Omicidio Claris, tre amici della vittima indagati per minacce. La famiglia: “Giustizia”
Si va verso la richiesta di giudizio immediato per l’aggressore in carcere
Le indagini sono prossime alla chiusura. Ma già oggi, venerdì 22 agosto, emerge uno sviluppo: tre amici di Riccardo Claris sono indagati per minacce aggravate nei confronti dei due ragazzi che la notte del 4 maggio fuggirono con Jacopo De Simone, il 18enne reo confesso dell’omicidio avvenuto a due passi dallo stadio di Bergamo. I ragazzi indagati hanno 17, 21 e 19 anni. Sono stati perquisiti e sono state sequestrate loro alcune cinture. Il 4 settembre, come anticipa il Corriere Bergamo, il Ris farà alcuni accertamenti irripetibili su una in particolare.
In questi mesi, i familiari di Claris, distrutti dal dolore, continuano a chiedere giustizia per il loro caro, assassinato dopo un banale diverbio scoppiato al Reef Cafè di Borgo Santa Caterina; diverbio proseguito fin sotto l’abitazione di De Simone. Dove Claris, 26 anni, è stato raggiunto da una coltellata che gli ha perforato il polmone e reciso l’aorta. L’aggressore era salito in casa a prendere l’arma, prima di usarla in strada. Si è consegnato ai carabinieri su pressione della madre.
Nei giorni scorsi uno striscione a tinte nerazzurre è stato appeso fuori dall’abitazione della famiglia Claris. “Auguri a rimuoverlo”, si legge in un post su Instagram, dopo che alcuni degli adesivi sparsi per la città in memoria del ragazzo sono stati strappati. Gli adesivi, spiegano i familiari, non vogliono provocare né odio né vendetta. Al contrario, “sono solo un mezzo per far sì che la verità esca – spiega la sorella di Riccardo, Barbara, al Corriere -. Ci hanno aiutato, forse, a trovare qualcosa da fare per sopravvivere”.
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