La graduatoria
|Inflazione, Bergamo sale al 4° posto tra le città più care d’Italia
Al 1° posto Bolzano con +763 euro, al 2° posto Rimini con +743 euro, al 3° Venezia con +617
L’Istat ha reso noti i dati territoriali dell’inflazione di giugno, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita. Non solo, quindi, delle città capoluoghi di regione o dei comuni con più di 150 mila abitanti.
Bergamo, in questo senso, si posiziona al 4° posto assoluto, con un’inflazione del 2% e una stangata pari a 604 euro di aumento su base annua per una famiglia media. Nella stessa graduatoria (mensile) stilata sulla base dei dati di maggio 2025, la nostra città ha “guadagnato” 5 posizioni, salendo dal 9° al 4°.
In testa alla graduatoria c’è Bolzano dove l’inflazione tendenziale pari a +2,3%, pur essendo “solo” la terza maggiore d’Italia ex aequo con Belluno e Napoli, si traduce nella maggior spesa di 763 euro.
Medaglia d’argento per Rimini che, con +2,7%, l’inflazione più alta d’Italia, ha un incremento di spesa annua pari a 743 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Venezia, che con +2,2%, la quarta inflazione più elevata del Paese, ha la terza maggior spesa supplementare, pari a 617 euro annui per una famiglia tipo.
Dopo Bergamo, seguono Belluno (+2,3%, +599 euro), Arezzo (+2,2% e +595 euro), al settimo posto Udine (+2,1%, +590 euro), poi Bologna (+2,1%, +588 euro). Chiudono la top ten, con 579 euro, Padova (+2,1%) e Siracusa, che, ex aequo con Cosenza, ha la seconda inflazione più alta d’Italia, +2,5%.
Sull’altro fronte della classifica, la città più virtuosa d’Italia è Pisa , dove con +0,6%, l’inflazione più bassa d’Italia, si ha un aumento annuo di 162 euro. Al secondo posto Olbia – Tempio, +0,9% e un maggior costo della vita di 179 euro. Medaglia di bronzo per Vercelli ( +0,8% e +189 euro).
Seguono, nella classifica delle città risparmiose, Benevento (+0,9%, +199 euro), Massa Carrara (+0,8%, +216 euro), Sassari (+1,1%, +219 euro), al settimo posto Caserta (1%, +221 euro), poi Lodi (+0,8%, +230 euro) e Trapani (+1%, +232 euro). Chiude la top ten delle migliori, con 236 euro, Campobasso (+1%).
In testa alla classificazione delle regionipiù “costose” (Tabella n. 2), con un’ vendita annua a +1,8%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 556 euro su base annua. Segue il Friuli Venezia Giulia (+1,9%, +520 euro) e al terzo posto il Lazio con +510 euro e un’inflazione dell’1,9%.
La regione più risparmiasa è il Molise: +1% e +236 euro. In seconda posizione la Valle d’Aosta (+1,1%, +304 euro), in terza la Sardegna (+1,6%, +307 euro).


