Tribunale: Vito Di Vita verso la presidenza con proposta unanime del Csm
Il magistrato, che attualmente è reggente dopo il pensionamento di Cesare De Sapia, ha svolto l’intero percorso professionale a Bergamo: dal 1992 ad oggi ha ricoperto numerosi incarichi
Bergamo. La corsa per la presidenza del Tribunale di Bergamo, inizialmente vista come una sfida a due, si avvia verso una conclusione senza sorprese: Vito Di Vita è stato proposto all’unanimità dalla V Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). Come riportato dal Corriere Bergamo, la sua candidatura ha ricevuto il voto favorevole di tutti e sei i membri della commissione responsabile degli incarichi direttivi.
Di Vita, attualmente presidente reggente del Tribunale e già a capo della sezione gip-gup, era subentrato dopo il congedo di Cesare De Sapia avvenuto il 19 marzo scorso. Alcune indiscrezioni, fino a poche settimane fa, lasciavano spazio all’ipotesi di una doppia proposta, includendo anche Roberto Spanò, già presidente della prima sezione penale di Brescia. Tuttavia, la questione della sua incompatibilità legata al ruolo della moglie – pm della DDA di Brescia – è stata superata con il suo trasferimento interno alla sezione civile.
Su Di Vita, la proposta formale è ancora in fase di stesura: sarà redatta da un consigliere relatore e, dopo l’assenso del ministro della Giustizia, sarà sottoposta al Plenum del CSM, composto da 27 membri. La decisione è prevista per settembre.
Magistrato dall’1 ottobre 1991, Di Vita, 64 anni, ha svolto l’intero percorso professionale a Bergamo, dopo il tirocinio a Milano. Dal 1992 ha ricoperto numerosi incarichi: giudice, gip, componente del collegio dibattimentale e giudice a latere della Corte d’Assise. Ha inoltre fatto parte del Tribunale del Riesame, allora competente anche sulle misure personali reali.
Nel 1995 è passato alle funzioni di gip e gup, incarico mantenuto fino al 2007. Durante quel periodo ha anche coordinato l’attività della sezione, svolgendo di fatto il ruolo di vice presidente. Nel 2017 è tornato al collegio penale, presiedendo uno dei tre collegi e il Riesame.
Il salto alla guida della sezione gip-gup è arrivato il 19 ottobre 2017. La sua presidenza è stata confermata per due mandati: prima nel 2021 e poi nuovamente nel 2023. Oggi è alla settima valutazione di professionalità, il massimo previsto per un magistrato.
Negli anni ha svolto anche funzioni di vicario del presidente del Tribunale e ha collaborato alla gestione dell’ufficio del Giudice di Pace, segnato da gravi carenze di personale e spazi. Si è occupato inoltre della redazione dei bandi interni, dell’assegnazione dei magistrati, della gestione dei turni, ferie e carichi di lavoro. Ha fatto parte del Consiglio giudiziario, della Commissione tributaria e del Nucleo di supporto all’Agenzia per i beni sequestrati alla criminalità organizzata.


