesto complicato come questo?

In un quadro così difficile il nostro impegno diventa essenziale. Stiamo lavorando alla distribuzione e alla purificazione dell’acqua, ma anche alla raccolta di rifiuti e alla costruzione di latrine, perché la presenza di servizi igienico-sanitari è indispensabile per la prevenzione delle malattie e per mantenere un livello di vita che si possa ritenere decente per la popolazione civile. Alla luce di tutto ciò, colgo l’occasione per ribadire la nostra richiesta di giungere a un immediato cessate il fuoco, al rilascio degli ostaggi e all’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, perché la situazione è davvero insostenibile.

Per concludere, com’è possibile aiutarvi?

Chi volesse sostenere Cesvi può effettuare donazioni attraverso le modalità specificate sul nostro sito internet. Le risorse materiali sono già disponibili in Medio Oriente: non è necessario trasportarle dall’Europa, ma per farle giungere nella Striscia bisogna lasciarvi affluire gli aiuti umanitari.