I Modena City Ramblers arrivano a Bergamo: “Portiamo sul palco i valori della Resistenza”
La band terrà un concerto sabato 19 luglio al Piazzale degli Alpini per una nuova data del suo tour “Appunti Resistenti”
Bergamo. “Sul palco saranno protagoniste le nostre canzoni dedicate alla lotta di Resistenza e ai valori dell’Antifascismo, oltre a quattro inediti che rappresentano un nuovo capitolo del nostro percorso artistico ispirato a queste tematiche”. Così Davide Dudu Morandi, cantante dei Modena City Ramblers, illustra il concerto che porterà il noto gruppo a esibirsi a Bergamo sabato 19 luglio.
L’appuntamento è dalle 21 al Piazzale degli Alpini e rientra nel cartellone di Nxt Summer Live. È una nuova tappa del tour “Appunti Resistenti”, che sta portando questi artisti a calcare i palchi di numerose città italiane: abbiamo intervistato Davide Dudu Morandi per saperne di più.
Nel corso degli anni vi siete esibiti diverse volte nella Bergamasca. Che rapporto avete con il nostro territorio?
Un ottimo rapporto. Ogni anno teniamo due o tre bei concerti nella città o nella provincia di Bergamo. Siamo sempre contenti di tornarci e sabato (19 luglio, ndr) saremo al Piazzale degli Alpini, che per noi è diventato quasi un appuntamento abituale. Ogni esibizione è molto sentita dai partecipanti ed è bellissimo ricevere il loro affetto. Abbiamo tanti piacevoli ricordi legati al territorio bergamasco: siamo stati anche in Valle facendo, in vari paesi ed eventi facendo molte esperienze positive.
C’è qualche concerto che ricordate con particolare affetto?
I ricordi sono parecchi. I primi a cui penso mi riportano a bellissime serate trascorse in alcuni festival come Bum Bum Festival a Trescore Balneario, un’iniziativa molto interessante sul territorio. Non possiamo dimenticare, inoltre, il concerto che abbiamo tenuto alla Malga Lunga, a Gandino, luogo simbolo della Resistenza, il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. È stata una giornata meravigliosa che porto e portiamo nel nostro cuore.
Che cosa proporrete al concerto che si terrà al Piazzale degli Alpini?
Faremo tappa al Piazzale degli Alpini con il nostro nuovo tour 2025, “Appunti Resistenti”, che prende il nome dall’Ep omonimo pubblicato lo scorso aprile in formato 12 pollici a 45 giri che contiene quattro nuovi brani, di cui uno inedito. Sempre ad aprile è uscito il primo libro di racconti resistenti, “Nati per la libertà”, scritto dal nostro gruppo, edito da La Nave di Teseo e presentato nell’edizione 2025 del Salone del Libro di Torino. Si tratta di un progetto che si inserisce in un anno ricco di anniversari e significati per noi.
Ci spieghi.
Il tour viene proposto in occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione, del trentennale della pubblicazione dello storico album collettivo “Materiale Resistente” e del ventennale del disco d’oro “Appunti Partigiani”. Le protagoniste sono le canzoni che la band, nella sua carriera ultra trentennale, ha dedicato al tema della lotta di Resistenza e ai valori dell’Antifascismo, oltre ai quattro nuovi brani, contenuti nell’Ep, che rappresentano un nuovo capitolo del nostro percorso artistico ispirato a queste tematiche, fortemente legate all’identità dei “Ramblers”. Nella scaletta dei concerti, poi, ci saranno tutte le canzoni che non possono mancare, ossia i nostri “cavalli di battaglia”.
Potrebbe fare qualche esempio?
“I cento passi”, “In un giorno di pioggia”, “Transamerika” e altri dei nostri brani più amati. Nel complesso, il concerto sarà un gioioso e convinto evento musicale resistente e militante, con quei brani che, in questi tempi di preoccupante deriva sociale e politica, diventano il canto di un solo popolo che si riconosce nella Costituzione e nelle idee su cui si fonda la nostra Repubblica.
E quanto c’è bisogno oggi di Resistenza oggi?
