Le case a uso sociale del complesso di Generavivo hanno lo scopo di rispondere sia al bisogno abitativo di persone che possiedono una condizione di fragilità, sia al desiderio di persone che intendono mettersi a servizio, in una logica di lavoro volontario e prossimità, ad esempio su attività di portierato sociale
Al centro c’è la dimensione comunitaria e relazionale dell’abitare: in questi giorni iniziano ad aprirsi le porte delle 64 abitazioni destinate ad accogliere oltre 120 persone al Villaggio degli Sposi, a Bergamo.
La Giunta Carnevali sigla la convenzione tra Comune di Bergamo e Abitare Condividere società cooperativa edilizia, che permette l’introduzione di quattro nuovi spazi di natura sociale- ambulatorio medico e infermieristico; case ad uso sociale, palestra e sala polivalente.
Il progetto nasce il 22 dicembre 2022 quando il Comune di Bergamo, Abitare Condividere società cooperativa edilizia e Namasté società cooperativa sociale hanno sottoscritto una prima Convenzione per l’attuazione di un intervento di edilizia economico popolare in Via Guerrazzi. In quel documento si stabiliva “la realizzazione di edifici ad uso abitazioni di tipo economico e popolare del volume non superiore a 13.900 mc e una volumetria di mc 4.800 a destinazione servizi sociali.”
Proprio in questi giorni si stanno aprendo le porte delle prime abitazioni: 64 case destinate ad accogliere oltre 120 persone.
Durante il lungo percorso di conoscenza reciproca, costruzione di legami di fiducia e co-progettazione sostenuto dagli abitanti nel corso degli anni, in parallelo alla realizzazione del cantiere e all’avanzamento dei passaggi amministrativi, sono stati individuati quattro valori qualificanti e fondanti per la comunità: libertà, partecipazione, accoglienza e cura dell’ambiente. Tutti valori che raccontano una sensibilità tesa a coniugare dentro e fuori, e un progetto di vita privato e contemporaneamente comprensivo di uno slancio civile e comunitario.
Il questo quadro, si inseriscono oggi queglispazi di natura sociale presenti nel Progetto destinati a quattro specifiche destinazioni d’uso – ambulatorio medico e infermieristico; case ad uso sociale; palestra e sala polivalente – che la Convenzione approvata qualche giorno fa va a definire nel dettaglio.
In particolare:
Le case a uso sociale del complesso di Generavivo hanno lo scopo di rispondere sia al bisogno abitativo di persone che possiedono una condizione di fragilità, sia al desiderio di persone che intendono mettersi a servizio, in una logica di lavoro volontario e prossimità, ad esempio su attività di portierato sociale. La fragilità può essere temporanea, dovuta al contesto sociale o eventi traumatici della vita, o permanente a causa di parziale invalidità fisica o psichica, e può necessitare di un ambiente protetto con l’eventuale contributo di figure professionali.
Gli abitanti di Generavivo scelgono di essere a disposizione, con le proprie risorse di tempo e competenze, nel sostenere e facilitare la vita degli abitanti di queste case, con la convinzione che ognuno di loro possa essere nello stesso tempo aiutato e d’aiuto per qualcun altro in un’economia di reciproca solidarietà umana.
Nello specifico, un’unità immobiliare, composta di tre camere, due bagni, una zona giorno verrà gestita prioritariamente in collaborazione con il Comune di Bergamo e sarà destinata all’accoglienza a canone calmierato di nuclei, anche in uscita dai servizi di accoglienza, con autonomia economica, che esprimono un bisogno abitativo particolare. Può trattarsi di anziani autosufficienti, padri separati, working poor, donne sole con figli minori, donne vittime di violenza che intraprendono il percorso di autonomia o semi-autonomia.
Altre unità immobiliari, per un totale di 25 posti, verranno gestite in collaborazione con la Cooperativa Namasté. In questo caso verranno accolte persone che necessitano sia di un luogo protetto che di intervento educativo, ma comunque capaci di poter vivere al meglio l’esperienza di vita condivisa che il progetto offre.
Sette posti saranno dedicati a una piccola comunità di convivenza per persone con disabilità cognitiva non grave; da 7 a 10 posti saranno dedicati a studenti universitari che avranno il desiderio di vivere un’esperienza di vita condivisa e solidale; i posti restanti (da 8 a 11) saranno assegnati a persone che possano tendere ad una vita autonoma senza particolari bisogni di assistenza sanitaria, o che necessitano di abitazione per un percorso di autonomia personale e/o emancipazione per prevenire situazioni di emarginazione sociale; o che desiderano sperimentare e vivere in situazioni di vita condivisa in spazi comuni con altre persone; o che non devono avere bisogno di particolari supporti professionali se non un tutoraggio o un accompagnamento periodico.
