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Calcio vieta vetro e lattine, l’ordinanza “inclusiva” tradotta in 7 lingue

Il Comune rafforza il divieto di consumo nelle aree pubbliche con cartelli multilingue per garantire il rispetto delle regole a tutti

Calcio. Stretta del Comune sul consumo di bevande in bottiglie di vetro e lattine nei parchi e nelle aree pubbliche del territorio. L’ordinanza firmata dal sindaco Marco Giacomo Gazzaniga vieta, d’ora in poi, il consumo di queste bevande dalle 18 alle 6, con l’obiettivo di garantire sicurezza, decoro e tutela della salute pubblica.

A Calcio l’inclusione passa attraverso il rispetto delle regole. Per questo motivo, per favorire la massima comprensione e adesione al provvedimento da parte di tutta la comunità, il Comune ha deciso di affiggere cartelli esplicativi dell’ordinanza (che verranno apposti nei prossimi giorni) in sette lingue: italiano, francese, inglese, arabo, kosovaro, hindi e urdu.

L’ordinanza, valida fino al 30 novembre, esclude l’uso di bottiglie e lattine all’interno dei locali pubblici o nei plateatici autorizzati, dove gli esercenti sono obbligati a servire i clienti con bicchieri di carta o plastica. La misura nasce dalla necessità di contrastare l’abbandono incontrollato di contenitori di vetro e lattine, fenomeno che crea pericoli, soprattutto nei luoghi frequentati da famiglie e bambini come i parchi pubblici.

“Quello che dà più fastidio, soprattutto nei parchi pubblici, è la presenza di bottiglie di vetro, come quelle della birra, abbandonate – spiega il sindaco Marco Gazzaniga -. Il che crea non poco disagio e disincentiva soprattutto bambini e famiglie a frequentare gli spazi verdi. E siccome ciò che vogliamo è che tutti, nessuno escluso, possano vivere in un ambiente sicuro e pulito abbiamo voluto tradurre un estratto dell’ordinanza in sette lingue diverse, per raggiungere tutta la nostra comunità e assicurare che ognuno capisca cosa è permesso e cosa no. Solo così – prosegue – possiamo costruire una convivenza serena e rispettosa per tutti”.

Per chi viola il divieto sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, con multe più severe in caso di recidiva.