Il festival teatrale
DeSidera, il teatro che unisce comunità e territorio
Il Festival che presenta spettacoli teatrali in tutta la provincia di Bergamo, trasformando luoghi in spazi di cultura condivisa – Il presidente Fondazione della Comunità Bergamasca Osvaldo Ranica: “Investire nella cultura significa generare valore condiviso”
Da oltre vent’anni, il Festival deSidera anima i borghi e le comunità della provincia di Bergamo attraverso una formula unica: portare il teatro fuori dai teatri, nei luoghi storici, artistici e naturali del territorio. Un progetto promosso da Fondazione Adriano Bernareggi e dalla Curia di Bergamo – oggi affidato all’Associazione InAtto – che dal 2002 intreccia arte e partecipazione sociale in un dialogo costante con chi abita quei luoghi.
“Valorizzare il territorio non significa solo scegliere ‘belle location’ – spiega Walter Spelgatti, ufficio stampa e comunicazione di InAtto – ma soprattutto dare voce e spazio alle comunità locali, integrando le tematiche degli spettacoli con i valori, i riti e i momenti forti della vita sociale. È un lavoro di ascolto e di condivisione, dove il teatro diventa strumento di riflessione collettiva”.

La programmazione, firmata dalla triade della direzione artistica composta da Gabriele Allevi, Luca Doninelli e Giacomo Poretti, si distribuisce tra chiese, piazze, santuari e parchi secolari, accendendo l’attenzione sulla bellezza spesso dimenticata di questi spazi, che supera ogni comfort scenico. “Il teatro è una scatola già pronta. Le luci, il buio, la poltrona comoda: tanti fattori concorrono alla fruizione dell’esperienza teatrale. Noi vogliamo riaccendere l’attenzione sulla bellezza dei luoghi, perché crediamo che sopperisca alla mancanza delle ‘comodità’ del teatro”, ancora Spelgatti. Prendiamo il Santuario della Madonna della Cornabusa: “Giacomo Poretti, direttore artistico di deSidera dal 2023, fu colpito da questo luogo nel 2015 e lo scelse per un suo spettacolo. Quest’anno – per l’edizione in corso – a 10 anni dalla prima partecipazione al Festival, torna a Cepino dove, per l’occasione, proporrà ‘La fregatura di avere un’anima’, il 10 settembre. Questo esempio è la chiave della nostra proposta: arrivare in un luogo inaspettato e rimanerne affascinato”.

Alta l’attenzione su tematiche cruciali per le comunità, come nel caso dello spettacolo ‘Là dove finisce il buio. Due uomini di fede al tempo della resistenza’, che incrocia diversi anniversari: gli 80 anni della Liberazione, gli 80 anni della morte di don Antonio Seghezzi e i 50 anni della morte di don Bepo Vavassori, due straordinarie figure che hanno segnato la storia della Chiesa bergamasca del Novecento.
Il debutto nazionale si è tenuto proprio a Osio Sotto, paese natale di don Vavassori, mentre laseconda replica è in programma il 30 agosto a Premolo, paese natale di don Seghezzi.
“DeSidera rappresenta un modello virtuoso di cultura territoriale che costruisce legami duraturi e sostiene lo sviluppo sociale ed economico del territorio”, ha commentato Osvaldo Ranica, presidente Fondazione della Comunità Bergamasca, tra i sostenitori del Festival. “Investire nella cultura significa generare valore condiviso e rafforzare il senso di comunità e, giunto alla sua 23esima edizione, deSidera conferma di essere più di una rassegna teatrale: è una comunità che si fa cultura”.
Il Festival proseguirà fino alla fine di settembre. Informazioni sul sito.
Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero senza prenotazione.



