Litiga con il padre e rompe un dito a un carabiniere, nei guai un 33enne
I militari erano intervenuti per mantenere gli animi tranquilli mentre il figlio prendeva le sue cose e lasciava l’appartamento, ma la situazione è degenerata. Disposto l’obbligo di firma
Brignano Gera d’Adda. Ha litigato con il padre, gli ha tirato due schiaffi e ha spaccato l’anta di un mobiletto della cucina. Nella sera di lunedì 11 agosto, il genitore ha chiamato i carabinieri che sono intervenuti nell’appartamento di Brignano Gera d’Adda facendo da paceri tra i due.
Sono rimasti d’accordo che l’indomani, intorno alle 12, il figlio sarebbe andato a casa del padre per prendere le sue cose e lasciare l’abitazione. Lo avrebbe fatto alla presenza dei militari, che avrebbero così garantito che tutto si svolgesse senza diverbi o, peggio, violenze.
Ma purtroppo così non è andata. Il figlio, N.G., 33 anni, disoccupato, martedì mattina alla vista dei carabinieri del Radiomobile di Treviglio ha iniziato a inveire contro di loro. “Siete una vergogna”, diceva loro e li fronteggiava faccia a faccia fino a quando ha sferrato un forte calcio sulla gamba a un militare. I colleghi a quel punto sono intervenuti per immobilizzare il 33enne, che continuava a dare calci e pugni per poi afferrare il pollice di un carabiniere torcendolo fino a provocargli una frattura, giudicata guaribile in 30 giorni.
L’uomo è stato arrestato con le accuse di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e ha trascorso una notte nella cella di sicurezza della caserma di Treviglio. Mercoledì mattina è stato accompagnato in tribunale. Davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo arresto è stato convalidato ed è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di firma quotidiano. Il processo per direttissima è stato rinviato al 10 settembre.


