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Sei dipendenti rischiano il taglio del salario: stato d’agitazione alla Fondazione Balicco

A tutela delle 6 donne le organizzazioni sindacali Fp Cgil e Cisl Fp di Bergamo hanno proclamato lo stato di agitazione

Due infermiere, due fisioterapiste e due operatrici socio-assistenziali: sono le sei dipendenti che rischiano il taglio del salario e la riduzione dei diritti alla Rsa della Fondazione Francesco Balicco di Martinengo. Il motivo di questa riduzione di salario è dovuta in quanto dal 1° agosto 2025 la Fondazione cederà il personale a Sodexo Italia, subentrante nell’appalto in global service dell’intera struttura in sostituzione della società uscente.

Per questo le organizzazioni sindacali Fp Cgil e Cisl Fp di Bergamo proclamano lo stato di agitazione a tutela delle sei donne. La cessione delle dipendenti della Fondazione, finora in distacco funzionale con la società uscente, prevede l’applicazione del Ccnl (contratto nazionale di lavoro) Uneba in sostituzione dell’attuale CCNL Funzioni Locali. La Fondazione peraltro ha già preso la decisione senza alcun coinvolgimento preventivo delle OO.SS. – nonostante le ripetute richieste di incontro (24 marzo, 10 e 28 aprile, 16 giugno) rimaste senza risposta.

Lo scorso 3 luglio 2025 il presidente della Fondazione, monsignor Paolo Rossi con alcuni componenti del Consiglio di amministrazione e i propri consulenti, ha finalmente incontrato le OO.SS. dove peraltro i punti all’ordine del giorno erano altri, tra i quali le criticità organizzativo-gestionali del servizio e la qualità e quantità degli standard assistenziali erogati agli Ospiti Residenti, e solo in quell’occasione si è appresa la notizia, senza alcun documento scritto. Sono stati addirittura i sindacati ad avvisare ufficialmente le dipendenti.

Nella sera di lunedì 14 luglio, in un’assemblea molto partecipata, in presenza anche di tutti gli altri 45 dipendenti della società uscente, è stata presa la decisione di indire lo stato di agitazione per arrivare a una soluzione che non penalizzi le dipendenti della Fondazione che sono le persone con maggiore anzianità di servizio all’interno dell’ente.

“Il passaggio al Ccnl Uneba comporterebbe per le lavoratrici – spiegano i sindacalisti -: la perdita economica significativa sul salario complessivo, la riduzione di ferie, permessi retribuiti, periodi di comporto e indennità di malattia; l’azzeramento dei percorsi di carriera già fermi dal 2015 ed il peggioramento contributivo futuro. L’ipotesi di un indennizzo forfettario, avanzata dallo studio paghe della Fondazione l’11 luglio, è stata giudicata irricevibile dalle OO.SS.. Infatti, non compensa né le perdite economiche né il danno sui diritti. La Fondazione sostiene l’impossibilità di mantenere l’attuale distacco funzionale in Sodexo Italia, così come è stato per la società uscente. Motivazione che riteniamo infondata, e dovuta solo alla volontà della Fondazione di “liberarsi” dei propri dipendenti. Attualmente il distacco funzionale è attivo anche in altre strutture senza problemi”.

“È inaccettabile che, ancora una volta, le crisi gestionali ricadano esclusivamente sui lavoratori – aggiungono i sindacalisti – in un settore come quello socio-sanitario che necessita invece di riconoscimento, incentivazione e stabilità. Questa strategia di far ricadere i costi di gestione e le situazioni di crisi sempre o sull’aumento delle rette o sul contenimento dei costi del lavoro, non è più accettabile e impensabile; la popolazione invecchia sempre più e si renderà sempre più necessario dover ricorrere alle strutture residenziali. Non si pensi di migliorare i servizi e gli standard assistenziali erogati ai soggetti fragili e anziani contraendo i costi del lavoro”.

Cgil Fp e Cisl Fp di Bergamo restano disponibili a un incontro in Prefettura con il Prefetto Enrico Rotondi, affinché si individui una soluzione che “salvaguardi il CCNL Funzioni Locali per le sei lavoratrici, garantisca servizi di qualità agli ospiti della struttura e ristabilisca relazioni sindacali rispettose. Fino a un accordo soddisfacente, lo stato di agitazione rimane aperto e valuteremo ulteriori iniziative di mobilitazione”.