Seconda seduta della Conferenza dei servizi relativa alla proposta di installazione di un nuovo impianto avanzata dall’azienda: sindaci delusi dall’esito, convinti che i punti evidenziati dall’Agenzia di Tutela della Salute sarebbero stati sufficienti a fermare l’iter. Non accolta nemmeno la causa ostativa urbanistica sollevata dal Comune di Montello
Nove ore di confronto acceso, con al centro la relazione che Ats Bergamo ha fatto pervenire in Provincia riguardo la proposta avanzata dalla Montello Spa di poter installare un termovalorizzatore per la produzione di energia elettrica e termica: la seconda conferenza dei servizi sul tema, convocata per la mattinata di mercoledì 6 agosto, si è prolungata fino alle 19 e si è conclusa tra la delusione dei sindaci che sin dall’inizio dell’iter si sono posti in netta contrapposizione all’iniziativa.
Tanti i temi portati al tavolo della discussione, con l’azienda che ha illustrato i dettagli del proprio intervento, ma punto cardine è stato il contributo valutativo predisposto dall’Agenzia di Tutela della Salute che, nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ha presentato le proprie osservazioni in merito agli impatti sulla salute pubblica derivanti dalla possibile entrata in servizio dell’impianto, esaminando tutta una serie di integrazioni presentate dall’azienda ad integrazione del progetto.
Una relazione dettagliata, articolata in dieci pagine e suddivisa sostanzialmente in due macro-aree relative da un lato a una “valutazione dell’approccio tossicologico” e dell’altro alla “valutazione dell’approccio epidemiologico”: richiamando la necessità di avere ulteriori delucidazioni in merito alla documentazione fornita dalla Montello, definita a più riprese “non completa” o “solo parzialmente esaustiva”, Ats ha evidenziato l’impossibilità di “esprimere una valutazione tecnica definitiva”, pur sottolineando diverse criticità sul piano sanitario.
Ed è proprio sui rischi per la salute pubblica che hanno insistito i sindaci, convinti che la relazione in realtà lascerebbe ben pochi dubbi sugli impatti dannosi che l’impianto avrebbe sul territorio: citando Ats nel merito dei risultati degli studi presentati dall’azienda, la preoccupazione si fonda sul “potenziale contributo sanitario non trascurabile nello scenario attuale”, con “interrogativi circa la validità delle proiezioni migliorative assunte nello scenario futuro, che non potrà essere verificato se non nella fase post-operativa”.
Sempre l’Agenzia di Tutela della Salute parla di un impianto che “anche in scenari di efficienza migliorata, emetterà inquinanti associati a rischi potenzialmente tossici e/o cancerogeni”, che andrebbe a inserirsi in un’area a particolare “vulnerabilità”, “densamente abitata” e già soggetta a “pressione ambientale multipla (altri impianti, traffico veicolare importante”.
Tutti elementi che, secondo quanto esposto dai primi cittadini, sarebbero stati sufficienti per interrompere l’iter autorizzativo, così come altre due obiezioni sollevate nel corso della discussione.
La prima è stata un richiamo al recente ricorso al Tar presentato dalle amministrazioni comunali di Bagnatica, Brusaporto, Costa di Mezzate e Gorlago contro la Provincia di Bergamo, al cui Settore Ambiente avevano già fatto pervenire una richiesta ufficiale di sospensione della conferenza dei servizi , ritenendola incompatibile con altri procedimenti già in corso e mai arrivati a conclusione: da una parte il procedimento di riesame complessivo con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e dall’altra il monitoraggio e la verifica dell’efficacia delle prescrizioni volte a contenere le emissioni odorigene prodotte dall’impianto di via Filzi.
Una richiesta che via Tasso aveva già respinto nell’ambito della prima seduta dello scorso 21 maggio, così come mercoledì non ha accolto “l’asso nella manica” calato dal Comune di Montello in prima convocazione , non riconoscendo la “causa ostativa di carattere urbanistico” legata a una convenzione privata in essere fino al 2032 che precluderebbe la realizzazione del termovalorizzatore sull’area individuata.
Un risvolto che non è piaciuto ai sindaci, delusi da un finale che ha lasciato loro l’amaro in bocca: dunque l’iter prosegue e anche se al momento non c’è ancora una data per il prossimo confronto, la seduta si annuncia già rovente.