Bergamo
|Food Film Fest al via la 12ª edizione: omaggio alla memoria come motore creativo
Dal 21 al 24 agosto quattro giorni di proiezioni, momenti di condivisione e laboratori per raccontare il legame tra cinema e buon cibo
Città Alta. Il Food Film Fest, giunge alla sua 12ª edizione, un traguardo celebrato, mercoledì 20 agosto, con una serata inaugurale nella suggestiva Sala Curò in piazza Cittadella.
Il tema scelto per quest’anno è la “Memoriae”, tra tradizione, identità e futuro, come ricorda il direttore artistico del festival, Luca Cavadini: “La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda, non è un mero ritorno nostalgico al passato, ma è una base di partenza per il presente e per il futuro. Abbiamo scelto questo tema per Food Film Fest 2025, convinti che sia un argomento determinante, propulsore per il tempo di oggi e quello di domani. Il cibo conserva ricordi, trasmette saperi, costruisce identità. Ogni ingrediente racconta una storia, ogni ricetta è un’eredità che attraversa generazioni, trasformandosi senza perdere la propria anima. Il cinema, con la sua forza evocativa, diventa lo strumento per raccontare queste storie: documentari, fiction e animazioni che esplorano la memoria collettiva del gusto, tra tradizione e sperimentazione, radici e visioni”.
Seicento i film che quest’anno si sono candidati, provenienti da 90 nazioni di tutto il mondo, fotografando il settore agroalimentare e culinario come solo l’arte cinematografica è capace di fare. Di questi ne sono stati selezionati 35, che saranno proiettati in Piazza Mascheroni.

All’inaugurazione hanno preso parte tutti i partner e i rappresentanti degli enti che da sempre sostengono e accompagnano il Festival, ciascuno dei quali ha ricordato l’importanza del binomio cibo-cinema. Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di Commercio di Bergamo, ha sottolineato come il cibo non sia solo nutrimento, ma anche un fatto morale. Sulla stessa linea il consigliere provinciale di Bergamo, Erik Molteni, affermando che: “Unire gastronomia e cinema significa usare il cibo come veicolo privilegiato per diffondere cultura”.
Anche il vicesindaco di Bergamo e assessore alla cultura, Sergio Gandi, ha evidenziato la forza evocativa del cinema e della cucina: “I miei piatti preferiti mi riportano all’infanzia: mia mamma era bolognese. Il Festival riesce a unire creatività e cultura, valorizzando tradizioni e identità”. Dello stesso pensiero Gabriele Borella, presidente di Coldiretti Bergamo, affermando “Chi meglio di noi poteva crederci? Bergamo è testimone con le sue 9 DOP di cui possiamo vantarci. Il cibo è cultura e socialità: i migliori affari nascono a tavola. Ma è anche memoria e tradizione, una storia tramandata nel tempo di cui siamo custodi. In un mondo che rischia di perdere la propria identità, il cibo diventa un veicolo per ritrovare le nostre radici”.
Infine, Enrico Radicchi, rappresentante di Slow Food Valli Orobiche Bassa Bergamasca, ha ricordato l’importanza dei laboratori del gusto che si terranno giovedì 22 e venerdì 23 agosto: “Partiremo dall’analisi dei film per arrivare, attraverso la sensorialità, ai prodotti che vi compaiono. Spesso questi stessi prodotti diventano Presìdi Slow Food e vengono tramandati nel tempo: un percorso che si lega direttamente al tema della memoria”.
Presenti anche Sandra Bertolacci, in rappresentanza di Planetel Spa; Giovanni Malanchini, consigliere regionale della Lombardia, che ha amplificato la prospettiva dell’alimentazione, promuovendo la tutela dei territori e di chi lavora in questa sezione e Raffaella Castagnini, rappresentante della Camera di Commercio di Bergamo, che ha sottolineato come l’ente dedica grande attenzione a tutti i settori, particolarmente a quello alimentare. Tra gli altri sponsor del festival anche BCC Milano, il cui vicepresidente Giovanni Maggioni ha affermato: “Siamo nati come banche diverse e ancora oggi, nel 2025, vogliamo essere la banca della comunità: una parola chiave che appartiene anche al Festival”. Infine, Pierangelo Bertocchi e Luca Serughetti, rispettivamente amministratore delegato e presidente di UniAcque, hanno rimarcato l’esauribilità delle risorse alimentari: “Abbiamo scelto di sostenere il Festival perché acqua, cibo e cultura sono parte del nostro credo. L’acqua è fonte di vita: la restituiamo all’agricoltura e alle falde, contribuendo alla produzione di cibo e al benessere delle persone. La cultura ci insegna che queste risorse non sono inesauribili, e il cinema può diventare un veicolo di consapevolezza”.
La serata, poi, si è trasformata in un percorso sensoriale in cui l’unione di sapori, racconti e visioni ha permesso ai partecipanti di condividere scoperte, passioni e sorprese. La prima degustazione è stata quella dei prodotti locali “Sorsi di frutta ed eccellenti salumi”, curata da Coldiretti Bergamo e Ascom Confcommercio Bergamo, realizzata in collaborazione con Luca Tengattini dell’Azienda Agricola Cà dé Baco e il Gruppo Gastronomi Salumieri di Confcommercio Bergamo. A seguire la degustazione “Ogni morso, un ricordo”, proposta dalla Camera di Commercio di Bergamo in collaborazione con Lucio Teli della Società Agricola Lucio Teli & C.s.s. e la sua polenta per riscoprire sapori autentici legati a tradizione, famiglia e territorio.
Il pomeriggio invece, dedicato alla visione della pellicola “spuntino di cinema”, “Un Americano a Roma” e “Il secondo tragico Fantozzi”. Di seguito lo spettacolo “Fame? Uno spettacolo sul cibo perduto”, ideato e interpretato da Enrico Jacopo Testoni della Compagnia CreAzione, trattando dell’evoluzione del rapporto tra umano e cibo. A chiusura il film: “Il gusto delle cose” che esplora la cucina come linguaggio dell’anima.


