Un tunnel sotto l’Adda al posto del ponte San Michele? “Preserva il paesaggio e riduce l’inquinamento”
La proposta dell’architetto Fernando De Simone, tra i più noti esperti italiani di costruzioni sotterranee. Ma la Regione frena: “Tutte le idee saranno valutate, ma non è più il tempo di soluzioni fantasiose”
Calusco d’Adda. Qualcuno, forse, potrebbe pensare che si tratti di uno scenario utopico. In realtà, nei Paesi nordici la realizzazione di gallerie sottomarine è ormai da anni un’abitudine consolidata. L’architetto Fernando De Simone, tra i più noti esperti italiani di costruzioni sotterranee, non ha dubbi: per collegare le sponde tra Paderno e Calusco, in sostituzione del ponte San Michele, si potrebbe ipotizzare di realizzare un tunnel sotto l’Adda.
“Anzi, potrebbe essere la soluzione migliore”, sostiene l’architetto. Referente in Italia di Norconsult e Tec, gruppi multinazionali che in tutto il mondo costruiscono tunnel e ponti, De Simone ha comunicato da tempo ai sindaci dei due Comuni la disponibilità a progettare un’opera ingegneristica alternativa.
“Nei Paesi Bassi la Tec ha realizzato un tunnel (il Noordtunnel, ndr) che potrebbe rappresentare un modello”, osserva precisando che, a causa del maggiore dislivello, quello sull’Adda dovrebbe avere gli accessi tra i 5 e i 7 chilometri di distanza dal fiume per consentire la discesa dei binari ferroviari adibiti al transito dei convogli merci. “Ma all’esterno non si vedrà nulla e nella galleria automobilistica potremmo anche prevedere delle rampe di uscita intermedie”, chiarisce l’architetto.
Oltre alla riduzione dell’inquinamento acustico, nella galleria realizzata sotto il Noord a Rotterdam sono installati dei filtri elettrostatici a carboni attivi che contribuiscono ad abbattere le emissioni dei gas di scarico. “Trovandosi il San Michele ad un’altezza di oltre 80 metri – spiega De Simone -, le correnti dominanti spostano i gas inquinanti anche per diverse centinaia di metri in linea d’aria: gli scarichi possono raggiungere le abitazioni e mettere a rischio la salute pubblica. In più, il tunnel preserverebbe anche il paesaggio”.
“Abbiamo ricevuto la proposta, ma non abbiamo voce in capitolo – conferma il sindaco di Calusco Michele Pellegrini -. Da profano l’inizio degli scavi così distante dalla sponda potrebbe rappresentare un problema: sicuramente ci sarebbero alcuni aspetti tecnici da chiarire. L’impatto durante la fase realizzativa non sarebbe indifferente”.
Il ponte San Michele sull'AddaIl tunnel coprirebbe la distanza tra le due rive, ovvero meno di 300 metri, più i chilometri necessari per portare i binari sotto terra: sarebbe di fatto un enorme tubo in calcestruzzo armato, dove sarebbero ricavate le corsie per le auto e lo spazio per i binari del treno. Per scavare nel terreno verrebbe utilizzata una fresa meccanica, una talpa simile a quelle usate per la metropolitana. “Macchine che possono avanzare anche di 20/25 metri al giorno”, illustra De Simone. Il rischio geologico, secondo l’esperto, non sarebbe un problema: “Una volta inserito, il calcestruzzo armato rimarrebbe in piedi anche se il terreno fosse composto da sola sabbia”.
“Siamo davanti all’ennesima proposta – ribatte l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi -. Chiuso il dibattito pubblico, sono state molte le osservazioni inviate: tutte saranno valutate da Rfi, a cui spetterà il compito di elaborare la soluzione progettuale migliore per sostenibilità ambientale ed economica. Mi preme dire che non è più il tempo di soluzioni fantasiose, ma il momento di lavorare per il nuovo ponte”.
Ciò che è certo è che non sarebbe il primo tunnel sotterraneo nell’area. Una galleria invisibile, inaugurata nel 2005, collega la cava di Colle Pedrino a Palazzago con il deposito delle materie prime di Monte Giglio e con la cementeria Heidelberg Materials (ex Italcementi) di Calusco.
Il tunnel per il trasporto materiali fino alla cementeria di Calusco. Foto Heidelbergmaterials.itSi tratta di un passaggio lungo quasi 10 chilometri con un dislivello di circa 500 metri: ospita un nastro trasportatore in gomma con struttura interna a carcassa metallica, il più lungo in Europa di questa tipologia, con una portata di circa 600 tonnellate all’ora. Ma c’è anche un piccolo binario su cui può transitare un trenino alimentato con motore diesel che serve per le attività di controllo lungo tutto il percorso.
Certo, un tunnel sub fluviale a traffico misto ferroviario-stradale sarebbe di tutt’altre dimensioni. Bisognerà attendere settembre quando, dopo il fermo agostano degli uffici, Rfi valuterà tutte le osservazioni inviate dai cittadini con il difficile compito di individuare una soluzione che possa mettere tutti d’accordo.


