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Castel Cerreto piange “Pieri” Pilenga, l’oste dal cuore granata

È morto a 56 anni Pierluigi Pilenga, storico gestore del New Pilly Bar. Figura amata tra Treviglio e la frazione, era conosciuto per la sua cucina genuina e la passione viscerale per il Toro

Castel Cerreto. Il suo fare apparentemente burbero, così come la sua schiettezza, resteranno per sempre nel ricordo degli avventori del bar trattoria New Pilly Bar di Castel Cerreto, che oggi piangono la morte del suo gestore, Pierluigi Pilenga – per tutti “Pieri” – di 56 anni. La sua stazza, per quanto imponente, nulla ha potuto contro quel brutto male che, nel giro di pochi mesi, se l’è portato via.

La sua scomparsa ha gettato nel dolore le comunità di Castel Cerreto e di Treviglio, dove viveva e dove era molto conosciuto, che, ora, si stringono attorno alla madre Tina, al fratello Enea e alla figlia Elena.

In molti ricordano Pilenga come una persona concreta, semplice e dal grande cuore. Qualità che si riflettevano nella sua cucina, genuina e senza troppi fronzoli. Un gigante dal cuore d’oro, insomma, come ha confermato la compagna Stefania, straziata dalla prematura perdita: “Era troppo buono, con tutti. E anche con chi non se lo meritava”.

Una passione, quella per la ristorazione, a cui si è dedicato quando nel 1999 ha deciso di seguire le orme di papà Carlo (scomparso a novembre del 2024), rilevando quello che sarebbe poi diventato il New Pilly Bar, al quale diede, poi, un’impronta di risotteria.

Tifoso sfegatato del “Toro”, ospitava nel locale di piazza Boffi la sede del Torino Club Treviglio. Un’ossessione per il colore granata che, forse non per caso, si è riversata anche nella scelta di grembiuli e tovaglioli: tutti rigorosamente bordeaux.

Da qualche tempo, Pilenga gestiva in società il ristorante Thi.Pi di Castel Rozzone. Il suo nome è indissolubilmente legato alle vicissitudini di Gino il pappagallo, la mascotte del ristorante: un bellissimo esemplare di Amazzone Testa Gialla che, per un groviglio di regolamenti, venne spostato, a seguito di una segnalazione, a casa di un conoscente. Un caso che, appena esploso, accese i riflettori sulla piccola frazione trevigliese, che per diverso tempo cavalcò le cronache locali e nazionali.

La salma è stata composta nella camera ardente allestita in via Case Operaie 44, dove ha trascorso gli ultimi giorni di vita tra il calore di amici e familiari che, fino all’ultimo istante, lo hanno accudito. Nella bara, la maglia e la sciarpa del Torino. I funerali avranno luogo alle 15 di venerdì, nella Basilica di San Martino di Treviglio