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“L’altalena che uccise la piccola Ritaj non era a norma, in Comune sapevano”. Cinque indagati per omicidio colposo
L'altalena sequestrata dopo la tragedia. Nel riquadro, la piccola Ritaj Lahmar

La bimba, 6 anni, morì il 2 settembre 2024 nel parco giochi di San Filastro. Chiuse le indagini: due anni prima della tragedia la prima segnalazione agli uffici comunali. Sotto inchiesta il sindaco Micheli, l’assessore ai Lavori Pubblici e i responsabili tecnici

Villongo. Era una sera di tarda estate, si avvicinava il primo giorno di scuola. Ritaj Lahmar, 6 anni, avrebbe dovuto iniziare la seconda elementare a Credaro. Dopo più di 9 mesi la Procura di Bergamo ha chiuso le indagini preliminari sulla tragica vicenda della bimba di origini marocchine morta il 2 settembre 2024 dopo essere stata colpita da un’altalena per disabili in un parco giochi di Villongo.

Cinque persone sono state iscritte all’elenco degli indagati. Ci sono il sindaco del paese Francesco Micheli e l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Vigani, entrambi in carica dal giugno 2022. Presenti anche i tre responsabili che si sono succeduti alla guida dell’ufficio tecnico del Comune dal 1° gennaio 2022 ad oggi: Santina Crevena sino al 28 febbraio 2023, Nunzio Pantò dal 1° marzo 2023 al 1° gennaio 2024 e Alfredo Zappella a partire dal 2 gennaio 2024.

La tragedia si consumò in un parco giochi di San Filastro, uno dei due grandi quartieri di Villongo. Mentre si dondolava su un’altalena per disabili, la piccola perse l’equilibrio e cadde distesa al suolo: la pedana del gioco, ancora in movimento, la colpì fatalmente alla testa provocandole lesioni gravissime che poche ore dopo ne causarono la morte. Alcune settimane più tardi, ad ottobre, Ritaj avrebbe compiuto 7 anni.

Il pubblico ministero Letizia Aloisio aprì un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti risale al 24 marzo 2022 la prima relazione in cui Dimensione Comunità Srl, azienda incaricata della messa in sicurezza degli arredi nei parchi pubblici del paese, informa gli uffici comunali di come l’altalena si presentasse “ammalorata e vandalizzata”. Diverse le crepe visibili sulla giostra, “completamente rotte” le catene che avrebbero dovuto limitare il dondolio della pedana.

Alla prima comunicazione seguì, il 1° luglio, una mail in cui l’azienda di Seriate allegava il preventivo per la riparazione o per la sostituzione del gioco. E ancora, il 15 dicembre dello stesso anno, una nuova segnalazione agli uffici competenti.

Quella sera la piccola Ritaj salì sulla giostra insieme ad un coetaneo: la spinta dei bambini che si trovavano intorno all’altalena causò un’oscillazione della pedana vicina ai 90 gradi dovuta al mancato funzionamento delle catene ‘limitatrici’. L’ampiezza massima consentita sul piano orizzontale, per comprendere meglio l’entità del movimento, sarebbe di 25 gradi.

Secondo la Procura gli indagati sono in “cooperazione colposa” per negligenza, imprudenza e imperizia. Da un lato le figure ‘tecniche’, che non si sarebbero attivate per la riparazione del gioco: gli inquirenti hanno accertato come fosse dal 2023 che l’altalena non veniva sottoposta ad una manutenzione periodica da parte di personale qualificato. “Stiamo ancora leggendo le carte – afferma Benedetto Maria Bonomo, legale difensore dell’attuale responsabile dell’ufficio tecnico Zappella -. Qualsiasi dichiarazione è prematura, serve attribuire le responsabilità”.

Dall’altro lato i politici, il sindaco Micheli e l’assessore Vigani. Ai due, che già prima del tragico fatto sarebbero stati informati della situazione di pericolo nel parco, è contestata la mancata vigilanza sull’attività dell’ufficio tecnico, ma anche l’omessa adozione di provvedimenti che avrebbero impedito ai bambini di salire sulla giostra. “Abbiamo chiesto l’interrogatorio per chiarire al meglio la nostra posizione”, dichiara l’avvocato del primo cittadino Enrico Pelillo.

Il legale spiega di aver anche depositato una memoria difensiva per fare luce sulla differenza nei profili di responsabilità di una figura politica eletta in un ente pubblico comunale e di un tecnico dipendente. Anche l’assessore Vigani, tramite il suo difensore, ha già fatto richiesta per essere ascoltato dagli inquirenti. “L’interrogatorio dovrebbe essere fissato a settembre – precisa il legale, Michele Cesari -. Anche la nostra tesi sarà corroborata da una memoria difensiva”.