Il compleanno
|ABF, 20 anni di formazione: una festa che guarda al futuro
L’azienda bergamasca festeggia rilanciando su innovazione, progetti erasmus e nuovi laboratori accreditati
Un anniversario che è molto più di una celebrazione. L’Azienda bergamasca formazione (ABF) compie vent’anni e sceglie di festeggiarli con una giornata di riflessioni e ricordi passati, alla presenza di autorità, studenti, ex allievi e cittadini. “Ho voluto che fosse una festa di compleanno, non solo un anniversario – ha sottolineato Giuseppe Pezzoni, presidente del consiglio di amministrazione – perché ABF è un’azienda speciale, non solo per diritto, ma per fatto. Non produciamo beni, ma formazione, cultura, conoscenza e possibilità di crescita”.
Fondata il 19 luglio 2005 con una delibera della Provincia di Bergamo, ABF è oggi un ente strategico nel campo della formazione professionale, con sette sedi attive e oltre 4.000 utenti tra studenti giovani e adulti in formazione continua. Nata dalla trasformazione di cinque centri di formazione professionale pubblici, è divenuta nel tempo un punto di riferimento regionale e nazionale, sia per l’innovazione didattica sia per l’inclusione sociale. La genesi di ABF affonda le radici nelle politiche regionali del 2005, quando la formazione professionale pubblica iniziò a prendere forma. L’esperienza bergamasca, come ricordato dai pionieri di ABF – Valerio Bettoni, Giuseppe Capetti, Remo Morzenti Pellegrini e Osvaldo Roncelli – presenti alla conferenza, è stata pionieristica: l’intuizione fu quella di creare un ente autonomo, giuridicamente distinto dalla Provincia, ma sotto il suo controllo diretto. “Nel 2005 la partecipazione scolastica era sotto il 60%. Investimmo 120 milioni di euro per rafforzare le scuole vicine alle persone – ricorda Valerio Bettoni-. La Bergamasca è una delle realtà economiche più forti: era fondamentale che tutti potessero crescere, con i propri tempi”.
Una struttura speciale, capace di agire con autonomia gestionale pur rimanendo pubblica, come ricordato da Giuseppe Capetti, all’ora assessore al lavoro: “ABF nasce come soggetto indipendente ma pubblico, con la forza di rispondere direttamente ai bisogni del territorio. Un caso emblematico fu quello delle 20 donne licenziate da un’azienda tessile a Clusone. Proponemmo loro un corso per diventare ausiliarie sociosanitarie: 19 completarono il percorso e trovarono lavoro. Questo è un esempio concreto di come abbiamo unito formazione e risposta ai bisogni locali”.
Osvaldo Roncelli, primo direttore generale di ABF, ha voluto ricordare le radici culturali profonde della formazione professionale: “Negli anni ’70 partivano pulmini per portare giovani operai a scuola di sera. Era un’utopia, ma indicava una direzione. La formazione professionale non è addestramento: è costruzione della persona, delle sue competenze e abilità. ABF ha raccolto e portato avanti questa missione”. Una visione condivisa anche da Elena Carnevali, intervenuta in rappresentanza dei comuni del territorio :“ABF è parte di un sistema capillare che attraversa la nostra provincia. Più di 4.000 persone lo frequentano ogni anno, e ogni progetto è costruito per cogliere le aspirazioni personali. Siamo in un’epoca di mercato del lavoro mobile e frammentato: l’istruzione è la chiave”.
Fin dalle origini, ABF ha cercato di unire formazione tecnica e crescita personale. La sua missione è chiara: accompagnare giovani, adulti e lavoratori verso una piena realizzazione professionale, senza lasciare indietro nessuno. Un’attenzione particolare è rivolta a chi vive situazioni di fragilità: ragazzi con disabilità, studenti espulsi dal sistema scolastico, persone in cerca di reinserimento nel mondo del lavoro, detenuti, stranieri.
da sinistra Osvaldo Roncelli, Remo Morzenti Pellegrini, Giuseppe Capetti, Valerio Bettoni
Oggi ogni percorso formativo prevede fasi di tirocinio nelle aziende del territorio e si struttura su un’offerta ampia: qualifica professionale, diploma quadriennale, formazione per adulti, apprendistato, percorsi personalizzati. ABF è inoltre accreditata per il programma Erasmus+ e promuove esperienze internazionali con scambi per studenti e docenti.
Durante l’evento il direttore generale Maurizio Betelli ha presentato il piano triennale 2026–2028, incentrato su innovazione, apertura internazionale e rafforzamento dei servizi. “I genitori ci affidano i loro figli e i loro sogni. Per questo puntiamo su una formazione positiva, in un ambiente di alta qualità umana e professionale. Nei prossimi anni lavoreremo su sei aree strategiche: estero, pubblica amministrazione, comunicazione, area legno, sociosanitario e orientamento”. Tra i progetti annunciati: stage Erasmus all’estero, una nuova Academy del Legno con Confindustria, corsi per dipendenti pubblici, laboratori sociosanitari accreditati, nuovo sito e-commerce e piattaforme digitali per l’orientamento.
Oltre al programma istituzionale, la giornata ha riservato due momenti conviviali: il rinfresco è stato curato dai ragazzi dei percorsi personalizzati per disabilità, veri protagonisti della scuola. Pane e dolci sono stati realizzati da ex allievi che oggi operano nel mondo della ristorazione e della panificazione. Il momento più suggestivo peró è stata la deposizione della capsula del tempo: un cilindro d’alluminio che sarà sepolto nel giardino dell’istituto e riaperto tra vent’anni, nel 2045, contenente messaggi, pensieri e ricordi della giornata.
Dal palco, le autorità presenti, tra cui il Presidente della Provincia Pasquale Gandolfi e la delegata alla formazione Giorgia Gandossi, hanno sottolineato l’importanza del ruolo di ABF all’interno della rete istituzionale bergamasca. “Formare non è un compito che si può svolgere da soli — ha ricordato Gandolfi — serve una visione comune e condivisa, che ABF ha saputo interpretare con efficacia”.


