L'inclusione
‘I love Val Brembana’ più di uno slogan: giovani con disabilità protagonisti di un’impresa sociale
Dalle cene tra amici a un progetto sociale che unisce lavoro, ristorazione e artigianato per valorizzare il territorio e offrire opportunità alle persone con disabilità
‘I love Val Brembana’ non è uno slogan: è l’espressione concreta di un impegno verso il territorio e le persone che lo abitano, con particolare attenzione alle fragilità. Con questo obiettivo, opera ogni giorno l’omonima cooperativa, aderente a Confcooperative Bergamo: a oggi sono 14 i giovani con disabilità provenienti da diversi paesi della Valle, cge lavorano in questa realtà.
Dalle cene tra amici all’idea di cambiare la valle
L’idea nasce nel 2021, durante una serie di cene tra amici in Val Brembana, tra Serina e San Giovanni Bianco. “Attorno a un tavolo si rifletteva su come fosse la valle un tempo: viva, frequentata, con turismo, lavoro e buona affluenza – ricorda il presidente Alessandro Adragna – C’era un tasso di disoccupazione dello 0,6%”. C’era lavoro per tutti… ma non per le persone con disabilità”.
Questa consapevolezza accende una domanda: come creare nuove opportunità per chi, ancora oggi, ne resta escluso?
“Il gruppo aveva già in mente di fare qualcosa per il territorio, osservando le sue risorse: prodotti di qualità, piccole realtà locali, relazioni solide tra allevatori e coltivatori. Da qui nasce l’idea di un progetto sociale che potesse mettere insieme territorio e inclusione”, aggiunge.
Nasce così l’associazione che trova sede a San Pellegrino Terme, dove apre la Bottega dell’Inclusività.

Nasce la cooperativa sociale e il ‘Tirolese Di-verso’
Ma la svolta arriva con l’incontro con ‘Il Tirolese’, storico ristorante di San Pellegrino. L’idea di collaborazione si trasforma in una nuova sfida: creare un luogo capace di coniugare ristorazione, formazione e inclusione.
Nel marzo 2023 prende vita ufficialmente la cooperativa sociale I Love Val Brembana e, il mese successivo, viene inaugurata la nuova sede. Da quel momento il progetto cresce rapidamente e si struttura, diventando un punto di riferimento per la comunità.
“Grazie al ristorante Tirolese Di-verso, i nostri ragazzi imparano a gestire ogni fase del lavoro: dalla preparazione dei piatti al servizio, fino all’accoglienza dei clienti. Accanto al ristorante nasce anche l’angolo torrefazione, dove vengono tostati chicchi di caffè verde e trasformati in una miscela artigianale, imparando ogni passaggio, dalla tostatura alla preparazione in tazza”, spiega.
L’offerta si amplia ulteriormente con l’apertura di una pizzeria d’asporto a San Giovanni Bianco: un forno pensato per l’inclusione, che permette alle persone con disabilità di cimentarsi nella lavorazione degli impasti e nella gestione delle ordinazioni.
“Ogni lunedì si producono biscotti e il martedì si replica con i casoncelli fatti a mano, mentre nel laboratorio interno vengono preparati e confezionati prodotti artigianali come miele, marmellate, confetture, giardiniere, biscotti e salumi, venduti in uno spazio dedicato”, spiega.
Un modello di inclusione che guarda al futuro
In questo percorso di nascita e crescita, ancora in corso, il sostegno della comunità è stato importante, così come quello delle istituzioni. “Grazie a un bando del Comune di San Pellegrino e di Regione Lombardia, è stato realizzato il primo bancone da bar inclusivo: senza dislivelli, consente anche alle persone in carrozzina di lavorare in autonomia. Fondamentale è stato il supporto di Confcooperative e della rete di C.I.D. Astino, che ha messo a disposizione competenze nel settore della ristorazione e del catering interno“, evidenzia Adragna.
Oggi la cooperativa è un punto di riferimento per residenti e turisti.
“Abbiamo creato un ambiente speciale – conclude Adragna – che mette insieme competenze, passione e desiderio di offrire opportunità concrete. È un progetto che nasce dal territorio e che al territorio vuole restituire valore, attraverso le persone che lo vivono”.


