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Regione, 317 milioni agli ospedali bergamaschi: nemmeno un euro per Treviglio e Romano, la Bassa insorge

Nel piano regionale 2025-2031 stanziati fondi per Bergamo, Alzano, Seriate e Piario. Nulla per l’Asst Bergamo Ovest. Medicina Democratica: “Cittadini di serie B. Si mina il diritto alla salute”

Regione Lombardia ha approvato il piano pluriennale di investimenti 2025-2031 in ambito sanitario, destinando 317 milioni di euro alla provincia di Bergamo. Il maxi stanziamento prevede, nel dettaglio, ben 100 milioni per l’ottava torre dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, 140 milioni per la ristrutturazione dell’ospedale di Alzano Lombardo, 60 milioni per la riqualificazione del Bolognini di Seriate e 17 milioni per il potenziamento del presidio di Piario.

Nell’elenco non figurano però le strutture ospedaliere di Treviglio e Romano, entrambi nel comprensorio dell’Asst Bergamo Ovest, di fatto, escluse. Una circostanza che ha suscitato polemiche e malumori nella Bassa.

E proprio da Romano, il sindaco Gianfranco Gafforelli ammette che l’esclusione della Bassa dagli stanziamenti “dispiace”, ma invita a considerare gli investimenti già effettuati in passato e quelli in corso a Piario per potenziare le strutture montane. “Questi interventi erano impegni presi da tempo e, per onestà intellettuale, va detto – spiega -. Siamo grati per quei finanziamenti e ci auguriamo di essere considerati anche in futuro. Romano ha le potenzialità e i numeri per essere all’altezza della situazione”.

Il sindaco di Treviglio Juri Imeri, commentando la nota diramata in queste ore dall’Asst Bergamo Ovest, ha definito il comunicato, nel quale si fa il punto sui cantieri attivi nelle strutture della Bassa, utile a chiarire quante risorse si stiano investendo sugli ospedali e sui presidi territoriali. “Che poi servano ulteriori fondi e maggiore attenzione alla Pianura Bergamasca è indubbio – ha aggiunto – ma come territorio dobbiamo evitare di apparire come chi ha la sindrome di Calimero”. Imeri ha quindi richiamato le potenzialità del territorio, “fatte di imprese, cultura, servizi e amministratori competenti”, invitando a non mettersi in contrapposizione, ma a lavorare insieme per ottenere la giusta attenzione istituzionale, con il supporto dei rappresentanti regionali e nazionali.

Il consigliere regionale della Lega, Giovanni Malanchini, pur riconoscendo gli investimenti effettuati a Bergamo e Alzano, richiama invece l’attenzione sulle carenze dell’Asst Bergamo Ovest. “La Bassa Bergamasca è rimasta indietro, non solo in sanità ma anche in infrastrutture e trasporti. È il momento di riconoscere il valore di questo territorio”, afferma, precisando che la delibera regionale non prevede nuovi fondi ma solo linee progettuali future e criticando la confusione generata da chi ha spacciato per nuovi investimenti quelli già pianificati.

A reagire con durezza è Medicina Democratica, sezione di Treviglio e provincia di Bergamo, che parla di una vera e propria discriminazione, definendo i cittadini della Bassa “di serie B”.

In un comunicato, gli attivisti denunciano non solo la mancanza di fondi concreti ma anche l’assenza dell’Asst Bergamo Ovest nella programmazione regionale futura, che ritengono un segnale allarmante.

“È lecito – si legge nella nota – sospettare che questa esclusione sia parte di una strategia di progressivo disinvestimento nella sanità pubblica, lasciando spazio ai privati proprio dove il pubblico viene indebolito. Una strategia silenziosa, ma concreta, che mina il diritto alla salute universale sancito dalla Costituzione”.

Medicina Democratica evidenzia inoltre la carenza di case e ospedali di comunità promessi e invita il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asst Bergamo Ovest, Juri Imeri, sindaco di Treviglio, a prendere una posizione pubblica decisa per difendere il territorio. Sottolineano che non è più accettabile tacere quando la Regione ignora un’intera area provinciale, e che servono azioni concrete, non promesse o slide.

Il movimento chiede quindi a Regione il reinserimento dell’Asst Bergamo Ovest nella programmazione sanitaria regionale, trasparenza sulle reali intenzioni dell’ente verso la sanità pubblica nella Bassa e lo stanziamento di risorse effettive, non solo progetti a lungo termine destinati a rimanere – a detta degli attivisti – lettera morta.