Dalmine, già 800 firme alla petizione popolare per salvare gli alberi di via Manzoni
Si chiede all’amministrazione comunale di rivedere il taglio degli alberi che il Comune intende eseguire per realizzare una pista ciclabile e il rifacimento dei marciapiedi
A Dalmine cresce la mobilitazione dei cittadini contro il taglio degli alberi di via Manzoni, sacrificati – secondo il progetto – per far spazio ad una pista ciclabile. In pochi giorni la petizione, promossa sulla piattaforma change.org, ha raggiunto quasi 800 adesioni.
“Comincio questa petizione -scrive Iole Ferrari, promotrice dell’iniziativa – perché gli alberi sono essenziali per combattere il surriscaldamento globale, una realtà che stiamo già vivendo. Nel nostro piccolo, vogliamo fare la differenza nel comune di Dalmine prevenendo ulteriori abbattimenti”.
“È di fondamentale importanza – continua Ferrari – sottolineare l’importanza degli alberi nella lotta contro il cambiamento climatico. Secondo il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, gli alberi assorbono circa 12 tonnellate di CO2 all’anno. Quando un albero viene tagliato, non solo si perde questo potenziale di assorbimento, ma la CO2 stoccata nell’albero viene rilasciata nell’atmosfera. Il piano di abbattere gli alberi di Via Manzoni per costruire una pista ciclabile compromette quindi il nostro contributo alla lotta contro il cambiamento climatico”.
Via Manzoni è una via a senso unico, che va da viale Locatelli fino a Piazza Vittorio Emanuele III. Sono diversi i motivi che la rendono una tra le arterie più importanti di Dalmine: la presenza di due scuole (primaria e secondaria di primo grado), un’area commerciale (Largo Europa), una Piazza (quella di Sforzatica) e l’area del sistema sanitario e socioassistenziale su viale Locatelli.
Nei prossimi mesi sarà completamente riqualificata. Il progetto, approvato dalla giunta comunale il 26 maggio, prevede la rimozione di quasi tutte le alberature esistenti, l’introduzione di una pista ciclabile, il rifacimento dei marciapiedi e la realizzazione di una mini-rotonda all’altezza di largo Europa. L’intervento avrà un costo di 1,4 milioni di euro e una durata prevista di sei mesi. L’intera via verrà resa una zona 30, dove la velocità massima sarà di 30 km/h, a tutela di pedoni e ciclisti.
“Riconosciamo l’importanza di promuovere l’uso delle biciclette – conclude Ferrari – e di creare infrastrutture sicure per i ciclisti. Tuttavia, crediamo che sia possibile realizzare una pista ciclabile senza tagliare gli alberi. Invitiamo quindi i responsabili del comune di Dalmine a rivedere il progetto e a cercare soluzioni alternative che rispettino l’ambiente”.


