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Salme nelle chiese, Regione: “no” alla deroga. I consiglieri regionali: “Valutiamo modifiche”

Il direttore generale risponde alla richiesta di 62 sindaci della provincia Bergamasca. La reazione dei consiglieri regionali bergamaschi è unanime: “A settembre ne discuteremo in commissione sanità, valutiamo le modifiche”

Sembra un “no” senza appello quello che Regione Lombardia risponde alla richiesta dei sindaci della Valle Brembana di modificare la legge regionale sui servizi funebri allo scopo di consentire l’esposizione delle salme nelle chiese. Sembra, poi si aprono spiragli.

“L’attuale legge regionale – si legge nella replica firmata dal Direttore Generale di Regione Lombardia Mario Giovanni Melazzini – non prevedono deroghe ai Comuni montani e il suo regolamento offre un’ampia gamma di luoghi in cui effettuare l’osservazione delle salme: abitazione del defunto, casa dei familiari, casa funeraria, struttura sanitaria o sociosanitaria, obitorio del Comune, deposito di osservazione del Comune e deposito mortuario del Comune. Ogni Comune deve disporre di un deposito mortuario e di un obitorio o un deposito di osservazione”.

“Il sindaco – prosegue la replica – può disporre l’osservazione delle salme presso strutture sanitarie o sociosanitarie o presso case funerarie. L’idoneità dei luoghi deputati all’osservazione si deve tradurre nel possesso dei requisiti di cui al DPR 14 Gennaio 1997, quindi i requisiti devono essere: “Spazi per la sosta e la preparazione delle salme e di una camera ardente. In termini di accessibilità devono essere consentite l’entrata e l’uscita autonoma senza interferenze rispetto al sistema generale dei percorsi interni della struttura; deve, inoltre, essere previsto un accesso dall’esterno per i visitatori”; altresì, “deve essere dotato di locale osservazione/sosta salme, camera ardente, locale preparazione personale, servizi igienici per il personale, servizi igienici per i parenti, sala per onoranze funebri al feretro, deposito materiale”; ed ancora, deve avere requisiti impiantistici”.


Alla risposta del direttore generale di Regione Lombardia segue una posizione univoca da parte dei consiglieri regionali bergamaschi. A partire dal vicepresidente della Terza commissione regionale Roberto Anelli (Lega).

“La replica del direttore regionale non poteva che essere questa viste le norme attuali che vietano l’esposizione delle salme nelle chiese – evidenza Anelli -. Sul piano nazionale questa norma non c’è, poi viste le richieste dei sindaci abbiamo messo in calendario per fine settembre delle audizioni nella commissione sanità. In quegli incontri ascolteremo sia i sindaci sia le agenzie funebri. Oggi c’è una norma regionale che va rispettata, ma se c’è la volontà politica, tanto più condivisa, questa norma può essere modificata. Non lo escludo che lo sarà. Ma per rispetto di tutti i componenti della commissione e del lavoro che svolgono mi sento di dire di aspettare l’esito di questi incontri. C’è una serietà istituzionale che va rispettata”.

Sulla stessa linea anche il consigliere regionale del Carroccio Giovanni Malanchini: “La risposta di Melazzini riguarda la normativa odierna. Ci stiamo confrontando con tutte le parti politiche e a fine settembre in commissione valuteremo come modificare le norme attuali”.

“Siamo consapevoli dei limiti imposti dalla normativa vigente – afferma Jonathan Lobati di Forza Italia – ma siamo pronti a valutare una possibile modifica già nella prossima legge ordinamentale e di semplificazione, tenendo conto anche della necessità di approfondire alcuni aspetti legati alle norme nazionali. La partita non è chiusa: è fondamentale che Regione Lombardia eviti ogni forma di discriminazione, per non accentuare ulteriormente le distanze già esistenti tra i territori. Serve una soluzione che tuteli le aree dove questi servizi basilari non sono garantiti ne dal pubblico ne dal privato”.

“Come già ribadito alcune settimane fa è necessario che in Commissione Sanità si ascoltino tutti gli attori coinvolti per ascoltare direttamente da loro bisogni e criticità e valutare poi eventuali modifiche delle normative vigenti tenendo conto delle peculiarità dei territori” aggiungono Davide Casati e Jacopo Scandella consiglieri regionali del Partito Democratico.

“Confermo che, insieme ad altri consiglieri regionali, ascolteremo i Sindaci che hanno presentato questa richiesta in 3 commissione Sanità a settembre. La Commissione è il giusto luogo dove avviare un confronto che possa portare anche ad una modifica normativa nella direzione auspicata dal territorio e cioè dare la possibilità (in certi contesti) di osservare le salme anche nei luoghi di culto, fermo restando che ci sono norme nazionali a cui fare riferimento. La risposta che la Direzione Welfare di Regione ha inviato agli enti territoriali ha il semplice compito di ricordare la normativa attualmente vigente, ma non è in alcun modo una valutazione politica che, invece, spetta all’Assessore e ai consiglieri regionali” dichiarano Michele Schiavi e Alberto Mazzoleni consiglieri regionali di Fratelli d’Italia.