Bergamo come Firenze, 6 ecoisole interrate per i commercianti: “Via i rifiuti dai marciapiedi”
All’esterno saranno visibili solo le torrette di conferimento: in futuro non si esclude di estendere il servizio ai residenti e in Città Alta. Ecco dove saranno i primi punti di raccolta
Bergamo. Era il progetto più complesso tra quelli finanziati dal Pnrr, con i tecnici che per più di un anno si sono dibattuti tra vincoli archeologici e sottoservizi per individuare nell’elenco di partenza di 50 siti le aree adatte e portare così anche a Bergamo un modello già ampiamente sperimentato a Firenze.
Entro giugno 2026 in città arriveranno le prime 6 ecoisole interrate per agevolare il servizio di raccolta. In una prima fase saranno dedicate solamente ai commercianti: “Serviranno per evitare ingombri sui marciapiedi, ma anche nei locali delle attività stesse”, spiega l’assessora alla Transizione ecologica Oriana Ruzzini.
Per più di un anno il personale del servizio Ambiente di Palazzo Frizzoni e i tecnici della Soprintendenza hanno studiato le planimetrie cittadine per individuare punti adatti agli scavi necessari per l’installazione, all’interno di vasche di cemento sigillate, dei contenitori di ultima generazione dotati di sensori di riempimento. “Dopo le necessarie verifiche archeologiche abbiamo individuato sei aree centrali esteticamente non impattanti”, precisa Ruzzini.
La conferenza stampa di presentazioneL’ecoisola più vicina al Sentierone sarà realizzata tra largo Belotti e via Partigiani, non lontano dal Centro Piacentiniano. La seconda piattaforma, in via Longo, servirà Borgo Santa Caterina, mentre in Borgo San Leonardo i contenitori saranno installati sotto via Zambonate. Le restanti tre prenderanno forma in via San Francesco d’Assisi – per intercettare i rifiuti delle attività che si affacciano su via Papa Giovanni -, via Ghislanzoni e via Rubini, a due passi da Borgo Palazzo.
Il rendering dell'ecoisola in via San Francesco“I siti scelti sono tutti a rischio archeologico moderato o escluso – sostiene Laura Milanese, progettista del servizio Ambiente del Comune -. Non sono le posizioni migliori, ma quelle che ad oggi hanno ricevuto il via libera dalla Soprintendenza a fronte di scavi pregressi e indagini storiche”. Ma l’occhio dei beni culturali rimarrà vigile, visto che il lascia passare è stato dato ad attività di scavo assistitito con un’archeologa sempre presente sul posto.
Firenze, dicevamo. La città culla del Rinascimento ha già sposato appieno questo nuovo sistema di raccolta, con una stazione di conferimento a due passi da Piazza della Signoria. “Per Bergamo è un punto di partenza, la possibilità di intraprendere una strada alternativa”, commenta l’assessora Ruzzini. In futuro non è esclusa l’estensione del servizio anche ai residenti e la possibile individuazione di un sito adatto ad un’ecoisola anche in Città Alta, inizialmente escluso per le strette tempistiche dettate dal Pnrr.
All’esterno delle ecoisole saranno visibili solamente le torrette per introdurre i rifiuti, che saranno temporaneamente immagazzinati nei 5 bidoni – plastica, vetro, carte, organico e indifferenziato – collocati sottoterra (solo in un caso, in via Rubini, i contenitori saranno 6 con 6 bocche esterne disposte su due file).
Per la realizzazione delle piattaforme di sicurezza saranno sacrificati 8 posti auto (6 bianchi e 2 blu) e alcuni spazi dedicati al carico e scarico. In via San Francesco sarà riposizionata una rastrelliera con 8 posti per le bici.
Le vasche arrivano fino a 2,6 metri di profondità: i bidoni saranno svuotati grazie ad un camion che trasporta una gru con gancio che allaccia e svuota un contenitore in circa un minuto. L’accessibilità all’impianto sarà garantita da una tessera unica per tutta la città trasferibile sul cellulare, la stessa che permetterà ai cittadini l’abilitazione per il centro del riuso.
Il camion che svuoterà i contenitori delle ecoisoleLa gara sarà bandita entro pochi giorni e entro poche settimane avverrà l’affidamento dei lavori, finanziati dal Pnrr per quasi 1 milione di euro (989mila euro per la precisione). Poi inizierà la fase preparatoria, che durerà un paio di mesi, per consegnare le aree sgombre di sottoservizi all’operatore. Ad inizio 2026 il via agli scavi: possibili chiusure viabilistiche secondo il dirigente al Verde Silvano Armellini “saranno gestite insieme alla polizia locale”.


