Logo

Temi del giorno:

Tutti d’accordo in Senato: il femminicidio è ora reato separato

Con 161 voti favorevoli, è stato approvato all’unanimità al Senato il disegno di legge sul femminicidio. Un via libera accolto con un applauso di tutta l’Aula

Il tema del femminicidio tocca i cuori di 161 senatori, favorevoli all’approvazione unanime del disegno di legge contro l’omicidio di genere passato martedì 23 luglio a Palazzo Madama. Dopo il voto, che è avvenuto tramite sistema elettronico, l’Aula ha applaudito il risultato. Il testo, composto da 14 articoli, passerà ora alla Camera per l’approvazione finale.

Tramite l’introduzione dell’articolo 577-bis, il femminicidio è ora da considerarsi reato autonomo nel codice penale, una misura fondamentale che prevede l’ergastolo per chi uccide “commettendo il fatto con atti di discriminazione o di odio verso la vittima in quanto donna, ovvero qualora il fatto di reato sia volto a reprimere l’esercizio dei diritti, delle libertà ovvero della personalità della donna”.

Introducendo novità rilevanti, il nuovo ddl cambia la definizione di femminicidio: non è più una violazione dei diritti della donna, piuttosto, un “rifiuto”, da parte sua, di continuare la relazione. Ecco allora che il reato passa, dall’essere omicidio, ad essere battezzato femminicidio. Inoltre, la pena sarà aumentata fino a un terzo in caso di aggravanti relative a violenza domestica, sessuale e persecutoria. Le vittime e i loro familiari, invece, godranno di una protezione rafforzata: il disegno di Legge prevede la confisca obbligatoria dei beni (destinati al Fondo per le vittime), l’accesso diretto ai centri antiviolenza e l’obbligo di ascolto della parte lesa.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto positivamente il risultato, facendo notare che l’Italia si posiziona tra i primi paesi a intraprendere questa strada, che, secondo lei, contribuirà a combattere una “piaga intollerabile”. Il risultato ottenuto ha suscitato una generale soddisfazione, tanto tra i membri della maggioranza quanto tra quelli dell’opposizione.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha commentato: “Esprimo una grande soddisfazione per questo risultato, che dimostra come il Senato sappia lavorare unitariamente sui temi cruciali, superando le divisioni politiche. Un grazie a tutti i senatori e le senatrici per il loro contributo”.

Misure importanti del disegno di legge riguardano il sostegno agli orfani di femminicidio, minori che, a seguito di omicidi domestici, si ritrovano privi di entrambi i genitori. Per questi ragazzi e adolescenti, verranno stanziati fondi ad hoc per garantire un aiuto mirato, anche sotto forma di supporto economico. Giorgia D’Errico, Direttore delle Relazioni Istituzionali di Save the Children, ha dichiarato che “l’adozione di misure più ampie per gli orfani di femminicidio rappresenta un passo fondamentale nella tutela dei bambini coinvolti in situazioni così tragiche”.

Ogni forza politica ha accolto con favore la decisione, ribadendo l’urgenza di combattere la violenza di genere con ogni mezzo possibile. Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato e senatrice di Forza Italia, ha parlato di una vera e propria “guerra” in corso, sottolineando come le vittime di femminicidio rischino spesso di essere “uccise due volte” a causa delle sentenze che non tutelano adeguatamente i loro diritti. Secondo Ronzulli, con questa legge, lo Stato “ci sarà e sarà dalla parte delle donne”, dando finalmente una voce chiara alla giustizia.

Anche Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, ha definito l’approvazione del disegno di legge un segnale “importante”. Tuttavia, ha insistito sul fatto che non basta introdurre un nuovo reato per fermare la violenza. È fondamentale, ha spiegato, un impegno costante nella prevenzione, che deve partire dalla scuola. “Serve un intervento che arrivi fin dalla scuola primaria, con l’educazione all’affettività e alla sessualità”, ha aggiunto, ricordando come il fenomeno non possa essere fermato solo dalla repressione.

A sostegno di questa nuova legge, Alessandra Maiorino, vice presidente del gruppo M5S al Senato, ha ottenuto l’impegno del governo a finanziare maggiormente i centri antiviolenza e a potenziare l’assistenza ai minori vittime di violenza. Maiorino ha anche sottolineato l’importanza di un intervento sulle “riabilitazioni per uomini maltrattanti”, indicando che la violenza non può essere solo una questione di repressione, ma deve prevedere anche un trattamento adeguato per chi compie atti di violenza.

Nel frattempo, la senatrice Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati, ha sottolineato il valore simbolico dell’unanimità del voto in Senato. Secondo Carfagna, questa legge segna una rottura con il passato, cancellando il vecchio discorso che vedeva le vittime come corresponsabili. “Non basta la repressione” ha dichiarato “ma è fondamentale anche l’educazione civica, che inizia nelle scuole”.