Ce n’è un grande bisogno, dando uno sguardo attento al presente, ossia a ciò che accade attorno a noi. Non ce ne rendiamo conto, ma la Resistenza non è finita con la caduta del fascismo: è proseguita dopo gli anni di guerra civile e sta continuando anche oggi in svariate forme e modalità. Per esempio, per noi, le ragazze e i ragazzi che aiutano i migranti nel Mediterraneo e nei progetti finalizzati a promuovere la loro inclusione sociale sono resistenti, così come chi lotta contro la criminalità organizzata. È importante tenere viva la memoria della lotta partigiana perché da essa ha avuto origine la nostra Costituzione, che è antifascista. Significa che gli ideali che hanno animato la Resistenza dovrebbero essere la guida del nostro Paese, invece si tende a dimenticarli: bisogna passare il testimone dei partigiani che, purtroppo, per motivi anagrafici, non ci sono quasi più.
Le vostre canzoni e più in generale la cultura, quindi, possono essere veicoli degli ideali della Resistenza?
Sicuramente, soprattutto per i più giovani. Una canzone ma anche altri prodotti culturali come un film o un fumetto consentono di comunicarne gli ideali in maniera immediata. I temi che implica, poi, ovviamente sono da approfondire, ma nel frattempo vengono trasmessi dei messaggi.
Questi messaggi arrivano a un pubblico giovane ma anche ai meno giovani perché i vostri affezionati abbracciano diverse generazioni
Assolutamente si. Il nostro pubblico è una grande famiglia: ai concerti vediamo i fan della prima ora, che hanno cominciato a seguirci trent’anni fa e adesso magari portano con loro i figli, ma anche tanti giovani che hanno iniziato ad ascoltarci più recentemente. I nostri spettatori attraversano varie generazioni e di certo la partecipazione dei più giovani è motivo di grande soddisfazione.
Come nascono le vostre canzoni?
Principalmente da storie che vogliamo raccontare. Possono trarre spunto da episodi ed esperienze che abbiamo vissuto in prima o in terza persona. In modo particolare, ci concentriamo su storie che siano d’esempio e aiutino a trasmettere messaggi importanti.
Quali?
L’antifascismo, la libertà, la lotta alla criminalità organizzata e il rifiuto delle diverse forme di sopruso che vediamo attorno a noi, ma anche l’attenzione ai diritti umani, ai diritti sul lavoro e ai diritti della persona in senso più ampio. Siamo convinti che questi messaggi possano essere d’ispirazione per tutti: non dovrebbero appartenere a una parte ma a tutto il genere umano. Il mondo in cui crediamo si basa sulla condivisione e sulla partecipazione, è aperto a ogni persona, per questo l’empatia nei confronti degli altri e la cultura del rispetto della diversità sono fondamentali.
Il mondo è segnato da parecchi conflitti: che cosa pensa dell’attuale scena internazionale?
Penso che siamo messi malissimo. La sensibilità verso i problemi umani e sociali sta aumentando, ma purtroppo cresce da parte di pochi. I diritti umani vengono calpestati o non sono presi in considerazione, come si apprende dalle notizie di ogni giorno ma anche nella nostra vita quotidiana. Per farsi un’idea basta pensare a cosa sta accadendo in quella che viene considerata ancora la più grande democrazia dell’Occidente.
Da dove si può ripartire?
Bisogna ripartire da un’etica che abbia come fulcro i diritti umani intesi come i diritti dell’essere umano in quanto tale, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione, dall’orientamento sessuale o da qualsiasi altra caratteristica. Dovremmo avere tutti quanti gli stessi diritti, invece vengono sempre più calpestati e davanti a tutto questo manca l’empatia, che è propria dell’essere umano in qualità di animale sociale. Guardando al mondo animale, tante razze che vivono in branco hanno maggior empatia di noi e dobbiamo recuperarla per riscoprire un forte senso di umanità che è necessario per vivere in un mondo più giusto.
Tornando alla storia dei Modena City Ramblers: come si è evoluta la band nel corso del tempo?
Siamo nati come band aperta, quindi il nostro organico è cambiato diverse volte. Il punto è che non è importante chi è sul palco ma il messaggio che si vuole trasmettere e siamo sempre stati coerenti con gli ideali che cantiamo. Questa coerenza ci ha permesso di andare avanti nonostante mutamenti significativi sia in termini di artisti sia della musica proposta. Tutto ciò si traduce in un senso di appartenenza molto forte del nostro pubblico, che sentiamo con piacere in ogni concerto.
Per concludere, quali sono i vostri progetti per il prossimo futuro?
Ora siamo focalizzati sul progetto “Appunti Resistenti”. Il tour e la pubblicazione del libro ci hanno impegnati molto e vogliamo continuare a portarlo avanti: proseguirà sicuramente fino alla fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Lungo la strada, poi, incontreremo altre storie che diventeranno le idee per dar vita a nuovi lavori, sempre pronti a cogliere ulteriori sfide.


