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Neonazismo e antisemitismo, perquisizioni in tutta Italia: coinvolti due giovani bergamaschi

L’inchiesta partita da un 21enne di Brescia membro di diversi gruppi Telegram che inneggiavano all’odio razziale

I carabinieri del Ros di Brescia, coordinati dalla pm Bressanelli, hanno condotto un’operazione dalle prime ore del mattino svolta in coordinamento con la Direzione nazionale antimafia che ha coinvolto oltre 30 persone, compresi due giovani bergamaschi, uno di Carobbio degli Angeli e uno residente in città.

I reati ipotizzati sono quelli di apologia di fascismo e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione religiosa. Sono sospettati, si legge in una nota della procura di Brescia, di “appartenere a gruppi virtuali di estrema destra attestati su posizioni radicali neonaziste, accelerazioniste, suprematiste, xenofobe e antisemite”.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un 21enne bresciano, destinatario della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’indagine è partita nel dicembre del 2023 dal monitoraggio dei profili social Telegram e Tik Tok del 21enne, che avrebbe fatto apologia di fascismo e propagandato online “idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico, anche minimizzando e negando la Shoah”.

Il giovane era membro di diversi gruppi Telegram, che incitavano alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, nazionali o religiosi. Tra questi il gruppo ‘White Lives Matter Italia’, “intriso di contenuti espressivi di idee inneggianti alla classificazione della popolazione umana in razze e alla superiorità della razza bianca”. ‘Vannawaffen Tm’, dove venivano “condivisi contenuti di propaganda di idee inneggianti al nazismo, all’accelerazionismo, alla classificazione della popolazione umana in razze”.

‘Identità europea’, ‘Sangue e Suolo’, ‘Spirito Fascista’ e ‘Holligans/Ns/Wp/Wlm’, con quest’ultimo che presenta “espliciti richiami al nazionalsocialismo e alla supremazia bianca”. L’acronimo ‘Wp’ significherebbe infatti ‘White Power’. Canali in cui venivano pubblicate anche “esplicite istigazioni a delinquere con inviti a compiere azioni incendiarie, in cambio di premi in denaro, in danno di esercizi commerciali e luoghi di ritrovo di immigrati (in territorio estero)” e “post contenenti apologia di fascismo e nazismo e contenuti antisemiti, che negavano la Shoah”.

Attraverso l’analisi dei canali social del giovane sono stati identificati altri 29 utenti, la maggior parte di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Cinque di loro erano minorenni all’epoca dei fatti.