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Parco del Serio sommerso dai rifiuti: “Pronti a chiudere le aree di sosta”

Bottiglie, sacchi, resti di picnic e falò abusivi: con l’estate e i weekend l’abbandono selvaggio cresce. Il presidente lancia l’allarme e chiama i 28 sindaci a unire le forze per controlli più efficaci

Romano. Bottiglie vuote, sacchi di immondizia, resti di picnic e barbecue abusivi. Il fiume Serio, soprattutto nei weekend estivi, si trasforma in una discarica a cielo aperto. A denunciarlo è Basilio Monaci, presidente del Parco del Serio, esasperato dall’abbandono selvaggio che, con cadenza regolare, attanaglia il territorio.

Ci troviamo lungo la sponda est del Serio, all’altezza di Romano di Lombardia. Proseguendo verso sud si accede nel cuore del parco. Seguendo la strada sterrata ci si imbatte in un boschetto che si staglia sul corso d’acqua. Qui, i tronchi caduti fungono da panchine naturali e l’ombra che si crea sotto le fronde della vegetazione attira parecchi visitatori alla ricerca di frescura. Una nicchia piuttosto gettonata dove, proprio durante il nostro sopralluogo, troviamo alcuni ragazzi venuti a trascorrere qualche ora di relax.

Ed è proprio qui che ci si imbatte nei primi cumuli di rifiuti: bottiglie di vino, acqua e sacchetti vari, senza contare le lattine che spuntano tra la vegetazione rigogliosa. In altri punti, invece, si trovano piatti di carta, cartacce e resti di falò, con bottiglie di birra in vetro sparse tra l’erba.

La situazione in questa zona è sempre più critica. La presenza di strutture naturali come boschetti e ampie spiagge lungo il fiume favorisce la balneazione e rende l’area un punto molto frequentato da chi risiede nei dintorni, aumentando, di fatto, le ricadute negative sull’ambiente.

“Le spiagge del fiume – spiega il presidente del parco Basilio Monaci – sono frequentate da tante persone che spesso non rispettano il posto dove sono. C’è chi fa picnic e lascia rifiuti, chi accende falò non autorizzati, chi disturba la quiete con musica e schiamazzi. Al mattino – aggiunge – le Guardie ecologiche volontarie (Gev, ndr)  trovano situazioni indecenti: bottiglie, cartacce, resti ovunque”.

Monaci sottolinea come il Parco, con un numero limitato di guardie a disposizione, non riesca da solo a tenere sotto controllo un territorio così vasto. “Abbiamo bisogno della collaborazione dei 28 Comuni aderenti, perché serve una sinergia vera con le polizie locali, i carabinieri e tutte le forze dell’ordine. Solo così – sottolinea – potremo aumentare i controlli e ridurre degrado e abusi”.

Il presidente fa anche un appello al rispetto: “Chi va al parco deve portarsi via i rifiuti. Ci sono Comuni che destinano parecchie risorse per la pulizia della zona, ma ciò non basta. La multa per chi abbandona i rifiuti c’è e ammonta a 172 euro: il che non ne fa un deterrente efficace”.

rifiuti parco serio romano

Il problema si estende anche alla balneazione: “Nei laghi di cava e lungo il fiume il bagno è vietato, ma molti ignorano i divieti. Noi mettiamo cartelli, ma spesso vengono strappati o ignorati. Le guardie ecologiche non possono intervenire ovunque. Per questo chiediamo ai Comuni di aiutarci con controlli congiunti”.

Monaci racconta un episodio avvenuto nel Cremasco: “Una squadra di giovani ha fatto un picnic notturno lasciando dietro di sé un vero disastro, con barbecue, un maiale intero e bottiglie di alcol. Se ne sono andati senza raccogliere nulla”.

Un disagio trasversale, quindi, che non risparmia nemmeno il versante cremasco di competenza dell’ente parco.

Infine, il presidente avverte: “Se la situazione non migliora, potremmo dover rimuovere le aree di sosta attrezzate, come tavoli e panchine. So che questo penalizzerebbe chi rispetta il parco, come anziani e ciclisti, ma siamo in difficoltà”.

Poi, l’appello rivolto ai sindaci: “Dobbiamo lavorare insieme per salvare il Parco del Serio da questa deriva. Senza collaborazione e controlli efficaci, non ce la faremo”.