“La difesa è sempre legittima”, Domenico Scarcella racconta in un libro il trauma della rapina in casa
Il maresciallo in pensione della Guardia di Finanza racconta i fatti del 27 aprile 2024, quando ha sparato a uno dei ladri che si erano introdotti nella sua abitazione di Longuelo, e la paura, l’angoscia e l’impotenza che ha vissuto nei mesi successivi
“La difesa è sempre legittima” è il titolo del libro scritto da Domenico Scarcella, maresciallo della Guardia di Finanza in pensione, che ha deciso di raccontare i fatti accaduti il 27 aprile 2024, “quando ho esploso un colpo di pistola ferendo uno dei due delinquenti che si erano introdotti nella mia abitazione sita in Bergamo dopo essere stato scaraventato violentemente giù dal letto sul quale riposavo. Armati di pistola e piede di porco, mi intimarono di consegnare altro danaro oltre ai 500 euro rinvenuti nel mio borsello posto sulla cassettiera”.
Quella sera i due malviventi, entrambi di origine albanese e mascherati con passamontagna, entrarono nella villetta a schiera forzando una porta finestra sul retro con un piede di porco. Sorpresero l’anziano mentre stava guardando la televisione, e lo strattonarono per ottenere soldi e valori. Il padrone di casa aveva un revolver sotto il cuscino, lo prese e sparò un colpo in aria, ferendo leggermente al collo uno dei rapinatori. Spaventati, i due fuggirono. Il ferito si fece medicare al pronto soccorso e venne arrestato, portando all’arresto anche il suo complice. Entrambi i ladri sono stati condannati per rapina: Edvin Palushi, il 27enne ferito, ha ricevuto una pena di 5 anni e 8 mesi con rito abbreviato, mentre Fatmir Mollaj, 26 anni, è stato condannato a 7 anni e mezzo con rito ordinario. I due stanno scontando la loro pena in carcere e, una volta terminata la detenzione, saranno espulsi.
Nel libro il maresciallo in pensione invita “alla riflessione sull’importanza di prevenire questi episodi e di supportare chi ne è stato colpito”.
Scarcella ricorda con chiarezza la notte dell’aggressione: “Quella resterà impressa nella mia memoria come un ricordo difficile da cancellare. Una rapina in casa, un momento in cui tutto sembrava precipitare e il senso di sicurezza che avevo costruito nel tempo si è sgretolato in pochi istanti. Non è stato solo il furto di oggetti materiali e di denaro, ma anche la perdita di quella sensazione di protezione che pensavo fosse innata nel mio ambiente più intimo. Questa esperienza ha lasciato tracce profonde nel mio cuore e nella mia mente. La paura, l’angoscia e l’impotenza sono state compagne quotidiane nei mesi successivi. Mi sono reso conto di quanto sia fragile il nostro senso di sicurezza e di quanto possa essere sconvolgente sentirsi violati nel proprio spazio più sacro”.
Per quell’episodio, Scarcella è stato indagato per tentato omicidio. L’iter giudiziario si è concluso con l’archiviazione del caso l’8 gennaio scorso quando la magistratura ha riconosciuto la legittima difesa. Secondo il gip “i rapinatori hanno posto in pericolo non soltanto interessi patrimoniali, ma anche beni giuridici fondamentali di rango primario come la vita e l’incolumità fisica dello Scarcella“. Inoltre, il giudice ha sottolineato che l’86enne “non aveva una modalità di azione meno lesiva” e che, sempre secondo la sua valutazione, il rapinatore ferito “ha contribuito ad accrescere la potenzialità lesiva e letale del colpo di pistola essendosi proteso in avanti”, probabilmente nel tentativo di disarmare il proprietario di casa.
“Scrivere di questa vicenda nasce dal desiderio di condividere non solo ciò che è accaduto, ma anche ciò che ho imparato e per la forza di rialzarmi per andare avanti. Ogni vittima affronta il trauma a modo suo, e spero che questa testimonianza possa aiutare chi si trovasse a vivere situazioni simili a sentirsi meno solo, sapendo che il dolore, seppur profondo, può essere affrontato e superato”.


