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Ponte sullo Stretto, il Partito Popolare del Nord: “Un governo leghista che spende solo per il Sud”
Ecco come sarà il Ponte sullo Stretto

Via libera per la realizzazione del collegamento tra Calabria e Sicilia: cantieri da settembre. L’attacco del segretario Castelli: “Si sfrutta il residuo fiscale dei territori settentrionali”

Dopo decenni di false partenze e polemiche, è stato approvato il progetto esecutivo per il Ponte sullo Stretto tra Calabria e Sicilia. L’obiettivo è aprire i primi cantieri in autunno e arrivare al taglio del nastro tra 7-8 anni. Sarà “il ponte a campata unica più lungo del mondo”, ha annunciato il vicepremier e titolare delle Infrastrutture Matteo Salvini.

“Mentre sull’Adda ‘tagliano’ due ponti (Brivio e Paderno) e una vasta zona della Lombardia rischia di venir tagliata in due – l’attacco di Roberto Castelli, segretario politico del Partito Popolare del Nord -, un fiume di denaro in larga parte proveniente dal residuo fiscale del Nord invaderà le terre meridionali”.

“Nel Pnrr per il Nord non è previsto nemmeno un euro per strade e autostrade, a fronte dei 100 miliardi di residuo fiscale che lasciamo nelle casse di Roma ogni anno – continua Castelli -. C’è un problema finanziario che è anche un insopportabile problema di giustizia tra territori”.

Il Ponte costerà 13,5 miliardi. Le opposizioni, i sindacati, le ong e i territori hanno lanciato l’allarme sui rischi, ritenendolo un “colossale spreco” di denaro pubblico. “Tutto sarebbe fisiologico se  lo stesso metro venisse usato anche al Nord, dove c’è il vero traffico e c’è assoluta necessità di infrastrutture”, conclude il segretario del Partito.