Logo

Temi del giorno:

Cristina D’Avena a Bergamo con i Gem Boy: “Due ore in allegria e spensieratezza”

La cantante, amatissima per aver interpretato oltre 750 sigle dei cartoni animati più amati, si esibirà in concerto sabato 26 luglio al Piazzale degli Alpini insieme alla nota band

Bergamo. “Saranno due ore all’insegna dell’allegria e della spensieratezza”. Così Cristina D’Avena amatissima cantante che ha interpretato oltre 750 sigle dei cartoni animati più amati, presenta il concerto che la vedrà protagonista sabato 26 luglio a Bergamo assieme ai Gem Boy.

L’appuntamento è alle 21 al Piazzale degli Alpini: la scaletta spazia fra grandi classici e alcune divertenti rivisitazioni, parodie e chicche.

Ormai è di casa a Bergamo: si esibisce spesso in città e provincia. Che rapporto ha con il nostro territorio?

Mi piace molto, lo trovo accogliente e ogni volta che vengo a cantare a Bergamo è una meraviglia. Il mio pubblico è trasversale, abbraccia tante generazioni spaziando dai grandi ai piccoli, ed è sempre bello vederli tutti assieme. Il colpo d’occhio è magnifico ed è molto gratificante.

È molto amata: sente l’affetto del pubblico?

Si, molto ed è sempre bellissimo. C’è una forte sintonia con il mio pubblico, perché sono cresciuta con le persone che mi seguono: quando ho cominciato ero piccola anch’io, poi ho proseguito la mia attività artistica senza fermarmi mai. Non pensavo di compiere il percorso che ho fatto e che sto portando avanti tuttora: credevo di fermarmi dopo una, due o tre sigle, invece sono arrivata a oltre 750. Pensate, quindi, da quanti anni conosco ognuno di voi (sorride, ndr).

Non pensava di compiere un percorso così lungo e costellato di successi?

Quando ho iniziato a cantare le sigle dei cartoni animati, non pensavo che avessi potuto realizzare un percorso artistico di questa portata: è stato tutto molto naturale. Una stella mi ha guidata fin qui e sta continuando a farlo: sono grata a questa stella e a tutto il pubblico che mi segue da una vita. Sabato (26 luglio, ndr) arriverò a Bergamo per il concerto in Piazzale degli Alpini con i Gem Boy proponendo un super concerto molto divertente.

Ci spieghi

I Gem Boy sono un gruppo conosciuto e amato per le parodie e per lo stile dissacrante. Vengono considerati unici nel loro genere, specialmente perché combinano cover parodistiche con testi originali, spesso incentrati su temi comici e satirici. Insieme abbiamo già dato vita a parecchi concerti molto divertenti, con scalette e gag ogni volta diversi. Proporremo due ore in perfetta leggerezza, una serata da trascorrere in allegria, godendo di grande e sana spensieratezza, che è quello che voglio. Io stessa sul palco mi diverto e questo viene sicuramente percepito dal pubblico.

Ogni volta riesce a entrare in sintonia con il pubblico. Come fa?

Secondo me questo legame scaturisce dal fatto che ai concerti mi diverto. Dimentico di essere sul palco ed entro in una grandissima sintonia con il pubblico. Quando interagisco con gli spettatori mi sembra di parlare con i miei amici, come se fossimo in riva al mare mentre si chiacchiera e ci si diverte. Questa naturalezza, a mio parere, piace: sono fatta così, non ho bisogno di indossare maschere e apparire quello che non sono. Sul palcoscenico mi pongo nello stesso modo in cui mi comporto nella vita di tutti i giorni: sono una persona solare, sincera, dolce e severa quando serve. Sono me stessa sempre e comunque: con i Gem Boy mi diverto, mi prendono in giro veramente e non so mai quello che può succedere nel corso dello spettacolo, non so se ciò che accade sia la riproposizione di una gag già fatta oppure se è qualcosa di diverso: si vede perché la mia espressione cambia quando, non sapendo che cosa accadrà, a volta, mi arrabbio.

Quindi sul palco è tutto spontaneo?

L’80% delle gag sì. Per esempio, quando Carlo (leader dei Gem Boy, ndr) entra nelle mie canzoni e mi interrompe ciò che accade è imprevedibile. Tutto è molto buffo e credo che i nostri concerti piacciano per questo.

E qual è la chiave del suo successo?

Penso che il pubblico mi apprezzi perché sono naturale, sono umile e sono sempre rimasta la stessa. Non sono una star, ma una persona semplice che svolge questo lavoro. Il rapporto con le persone che mi seguono è amichevole: durante i concerti ci si incontra e si canta.

Quando è nata la sua passione per il canto?

Sin da bambina, sono sempre stata appassionata di canto. Quando avevo due anni e mezzo sono stata scelta dalla scuola dell’Antoniano, a tre anni ho debuttato sul palco e da allora non ho più smesso di cantare. Sono cresciuta accanto a Mariele Ventre (indimenticata maestra, guida e riferimento dell’Antoniano, ndr) e mi sono allenata con lei. Ho cantato tante canzoni da solista e sono stata undici anni nel coro, dopodiché ho fatto l’accompagnatrice di mia sorella Clarissa nel coro e l’aiutante di Mariele Ventre. Sono stata una vita, quindi, all’Antoniano.

Come è entrata nella scuola dell’Antoniano?

Sin da piccola ho sempre cantato. Le suore dell’ospedale dove lavorava mio papà suggerirono ai miei genitori di portarmi a prendere lezioni all’Antoniano per partecipare allo Zecchino d’oro e quando avevo quasi tre anni mia mamma seguì il loro consiglio. Ho iniziato a frequentare la scuola e a tre anni e mezzo mi sono esibita sul prestigioso palco dedicato alle voci dei bambini.

Quando è cominciato, invece, il suo successo cantando le sigle dei cartoni animati?

Negli anni Ottanta, quando Mediaset avviò la tv dei ragazzi, mi scelsero. Il pubblico e i produttori mi apprezzarono e cominciai a cantare una sigla dopo l’altra. Iniziò, poi, una bellissima collaborazione con Alessandra Valeri Manera, che ha scritto molti testi delle canzoni che ho cantato. Ha composto le sigle dei cartoni animati più celebri che ho interpretato e l’anno scorso è volata in cielo.

Qual è stata la prima sigla che ha cantato?

“Bambino pinocchio”. Cantare le sigle è stato ed è bellissimo: le ho sempre interpretate a modo mio e il pubblico lo apprezza. In questo modo risultano sempre fresche e ogni volta riescono a comunicare qualcosa di diverso.

E quali sono le sigle che ama più di tutte?

Sicuramente “Kiss me Licia”, “L’incantevole Creamy”, “Sailor Moon” e “Occhi di gatto”, che sono i personaggi che amo di più. Sono amati da tutti e anche a me piacciono molto.

Per concludere, quali sono i suoi prossimi progetti per il futuro?

Innanzitutto tantissimi concerti. Da un lato sto lavorando a un nuovo progetto musicale e dall’altro farò parecchi live. Inoltre, tutti i mercoledì dalle 11 alle 12 sono in onda in diretta alla radio, su R101, con il dj Fernando Proce, all’interno della trasmissione “Procediamo”.