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Tutti i dolori del comprensorio Colere-Lizzola (che rischia di saltare): progetto mai così appeso a un filo
La seggiovia Carbonera-Polzone nella stazione di Colere

In una mail ai sindaci circolata sui social Rsi definisce “non accettabili” due richieste del Comune di Vilminore: situazione in stallo, si allarga la distanza tra le parti

Individuare una lettura lineare alla successione di fatti degli ultimi mesi appare una sfida ai limiti dell’impossibile. Il dietro le quinte degli sviluppi al progetto di unione dei comprensori sciistici di Colere e Lizzola si rivela un intricato groviglio di colloqui tra le parti, richieste, rifiuti e smentite. E se, forse, un punto di rottura irreversibile ancora non è stato raggiunto, il piano originale si trova ormai con certezza in una prolungata fase di stallo.

Ma andiamo per ordine. Il groviglio nasce in qualche misura anche dal muro comunicativo eretto da tutte le parti in causa. Da un lato Rsi, la società che nel maggio 2024 ha avanzato il progetto del maxi comprensorio unito. La figura al vertice della cordata di imprenditori, il banchiere internazionale di origini scalvine Massimiliano Bellingheri, ignora ed evita confronti con la stampa nonostante non siano mancate le occasioni. Dall’altro lato, i sindaci dei Comuni coinvolti. Gli amministratori di Valbondione, Colere e Vilminore di Scalve nelle ultime settimane si sono spesso barricati dietro ad una pura affermazione di volontà politica: “Il progetto si farà, ma serve trovare la quadra tecnica”.

In realtà, l’effettiva realizzazione del comprensorio non è probabilmente mai stata così appesa al filo. L’episodio forse più significativo lo scorso 1° luglio, quando al Palazzo Pretorio di Vilminore i rappresentanti di Rsi e quelli degli enti pubblici coinvolti si sono incontrati per trovare un accordo.

Sul tavolo una bozza presentata dalla stessa società, che ha messo sul piatto una nuova seggiovia di arroccamento da Teveno, in territorio di Vilminore, e una nuova pista per collegare Cima Bianca con il rifugio Albani. Nella parte finale del testo sono inserite anche alcune opere infrastrutturali di contorno per cui Rsi promette di impegnarsi: il completamento del collegamento diretto Dezzo-Colere, la realizzazione di un convitto a Vilminore, la predisposizione del progetto della variante di Ponte Selva e della circonvallazione di Colere.

Dal faccia a faccia di quel martedì pomeriggio una fumata bianca non è mai emersa. Anzi, la distanza tra le parti sembra essersi allargata. Secondo quanto ricostruito, i rappresentanti di Rsi si sarebbero presentati a Vilminore con l’aspettativa di avere tra le mani il documento firmato a fine riunione: di fronte alle obiezioni sollevate dai sindaci, il cambio di umore sarebbe stato fulmineo.

Ieri mattina sui social è circolata una breve mail, inviata nei giorni scorsi dalla società agli amministratori. Rsi fa riferimento alle richieste fatte dal Comune di Vilminore: da un lato la possibilità di avere un parere vincolante in fase di Conferenza dei servizi, dall’altro un cambiamento nelle modalità di realizzazione dell’impianto di Teveno. Due proposte marchiate come “non accettabili” dalla società, che ha rispedito la palla nella metà campo degli enti pubblici allegando la bozza di accordo con alcune piccole correzioni richieste durante il precedente incontro.

mail rsi srl comprensorio colere lizzolaLa mail circolata su Facebook

“Non c’è nessuna trattativa – taglia corto il sindaco di Vilminore, Pietro Orrù -. Il progetto necessita di un’ingente somma di denaro pubblico e stiamo discutendo delle possibili ricadute sul territorio. Il privato ha avanzato le sue proposte, l’ente pubblico ha fatto delle valutazioni e rilanciato”.

Il margine per un ripensamento appare tuttavia risicato. Da un punto di vista istituzionale i rapporti tra le parti si sono deteriorati negli ultimi mesi: i segretari comunali di Colere e Valbondione avrebbero espresso forti dubbi sul progetto, riportando pareri legali negativi e segnalando le possibili problematiche legate al mancato rispetto delle normative vigenti.

Quello che possiamo dire oggi con assoluta certezza è che la “road map” presentata circa 14 mesi fa è di fatto irrealizzabile: i lavori per l’estensione degli impianti fino a Fontanamora sarebbero dovuti iniziare lo scorso aprile, con la Conferenza dei servizi (mai iniziata) chiusa a febbraio. Le previsioni, ancora consultabili sul sito della stazione di Colere, fissavano la data di apertura del comprensorio unito a dicembre 2026.

road map colere lizzola (colere.it)La road map presente sul sito