L’ambulatorio medico e infermieristico, è pensato come uno spazio volto all’accoglienza e alla cura della persona nella sua globalità e complessità, fatta di corpo, psiche e spirito. L’organizzazione delle attività favorisce approcci integrati e multi-disciplinari, oltre che la prossimità non solo nei confronti dei bisogni clinici e medici della persona, ma anche verso le sue esigenze e aspirazioni sociali e relazionali.
I professionisti che lavoreranno nell’ambulatorio si obbligheranno a rispettare i quattro valori che la comunità Generavivo ha scelto, valorizzando quindi l’ascolto dei pazienti e il loro contributo personale all’interno del loro percorso terapeutico, la cultura e l’attenzione per le tematiche di genere e per la complessità proveniente dalla convivenza multi-culturale, oltre che scelte organizzative e gestionali a ridotto impatto ambientale.
Nell’ambulatorio verranno inoltre erogate prestazioni sanitarie gratuite ad almeno 15 persone all’anno individuate dai Servizi sociali, preferibilmente residenti e/o domiciliate presso il quartiere di Villaggio degli Sposi.
Tramite i professionisti che opereranno nell’ambulatorio, verranno infine realizzati incontri di formazione, sensibilizzazione e prevenzione gratuiti sui temi della salute nei Centri per Tutte le Età cittadini.
La palestra, oltre a essere a disposizione degli abitanti del complesso immobiliare, vuole diventare una risorsa per i bisogni del quartiere. È prevista l’applicazione di una tariffa calmierata per il suo utilizzo da parte di gruppi e associazioni che vantino tra i propri scopi sociali l’inclusione e la promozione di uno sport accessibile, oltre che la possibilità per il Comune di richiederne l’utilizzo gratuito per proprie necessità istituzionali e/o di territorio per un massimo di 10 giornate all’anno.
La sala polivalente, cuore pulsante delle relazioni di questa comunità, sarà un luogo dove stare, condividere, mangiare insieme, creare relazioni, confrontarsi su temi di vita quotidiana, cultura e attualità. Gli abitanti di Generavivo desiderano aprire questo luogo anche alla comunità circostante creando occasioni di festa, conoscenza e reciproco arricchimento.
Particolare attenzione verrà posta ad eventuali proposte delle associazioni del territorio che promuovono stili di vita collaborativi e solidali, alle nuove generazioni e a tutte le iniziative a loro favore.
È prevista la possibilità di utilizzo da parte del Comune (gratuito), di associazioni e gruppi esterni (a fronte del pagamento di un contributo a copertura delle spese vive) per iniziative sociali, culturali, ricreative, formative e assembleari di interesse collettivo per un numero di ore non inferiore a 18 al mese.
“Generavivo è il frutto di un lungo e coraggioso processo partecipativo in cui gli abitanti sono stati protagonisti attivi, assumendosi la responsabilità di costruire una comunità fondata su legami autentici, cura reciproca e attenzione al bene comune. Non siamo davanti a un semplice intervento edilizio, ma alla concreta dimostrazione che è possibile abitare in modo generativo: mettendo al centro le persone e la loro capacità di creare valore insieme. La cooperazione, in questo senso, si rivela un potente strumento di trasformazione sociale: non più solo erogazione di servizi, ma costruzione condivisa di relazioni significative e inclusive.” Matteo Sana, Presidente Abitare Condividere Soc. Coop. Edilizia
“Cooperativa Namasté, grazie a questa intensa collaborazione con tutti i soggetti parte del progetto, ha rigenerato un luogo di origini antiche, un’eredità preziosa che oggi trova una sua reale collocazione feconda nella città. Nella trasformazione di questa eredità è stato necessario unirsi ad altri, condividere saperi ed averi, rischiare e fidarsi gli uni degli altri. Si intraprende ora un sentiero che vedrà camminare assieme servizio comunemente inteso e comunità di famiglie, molto più che vicini di casa. A Namasté il compito di attraversare questa vicinanza con profonda grazia verso ciò che è stato e attenta capacità di sostenere ciò che verrà.” Alice Salvi, Presidente Namasté Soc. Coop. Sociale