Logo

Temi del giorno:

Caprino Bergamasco, raccolta firme per evitare la chiusura della casa delle Madri Canossiane

Un’accorata lettera per la Madre Superiore e una petizione per evitare che a fine settembre le suore, dopo 134 anni di presenza, lascino la comunità

Caprino Bergamasco. A fine settembre chiude a Caprino Bergamasco la casa delle Madri Canossiane. L’avviso è stato dato sul bollettino settimanale della parrocchia: “È con grande dispiacere che comunichiamo la chiusura della casa delle Madri Canossiane a Caprino. La loro presenza in paese durava dal 1891″.

“Non si accende una lampada per metterla sotto un secchio, ma piuttosto per metterla in alto, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa”. Augusto Fumagalli, citando un passo del vangelo di Matteo, ha preso carta e penna per dare voce alla comunità, scrivendo alla Madre Superiore e lanciando una raccolta firme su change.org “Per le Madri Canossiane”.

“Reverendissima madre – scrive Fumagalli -, è con profondo sconcerto e con intenso dolore che apprendiamo della decisione, certamente dettata dalla necessità, di chiudere il vostro convento presente nella nostra piccola realtà ed è per questo motivo che veniamo a lei con queste povere parole, perché caritas urget nos, ci spinge l’amore che proviamo per le figlie di Santa Maddalena di Canossa”.

“Vorremmo prendere spunto dalla frase matteana, per illustrare meglio quale grande valore il vostro ordine ha rappresentato nel nostro paese, nella nostra storia, nelle nostre vite – continua Fumagalli -. Le reverende madri che si sono succedute in questi più di centotrent’anni di presenza in mezzo a noi sono state segno vivo ed efficace del Vangelo, della sua bellezza, della gioia che viene dal servizio di Cristo e dei fratelli. Inoltre, la vita e la storia di Caprino si è indissolubilmente legata a quella di questo convento”.

Tra i motivi della chiusura, illustrati sempre sull’informatore parrocchiale, la crisi vocazionale che colpisce anche le suore: “Purtroppo, il calo di vocazioni dell’ordine canossiano e la difficoltà della gestione della grande casa con sole cinque madri hanno portato l’Istituto a questa decisione”.

Amate dalla comunità, per cui si sono sempre messe a servizio, il promotore della petizione ricorda come la dedizione, la preghiera e il lavoro svolto dalle madri Canossiane all’interno della comunità siano un patrimonio che va ben oltre le dimensioni fisiche del monastero.

“Non è certamente il caso di passare in rassegna ogni singolo istante di questo intreccio di storie, perché Lei è sicuramente a conoscenza degli snodi fondamentali. Tuttavia, come non menzionare il ruolo di Madre Rita nell’educazione all’attenzione verso i più bisognosi, quando faceva preparare i pacchi per le missioni ai giovanissimi dell’Oratorio? E l’impegno per l’arte della recitazione di Madre Irma e della già ricordata Madre Rita? Ma soprattutto come non ricordare il grande ruolo svolto nell’educazione dei più piccoli, nella formazione alla vita cristiana, nella cura della liturgia – a Madre Flora si deve la creazione dell’ancor vivente Corale San Biagio –, nell’attenzione agli anziani – i lunghi anni di attività del Pensionato –, nella vicinanza ai malati e sofferenti attraverso la distribuzione dell’Eucaristia nelle case? Le Reverende Madri son state modello di umiltà e servizio silenzioso, di preghiera e di fede. Un prezioso ricordo si conserva della santità di Madre Angela Bertoletti, che proprio qui si è formata e qui è tornata al Padre. La Vostra presenza in mezzo a noi è stata proprio la lucerna di cui parla il Vangelo posta in alto: silenziose, discrete, ma fondamentale esempio di vita cristiana”.

La parrocchia ha già ringraziato le Madri Canossiane: “In questo momento non ci resta che ringraziare per il dono che le Madri sono state per la parrocchia e per il paese e accompagnare con la preghiera le cinque madri che per la fine di settembre lasceranno Caprino per altre destinazioni. La loro partenza lascerà un grande vuoto”.

Fumagalli, nel concludere la missiva, oltre alla mancanza di vocazioni ricorda che un altro motivo della chiusura è di carattere economico. “Sappiamo che uno dei motivi, accanto alla crisi vocazionale che imperversa nella Chiesa europea, che ha portato a questa scelta è dovuto alla gravità del peso economico della struttura che vi ospita. Nell’anno giubilare, il cui tema è la speranza, noi osiamo sperare che resti una piccola via da percorrere. Siamo dunque a supplicare la reverenza Vostra di poterci indicare una possibile soluzione per fare in modo che continui la presenza della Canossiane in mezzo a noi: siamo una piccola realtà, questo è vero, ma nella crescente indifferenza verso la fede in Cristo, voi sareste un faro di speranza! Che possiamo fare per evitare che questa grande luce venga posta, per noi, sotto un secchio?”. Affidandoci alla tradizione popolare verrebbe da dire “Aiutati che il ciel t’aiuta”.