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Calderoli a Pontida: “Presto una Legge per le zone montane”

Il ministro bergamasco ha rimarcato l’importanza della vicinanza ai territori: “Sono dalla parte di chi amministra bene e con saggezza”

Pontida. Dalla festa della Lega a Pontida arriva il ruggito di Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e per le Autonomie. Una graffiata che segna il passo su una legge attesa da anni e fulcro delle sue battaglie: “Una Legge per le zone montane”.

“Sono sempre stato dalla parte degli enti territoriali – afferma Calderoli – che significa fare un po’ l’arbitro tra gli interessi dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni”. Il ministro bergamasco – affiancato ed introdotto sul palco dal segretario provinciale Fabrizio Sala – ha rimarcato l’importanza della vicinanza ai territori: “Sono dalla parte di chi amministra bene e con saggezza”. Per quanto riguarda l’autonomia, si sta concludendo la revisione degli statuti speciali di alcune regioni (Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige). In primo piano, la legge per il riconoscimento e la valorizzazione delle zone montane.

“L’anno scorso abbiamo approvato la Legge, cosa che si attendeva dal 2001 – evidenza Calderoli prima di salire sul palco -. L’opposizione, dopo aver tentato inutilmente di sabotarla con i referendum, si rivolge alla Corte Costituzionale che ci ha messo dei paletti. Per fare un paragone sportivo e personale: io in gioventù ero un ottimo discesista, mentre mio fratello un ottimo slalomista. Ebbene, diciamo che io mi sono adattato a fare lo slalomista e ad aggirare i paletti. In questo momento, nonostante tutte queste strettoie, abbiamo tre materie non-Lep (ovvero che si possono affrontare subito): la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare integrativa. Su queste ho il via libera di tutti i ministri competenti. A queste lavoriamo per affiancare anche la sanità: ho avuto un incontro col governatore Fontana, questa è una materia Lep ma la Corte ha detto che i Lea sono Lep e dunque sono già definiti”.

Calderoli annuncia che sottoporrà le 4 materie – la scuola, la sanità, l’ambiente e le politiche del lavoro – a tutte le quattro regioni che hanno già avviato i negoziati, per poter portare un’ipotesi di intesa che, se tutto va bene, potrebbe già essere sottoscritta a settembre.

“In questa fase stiamo procedendo alla revisione di quello del Trentino-Alto Adige, adesso me l’ha chiesto il Friuli-Venezia Giulia ma l’hanno fatto anche le altre Regioni speciali. Anche questo vuol dire occuparsi di territorio” rimarca Calderoli.

“Quando si parla di autonomia io ci sono sempre: sia per il Trentino-Alto Adige e le altre Regioni, sia per la Capitale del Paese – conclude -. Ritengo che l’autonomia e la sussidiarietà facciano bene a tutti, e dunque anche alla Capitale d’Italia, perché ‘autonomia’ vuol dire più poteri ma anche più responsabilità. In questo senso ho lavorato e lavorerò, sia su un fronte che sull’altro. Il capitolo autonomia e quello che ne consegue, dopo l’approvazione della legge sull’autonomia differenziata, deve essere messo a terra e trovare concretezza. Ben venga maggiore autonomia per le Regioni a statuto speciale, così come per la Capitale, ma che ciò valga anche per le Regioni a statuto ordinario che ne abbiano le capacità, le condizioni e che lo abbiano richiesto e dimostrato. In uno dei prossimi Consigli dei Ministri verrà portato il disegno di legge su Roma Capitale, così come mi auguro che presto, probabilmente a settembre, il Governo potrà sottoscrivere le prime intese con le Regioni a statuto ordinario, che sono in avanzato stato di lavorazione e vicine al completamento”.

E poi sul ddl Calderoli sulla Montagna precisa: “È alle fasi conclusive il disegno di legge per il riconoscimento e la valorizzazione delle zone montane. Mettiamo risorse vere per garantire i diritti ai cittadini di quei territori, penso alla sanità, alla scuola, al diritto di fare impresa. Non ultimo, cosa che interesserà i bergamaschi e in particolare i lombardi, l’interpretazione per la direttiva comunitaria per la caccia sui valichi alpini. Dove il Tar ha dato un divieto assoluto su tutti i valichi alpini della Lombardia, mentre la sentenza della Corte parlava dell’avifauna. Ben venga il rispetto di questi animali, ma la caccia degli altri animali è giusto che venga consentita”.

Calderoli