Il caso clinico individuato all’Asst Bergamo Ovest è stato pubblicato sulla rivista scientifica Hemoglobin e potrebbe aprire nuove strade per le terapie contro le anemie congenite
Una forma di emoglobina tipica dei neonati è stata trovata nel sangue di una donna adulta incinta. La scoperta è stata fatta dai medici dell’Ambulatorio di Ematologia dell’Asst Bergamo Ovest e ha portato all’individuazione di una mutazione genetica mai descritta in precedenza in letteratura scientifica. La paziente, 31 anni, è seguita regolarmente durante la gravidanza. Gli esami ematici hanno evidenziato la presenza di una particolare forma di emoglobina, normalmente assente negli adulti, ma tipica del periodo neonatale.
La diagnosi è di Persistenza dell’Emoglobina Fetale nell’Adulto. Con ulteriori analisi e lo studio del Dna, i professionisti hanno scoperto una mutazione inedita nel gene della gamma-globina, che regola proprio la sintesi dell’emoglobina fetale. La mutazione potrebbe diventare un nuovo target per gli studi internazionali di terapia genica contro le anemie congenite.
Protagoniste dello studio sono Maria Oggionni, biologa, e Barbara Manenti, medico del Servizio Trasfusionale dell’Asst. ”
“Grazie alla stretta collaborazione tra l’Ambulatorio di Ematologia del Centro Trasfusionale-Simt ed il Settore di Biologia Molecolare del Laboratorio Analisi – spiegano le protagoniste dello studio – la nostra Azienda raggiunge oggi un traguardo riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale con la pubblicazione di questo caso clinico sulla prestigiosa rivista scientifica Hemoglobin”.
A commentare la scoperta è anche il direttore generale dell’Asst Bergamo Ovest , Giovanni Palazzo: “Mi complimento con le nostre professioniste per la prestigiosa pubblicazione e per la strepitosa intuizione. Speriamo che la scienza possa utilizzare la scoperta e portare a nuovi studi per ricercare cure target sempre più mirate e precise per le anemie congenite”.
La pubblicazione ha già suscitato interesse anche da parte della rivista “Journal of Blood Disorders and Transfusion”, che ha avanzato una richiesta di collaborazione.
Nel dettaglio, la rivista riporta che una donna africana di 31 anni, in gravidanza, è stata sottoposta ad analisi dell’emoglobina mediante Hplc, che ha evidenziato una frazione di HbF (emoglobina fetale) leggermente elevata (4,2%). L’analisi molecolare dei geni dell’alfa e beta-globina non ha rilevato mutazioni. Per approfondire il caso di Persistenza dell’Emoglobina Fetale (Hpfh), è stato eseguito il sequenziamento Sanger del promotore della gamma-globina.
L’indagine ha permesso di individuare due mutazioni puntiformi mai descritte prima: HBG1: c.-305 A > G e HBG2: c.-309 A > G. Una delle due, localizzata nel promotore della gamma-A globina, ricade all’interno del sito di legame AGGAA del fattore di trascrizione IZKF1, appartenente alla famiglia C2H2 zinc finger.
Secondo la pubblicazione, questa mutazione potrebbe spiegare la Hpfh osservata nella paziente e dimostra l’importanza di analizzare tutti i siti di legame dei promotori nella messa a punto di terapie basate su editing genetico per la cura della beta-talassemia.