Palloncini bianchi per l’addio al piccolo Eric Rossi. Lo straziante messaggio del papà
“Ovunque tu sia, non lasciarmi mai”. Parrocchiale gremita per i funerali del bimbo stroncato in vacanza da una meningite fulminante
Claudio Rossi nasconde la commozione dietro gli occhiali scuri. Con voce tremolante, legge in chiesa gli appunti custoditi nel telefonino. Un toccante discorso per suo figlio Eric, due anni, che non c’è più.
“Ho sempre pensato che nella vita un’azione buona comporti una reazione altrettanto buona. Questa volta, invece, mi trovo davanti ad un evento senza spiegazione. La perdita di Eric è ingiusta, mi chiedo che cosa abbia fatto per meritarlo. Però, in questi giorni tristi, riscopro mia moglie Chiara forte e tosta come mai, soffre con me senza mollare. Non riuscirei a far niente senza lei. Scopro una responsabilità nuova e un amore più intenso verso Thomas e William (i fratellini di Eric, ndr) che ci danno la forza di far tutto. Scopro di avere una grande famiglia piena di amore su cui poter contare in ogni momento, senza neanche doverlo chiedere. Scopro degli amici di cuore che posso considerare fratelli e sorelle. Scopro don Matteo. E scopro un affetto enorme da parte di tutte le persone che mi hanno scritto parole meravigliose, che sono venute a trovare Eric e che ci hanno pensato. Ma la cosa più importante è che tutte queste cose le avevo già, ma Eric mi ha aiutato a capirle e valorizzarle. E allora lo ringrazio. So che mi aiuterà sempre a vedere le cose sotto la giusta luce e ad essere migliore e questo, seppur minimante, mi conforta. Quindi Eric, ovunque tu sia, non mollarmi mai, il tuo papà ha bisogno di te per sempre. Perché tu eri piccolo e io grande, ma quello puro e forte sei tu. Ho sempre avuto paura, ma adesso non l’avrò mai più grazie a te. Ti amo, Eric”. Segue un lungo e commosso applauso.
È il momento più toccante dei funerali celebrati sabato mattina, 23 agosto, per salutare il piccolo Eric Rossi, morto per una sospetta meningite nel Ferrarese dove era in vacanza con la famiglia: papà Claudio, mamma Chiara e i due fratellini di 5 e 8 anni. Proprio come i familiari, anche don Matteo Marcassoli, parroco di Caprino, si interroga. Domanda ai fedeli e si domanda a sua volta “perché?”. “Perché proprio Eric?”. “E che insegnamento possiamo trarre da questa morte prematura?”. “Che la vita non è scontata. Che è fragile e preziosa – dice il sacerdote -. Ogni secondo che viviamo è un dono. Dobbiamo cercare di vivere bene e per il bene”. Durante l’omelia sottolinea che dinnanzi a tragedia simili ci sono famiglie che crollano, distrutte dal dolore. Altre che si fortificano, che si uniscono ancor di più. Ed è ciò che ai augura per la famiglia del piccolo Eric.
La chiesa di San Biagio è gremita. Ci sono parenti, amici, conoscenti, ma anche persone che hanno saputo del dramma della famiglia Rossi e che vogliono stargli vicini, almeno oggi. Ci sono gli animatori del cre, con le loro magliette rosa fluo. Ci sono i disegni a tema floreale degli amichetti di Eric. Ci sono le sue foto nei momenti più felici: con il ciuffo biondo, sorridente, spensierato come un bambino di quell’età deve essere. Ci sono i suoi giocattoli: un dolce pupazzetto a forma di cagnolino e un camion dei pompieri. All’uscita dalla chiesa, vengono lasciati liberi di volare in cielo dei palloncini bianchi. Claudio Rossi tieni stretti a sé la moglie Claudia e i piccoli Thomas e William, mentre una processione silenziosa accompagna la salma del piccolo Eric verso il cimitero del paese.






