I motivi del ‘No’ di Colere all’estensione verso Fontanamora: “La Legge è chiara, non ci sono le condizioni”
Nero su bianco, ecco le ragioni giuridiche per cui l’amministrazione ha espresso un parere negativo sulla proposta di Rsi: c’entra la normativa che regola la modifica delle concessioni in essere. La società: “Cercheremo il dialogo”
Colere. L’esito era già noto, ma il resoconto della seduta chiarisce alcuni aspetti forse ancora poco chiari del primo grande impedimento amministrativo nel progetto di collegamento delle stazioni sciistiche di Colere e Lizzola.
Ieri, martedì 12 agosto, sull’albo pretorio del Comune di Colere è stato pubblicato il verbale del consiglio comunale dello scorso 29 luglio. Da discutere, quella sera, c’era un unico ordine del giorno: la proposta da parte della società Rsi di estensione della concessione del demanio sciabile verso la Val Conchetta e il passo di Fontanamora. Di fatto, il primo step formale del progetto del maxi comprensorio.
Risale al febbraio 2023 l’accordo tra le parti per la concessione del demanio di Colere. Nel novembre dello stesso anno erano stati inaugurati i nuovi impianti in Val di Scalve dopo un investimento complessivo di circa 22 milioni di euro. Nell’autunno 2024 la società aveva poi protocollato al Comune, proprietario delle aree interessate, una richiesta di estensione della concessione in essere.
Un ampliamento non temporale, ma spaziale: la società vorrebbe allargare il demanio verso Fontanamora per realizzare la cabinovia da 10 posti che consentirebbe di arrivare al Pizzo di Petto, dove il progetto prevede il traforo di collegamento per raggiungere la Val Sedornia (lato Lizzola).
Il parere dell’amministrazione è stato tuttavia negativo. Come spiegato dal segretario comunale Gabriele Bondioni, la proposta si scontra infatti con l’articolo 175 del decreto legislativo n.50 del 18 aprile 2016, normativa che regola la modifica delle concessioni durante il loro periodo di validità.
La disposizione non esclude a priori l’estensione di una concessione in corso di esecuzione, ma la permette solamente nel caso in cui la richiesta risponda a due condizioni “legittimanti”: da un lato le modifiche devono essersi rese necessarie per “circostanze imprevedibili” per la stazione appaltante; dall’altro, i cambiamenti richiesti non possono risultare “sostanziali” e alterare considerevolmente gli elementi del contratto in essere. Se non si presentano queste due condizioni, la giurisprudenza nazionale prevede una nuova gara di aggiudicazione.
Bondioni riporta al consiglio comunale anche una precedente espressione dell’Anac – l’Autorità Nazionale Anticorruzione – che in passato ha negato, nell’ambito di una concessione, la possibilità di affidare alla stazione appaltante lavori e servizi non inclusi dalla convenzione originaria. “Mediante la modifica prospettata – si legge nel verbale – si consentirebbe la costruzione di ulteriori impianti non originariamente previsti la cui gestione e i consequenziali ricavi sarebbero contrattualmente assegnati al concessionario”.
La cabinovia Carbonera-Polzone nella staizone sciistica di ColereIl sindaco, Gabriele Bettineschi, ha precisato a fine seduta che il parere negativo nasce dal fatto che la proposta non può essere accolta così come formulata. “Il voto – ha dichiarato il primo cittadino – non deve tuttavia essere interpretato come un ‘no’ di natura ideologica, ma è motivato da ragioni di natura giuridica e finanziaria”. “Cercheremo il dialogo”, fa sapere Carlo Zanni, presidente della società Valle Decia (che detiene il 100% delle quote di Rsi), contattato sulla questione.
In virtù dei pareri tecnico-amministrativi contrari, è stata anche respinta la proposta di 135 coleresi che a inizio luglio avevano formalmente chiesto al sindaco di “procedere senza ulteriore indugio ad approvare la proposta di estensione”.


