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Carrefour lascia l’Italia? Ipotesi che fa tremare i dipendenti dei punti vendita nella Bergamasca

L’opzione preferita di Carrefour sarebbe la cessione in blocco a un solo operatore. In questo caso si dovrebbero tener d’occhio le catene della grande distribuzione già presenti: Lidl, Esselunga e Conad. Ma non è da escludere la mossa della spagnola Mercadona

Bergamo. Non sono più voci – mai smentite – o ipotesi, qualcosa si sta concretizzando sulla possibilità che il colosso della grande distribuzione Carrefour lasci l’Italia.  Il gruppo con base a Parigi sbarcato 53 anni fa, nel 1972, nel Bel Paese e che conta 1.200 punti vendita, di cui oltre 900 in franchising lungo lo stivale, e 18mila dipendenti starebbe per cedere l’intero pacchetto.

Due le azioni che confermerebbero questa scelta. La prima: aver affidato alla banca d’affari Rothschild l’incarico di sondare il mercato alla ricerca di potenziali compratori per la rete italiana.

La seconda: pochi giorni fa, la società francese ha annunciato un piano di riorganizzazione della propria sede centrale di Milano con 175 esuberi, motivando la decisione, fra l’altro, con la volontà di “rilanciare la sostenibilità finanziaria e commerciale dell’azienda”.

L’opzione preferita di Carrefour sarebbe la cessione in blocco a un solo operatore. In questo caso si dovrebbero tener d’occhio le catene della grande distribuzione già presenti: Lidl, Esselunga e Conad.

Non ci sarebbero però solo catene italiane nella partita per rilevare il pacchetto Carrefour. All’orizzonte potrebbe esserci una staffetta estera: il colosso francese potrebbe cedere a alla spagnola Mercadona – azienda di distribuzione con sede a Valencia – che già in passato, nel 2008 per la precisione, aveva puntato gli occhi – senza successo – su Esselunga.

Il gruppo iberico avrebbe buone potenzialità e avrebbe già testato un’operazione simile nel 2019 con l’ingresso sul mercato del Portogallo. Le chiavi del successo della catena spagnola sarebbero una logistica efficiente, un proprio marchio di qualità, il controllo completo della filiera e la forte spinta sull’innovazione operativa. Certo, il modello spagnolo andrebbe adattato al mercato italiano, ma il gruppo di Valencia sarebbe pronto alla scommessa.

Si guarda al presente per poter investire sul futuro. E che cosa non ha funzionato di Carrefour in Italia lo si legge nella nota stampa diffusa per spiegare la riorganizzazione della sede di Milano: “Il settore italiano della grande distribuzione organizzata si contraddistingue per una competizione intensa e frammentata, a fronte di un potere d’acquisto in diminuzione e una costante pressione sui margini, determinata da costi energetici, di logistica e aumento dei tassi di interesse”.

Insomma chi subentrerà dovrà tener conto di queste difficoltà ed essere competitivo con altri colossi già presenti. Nel caso fosse un gruppo italiano si aprirebbe anche l’ipotesi di riorganizzazione dei punti vendita, proprio per evitare la doppia presenza dello stesso marchio sulla stessa area. Non da ultimo, il sistema della grande distribuzione negli ultimi anni fa i conti con le casse automatiche ed una grande flessibilità degli orari di lavoro con una massiccia presenza di part-time. Dati da non trascurare sulla ricaduta dell’occupazione anche per la ventina di punti vendita presenti in Bergamasca.

Carrefour Caravaggio