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Quarantatré morti bergamaschi sulle strade nel 2025: “Provincia tra le realtà più allarmanti”

Secondo l’Aifvs, dieci decessi solo a luglio e quasi metà degli incidenti mortali tra mezzogiorno e le 18. Le vittime più colpite restano adulti esperti alla guida

Sale ancora il numero delle vittime della strada residenti in provincia di Bergamo. L’incidente costato la vita martedì mattina a Giancarlo Stucchi, 85 anni, sulla Francesca, porta il bilancio a 43 morti dall’inizio del 2025. Dieci di loro deceduti in incidenti fuori provincia.

Un dato che, a poco più di metà agosto, ha quasi raggiunto quello dell’intero 2024, quando i decessi sono stati in tutto 44. L’incremento è evidente: solo nel mese di luglio si sono contati dieci morti, il picco più alto. Tra le vittime di quest’estate tre ciclisti nell’arco di una ventina di giorni: oltre a Stucchi, anche Maria Merisi, 72 anni, di Martinengo, investita lunedì, e Maria Angela Lozio, 64 anni, di Cortenuova, deceduta il 31 luglio.

Le rilevazioni dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada indicano che la fascia oraria più critica resta quella tra mezzogiorno e le 18: lo scorso anno quasi la metà dei decessi (20 su 44) si è verificata in quell’arco di tempo. Un andamento che, anche nel 2025, viene confermato.

Sul fronte dell’età, i più colpiti sono gli adulti tra i 46 e i 65 anni: nel 2024 i casi sono stati 18, seguiti dai 31-45enni con 10 vittime. A fornire il quadro è Ivanni Carminati, referente Aifvs per la sede di Bergamo: “Con l’introduzione del nuovo Codice della Strada tra dicembre e gennaio abbiamo assistito a una diminuzione di incidenti che, di contro, hanno iniziato ad aumentare a partire da febbraio. La provincia di Bergamo – evidenzia – figura tra le realtà con i dati più allarmanti. Questo perché siamo ‘solo’ ad agosto e il numero potrebbe ancora salire”.

Guardando ai mezzi coinvolti, nel 2024 le vittime in moto o scooter erano state 21, seguite dagli automobilisti (11), dai pedoni (9) e dai ciclisti (3).

“Le cause principali, d’altronde, si conoscono – aggiunge Carminati – e sono fondamentalmente quattro: la velocità, l’alcol, gli stupefacenti e l’utilizzo di smartphone alla guida. Basterebbe rispettare i limiti e non mettersi al volante in condizioni alterate per ridurre drasticamente le vittime. Spesso, per guadagnare qualche secondo, si rischia di perdere la vita o farla perdere agli altri”.

Non sono i giovanissimi i più colpiti, ma persone adulte e con esperienza di guida. “Non si tratta di neopatentati – osserva ancora Carminati – ma di automobilisti esperti. Probabilmente la troppa sicurezza nelle proprie capacità porta a sottovalutare i rischi”.

L’Aifvs, oltre a fornire sostegno psicologico e legale ai familiari delle vittime, punta molto sulla prevenzione, soprattutto tra i ragazzi.

“Non bastano repressione e sanzioni – sottolinea Carminati – serve un cambiamento culturale. Bisognerebbe partire dalle scuole, fin dall’età della patente del motorino, a 14 anni, per far capire che mettersi alla guida significa assumersi una responsabilità enorme”. La sezione bergamasca ricorda ogni anno le vittime nella Giornata mondiale istituita dall’Onu e celebrata in provincia dal 2007. L’appuntamento sarà anche quest’anno a novembre, a Osio Sopra.