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Dodici anni senza Padre Paolo Dall’Oglio, Rocchetti: “Le sue parole resistono nel tempo”
Foto da Wiki

Il direttore artistico di Li. Ber: “Sarebbe dovuto ritornare a Molte Fedi dove aveva già partecipato alla prima edizione”

Sono trascorsi dodici anni dalla notte tra il 28 e il 29 luglio 2013, in cui si sono perse le tracce di Padre Paolo Dall’Oglio, gesuita romano rientrato in Siria sfidando il regime di Assad da cui era stato espulso nel giugno 2012.

La sua ultima immagine risale a una manifestazione, tra i giovani inneggianti fra le bandiere della nuova Siria nella città di Raqqa, poi il silenzio, rotto solo da voci incontrollate del ritrovamento del cadavere in qualche fossa comune, ma senza mai prove o testimonianze oggettive.

In occasione dell’anniversario della scomparsa, Daniele Rocchetti, ex presidente delle Acli provinciali di Bergamo e ideatore della rassegna culturale Molte Fedi sotto lo stesso cielo, oggi direttore artistico di Li. Ber (associazione dei Librai Bergamaschi), lo ricorda con un accorato messaggio sui social. In un post su Facebook scrive: “Me lo ricordo bene quel giorno. Con il gruppo che guidavo, ero a Betlemme e mi raggiunse la voce della tua scomparsa. C’eravamo sentiti una decina di giorni prima perchè saresti dovuto ritornare a Molte Fedi dove avevi già partecipato alla prima edizione. Nel frattempo, ero salito a trovarti un paio di volte a Mar Musa, nello splendido monastero appollaiato nel deserto del Nebek, in Siria. ‘Ci rivediamo tra non molto’, mi dicesti al telefono. Paolo carissimo, non so dove tu sia. So che le tue parole di giustizia, riconciliazione delle differenze e di pace resistono nel tempo. E sono attuali sempre di più”.