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Msc lascia il progetto dell’interporto: Vitali cerca nuovi partner, futuro incerto

Dopo il ritiro di Msc a causa di lungaggini burocratiche e incertezze normative, il gruppo Vitali conferma l’impegno a rilanciare Cortenuova con nuovi partner. Uil Lombardia: “Opera strategica”

Cortenuova. Msc ha deciso di abbandonare definitivamente il progetto dell’interporto di Cortenuova. Dopo cinque anni di attese, promesse e tavoli tecnici, il colosso della logistica ha scelto di ritirarsi a causa delle lungaggini burocratiche, delle incertezze normative e dell’assenza di decisioni concrete da parte delle istituzioni.

L’investimento previsto era di 300 milioni di euro per trasformare l’area delle ex Acciaierie in un grande hub merci su ferro e gomma, a servizio dei principali porti italiani. Il progetto, nato nel 2020 in collaborazione con il gruppo Vitali, avrebbe dovuto sostituire lo scalo merci di Bergamo, poi chiuso nel 2023.

“Dagli ultimi contatti avuti con noi, anche abbastanza recenti, – dichiara il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi – Msc ha sì manifestato l’intenzione di uscire dalla società Cortenuova Freight Station – dove era partner insieme al gruppo Vitali, ndr – ma non avrebbe, invece, messo da parte l’idea di effettuare un investimento sull’area di Cortenuova. Intanto, stiamo riflettendo con il Ministero dei Trasporti e Rfi per capire in maniera molto concreta se quest’area abbia davvero quel potenziale che i privati avevano visto oppure no”.

“Una volta concluso questo percorso – prosegue Gandolfi – si deciderà insieme agli organi pubblici se proseguire in questa direzione. Non è questione di essere fiduciosi, ma di essere pragmatici”.

Nonostante l’uscita di scena di Msc, dal gruppo Vitali viene confermata l’intenzione di portare avanti la riqualificazione dell’area, aprendo a nuovi partner industriali interessati a rilanciare Cortenuova come polo intermodale della provincia.

“Il disimpegno di Msc – fanno sapere dalla Vitali – è rilevante perché parliamo di un colosso della logistica, probabilmente il principale operatore intermodale al mondo, che da solo movimenta circa il 40% del traffico merci globale. La loro presenza avrebbe garantito un investimento importante, con ricadute positive per tutto il territorio. L’idea iniziale – aggiungono – era quella di realizzare un vero interporto, con uno scambio gomma-ferro strategico, in grado di colmare il vuoto lasciato dallo scalo ferroviario di Bergamo, sacrificato per i lavori alla stazione. Ma l’obiettivo andava oltre: creare un polo di livello lombardo e nazionale, lungo il corridoio 5 europeo”.

“Ora che Msc ha deciso di fare un passo indietro – proseguono dalla Vitali – resta la volontà di andare avanti con la realizzazione dello scalo merci a Cortenuova. Non siamo ancora in grado di dire con certezza quali saranno le dimensioni finali del progetto, ma l’iter è ripartito con un nuovo tavolo e una visione diversa. Con ogni probabilità, il progetto sarà ridimensionato, anche perché è difficile immaginare che i nuovi interlocutori possano garantire lo stesso peso e la stessa capacità di investimento di Msc. Non ci resta – concludono – che guardare avanti, cercando soluzioni alternative e percorribili”.

In una nota diramata in queste ore la Uil Lombardia fa sapere che “la creazione di un retroporto e di una Zona Logistica Semplificata potrebbe favorire interventi migliorativi per le imprese locali, come agevolazioni fiscali e zone franche doganali. In una provincia con un tasso di disoccupazione vicino all’1,5% – si legge nel comunicato – è necessario sostenere la nascita di settori lavorativi che garantiscano lavoro sicuro, contratti a norma e rispetto della legalità. L’opera rappresenterebbe un forte slancio per il territorio e per la Lombardia, una sfida importante per le future generazioni”.

“Occorre – concludono dal sindacato – potenziare il territorio con contratti ben definiti, retribuzioni adeguate e politiche di tutela della maternità, paternità e formazione professionale, in continuo dialogo con il mondo della formazione”.