Due comunità in lutto per l’improvvisa scomparsa di Eric e Matilde
Due anni il primo, quattordici la seconda. Entrambi erano in vacanza, al mare, con i genitori, quando un subdolo male li ha colti senza preavviso. Fissati i funerali
L’estate si è trasformata nel più rigido degli inverni per due famiglie bergamasche. Quella del piccolo Eric Rossi, 2 anni, con ogni probabilità stroncato da una meningite fulminante. E quella della giovane Matilde Valeri, 14 anni, in coma irreversibile dopo un arresto cardiaco provocato da un’embolia polmonare.
Stavano bene Eric e Matilde, fino a pochi giorni prima. Entrambi erano in vacanza, al mare, con i genitori. Sulla riviera adriatica Eric, sul litorale veneto Matilde. I giorni più attesi e spensierati dell’anno, però, sono durati come un battito di ciglia. I luminosi colori della spiaggia hanno fatto spazio a un’austera corsia d’ospedale. I dolci schiamazzi del bagnasciuga a un inatteso silenzio.
Due tragedie enormi. Imperscrutabili. E due comunità in lutto. Quella di Caprino Bergamasco, dove Eric Rossi viveva con mamma Chiara, papà Claudio e i fratellini di 5 e 8 anni. E quella di Clusone, il paese di Matilde. Ieri, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Treviso, mamma Carmen e papà Achille hanno autorizzato l’espianto degli organi della loro unica figlia.
Il dramma di Eric
La famiglia Rossi era partita sabato al gran completo, diretta verso un campeggio a Lido di Spina (Ferrara). Prima, però, il pediatra aveva prescritto a Eric una cura antibiotica per i sintomi di una gastroenterite. Nulla di grave, all’apparenza.
Quando arrivano a destinazione, la madre di Eric rimanda il primo bagno al mare. Preferisce restare al campeggio con il piccolo, perché ancora non sta bene. Il giorno dopo, le sue condizioni peggiorano. La madre chiama un taxi, vuole andare al pronto soccorso più vicino. Tiene aggiornati il marito e i due fratellini, ma le notizie non sono incoraggianti.
Dall’ospedale del Delta, Eric viene trasferito al Sant’Anna di Cona, dove c’è un reparto di patologia neonatale. Viene intubato. I medici fanno di tutto per salvarlo, ma alla fine devono arrendersi all’evidenza. Niente più campeggio, niente più mare. Al loro posto profilassi, autopsia. Concetti del tutto alieni fino a poche ore prima.
Martedì pomeriggio la famiglia Rossi torna a casa, distrutta dal dolore. La salma del piccolo Eric ancora no, perché ci sono gli accertamenti da fare. Verrà composta nei prossimi giorni alla casa del commiato di Ponte San Pietro. Venerdì, chi vorrà, potrà passare in via F.lli Calvi per un ultimo saluto. Sabato, alle 10, i funerali nella parrocchiale di Caprino.
L’addio a Matilde
A quanto pare, da qualche giorno anche Matilde Valeri lamentava insoliti malesseri. Il più terribile è sopraggiunto lunedì in spiaggia a Duna Verde, vicino a Caorle. Lì, a pochi chilometri, c’è Eraclea, paese d’origine del padre.
La vita scorre pigra e serena in spiaggia a Duna Verde. Non per Matilde, che avverte di nuovi quei malesseri. E fatica a respirare, sempre più. All’improvviso si accascia al suolo bollente. Quelli che precedono l’arrivo dell’ambulanza sono minuti interminabili. Provano a rianimarla Matilde. Viene portata in ospedale, prima al San Donà e poi a Treviso. Non si riprenderà.
Sciava e giocava a pallavolo, Matilde. Le compagne, incredule, la ricordano come una ragazza solare, propositiva, una leader silenziosa. “Abbiamo sperato fino all’ultimo – dicono -, serviva un miracolo”. Tra poche settimane, avrebbe iniziato il secondo anno all’istituto tecnico Ivan Piana di Lovere, indirizzo sociosanitario. Il 24 settembre avrebbe festeggiato il suo quindicesimo compleanno.
Sui social, moltissimi messaggi di cordoglio: “Una preghiera per questa sfortunata ragazza – si legge in uno di questi -. E un abbraccio immenso ai suoi genitori”. Sabato alle 15 i funerali in basilica a Clusone.




